Tag: Romanzo
I tre atti di una storia
Che siate scrittori di racconti o di romanzi; sceneggiatori, drammaturghi o narratori; perfino semplici cronisti; dovete sapere che qualsiasi cosa stiate scrivendo, quella cosa è divisa in tre parti: incipit, svolgimento e conclusione. Qualsiasi storia, se viene narrata, sarà raccontata rispettando questa partizione. Un vecchio detto dei tempi della commedia tardo settecentesca recita: «Digli cosa stai per fare, fallo, poi digli cosa hai fatto». Sembra ripetitivo ma è un modo molto efficiente di raccontare una storia. Tuttavia c’è un modo più efficace di dire questa cosa: nel primo atto fai un nodo, nel secondo un fiocco, nel terzo scioglili. Il segreto della narrativa, in ogni sua forma, è tutto qui.
Tre parole chiave
Si legge in un fortunato saggio di Leonardo Sciascia, La storia della Mafia, che il primo vocabolario siciliano in cui compare questa parola è quello del Traina: «importata in Sicilia dai piemontesi, cioè dai funzionari e soldati venuti in Sicilia dopo Garibaldi, ma proveniente forse dalla Toscana dove maffia (due effe) vuol dire miseria e smàferi vuol dire sgherri»[1] – era il 1868.
Come progettare un romanzo
Le storie narrate nei romanzi sono prodotti di finzione. Possono essere ispirate a storie vere, ma vengono plasmate e modificate per risultare verosimili. Questo vuol dire che i romanzi sono interpretazioni della realtà. Una buona trama ha una struttura solida, un significato preciso ed è portatrice di un messaggio universale che in realtà la vita vera non ha.
Il concetto di cultura
Benché sia più evidente oggi, l’emancipazione della massa (e di conseguenza l’abbassamento della cultura) ha avuto inizio almeno nella forma più eclatante a partire dagli anni Ottanta, in Italia, sull’onda dei consumi e di una ricchezza (almeno all’apparenza) più diffusa.
La formazione della famiglia
Una famiglia nucleare è composta da una coppia di coniugi e dai loro figli: questa è la versione semplice. L’unico limite, si è detto, alla sua formazione è di natura genetica: tra i due coniugi, quindi, non deve esserci una prossimità genetica troppo stretta.


Commenti recenti