Non è un addio, naturalmente. I contenuti del blog resteranno on-line a disposizione di quanti, passando di qui, li riterranno ancora utili al proprio cammino. Nei prossimi giorni e settimane, inoltre, appariranno degli articoli che avevo già programmato prima delle vacanze; fin quando non si estingueranno da soli. Non escludo, peraltro, di tornare a scrivere qualcosa, di tanto in tanto, se ne avrò il tempo e qualcosa di intelligente da dire. Pensandoci, se tutti si sforzassero di scrivere solo avendo delle cose davvero intelligenti da comunicare, forse in Italia ci sarebbero molti meno “scrittori” e molti più lettori. Ma tant’è…


Non pare anche a voi che fare blogging per ottenere visibilità e credito, nella speranza di avere un giorno successo come scrittore, non abbia forse qualcosa in comune con questa storia? Io ritengo di sì, solo che l’invisibilità del blogger-scrittore dei giorni nostri non è data da una scoperta fantascientifica, ma dalla moltitudine di tutti gli altri che come me e voi ci provano ogni giorno.


Negli ultimi mesi la domanda che più spesso rivolgo a me stesso è: i miei successi lavorativi lì sbandiererei su FaceBook? Quelli tra voi che mi seguono anche sui social-media conoscono la risposta. E allora perché sono pronto e felice addirittura di riempire il mio profilo privato di post sulla scrittura? Perché continuo a condividere gli articoli del mio blog, nonché gli articoli di altri colleghi blogger, su Facebook? Soprattutto, con chi li condivido questi articoli? a chi li faccio leggere?