A cavallo tra due ricorrenze – quella dell’assassinio di Giovanni Falcone del 23 maggio scorso (strage di Capaci: 23 maggio 1992) e quella dell’omicidio di Giorgio Borsellino che si celebrerà il prossimo 19 luglio (strage di via D’Amelio: 19 luglio 1992) – importanti per un Paese come l’Italia afflitto dal flagello della criminalità organizzata di successo[1], il 5 giugno scorso la prima sezione penale della Cassazione, con sentenza 27766, ha annullato l’ordinanza del tribunale di Bologna che respingeva la richiesta degli avvocati di Totò Riina, boss mafioso del clan dei Corleonesi in carcere da 24 anni, i quali chiedevano la sospensione della pena o, in alternativa, gli arresti domiciliari del boss per motivi di salute.


In un articolo pubblicato su La Stampa on line il 10/01/2017, Mimmo Candito ci allarma circa la percentuale di analfabeti funzionali circolanti in Italia: il 70%, ma più probabilmente l’80.


Prendi un falso Presidente, due scaltri prankster e l’intero board editoriale del più noto quotidiano nazionale americano, il New York Times: e che cosa ottieni?