Scrivere in prima persona


Scrivere in prima persona

regista

Chi è il regista della tua storia?

Dopo il caloroso riscontro che Scrivere in prima o in terza persona e Scrivere in terza persona hanno ottenuto negli anni dai lettori che sono passati e ancora passano da questo blog, mi sono finalmente deciso a imbastire un ennesimo articolo sulle “persone”: non quelle che scrivono né quelle che leggono, quelle che narrano. Infatti, se vogliamo, tutta la questione che ruota attorno alla prima, alla terza e, per amore di completezza, alla seconda persona si può riassumere in una semplice domanda: da quale punto di vista mi viene narrata questa storia?

Nel caso della prima persona la risposta è piuttosto ovvia: il mio. Ovvero, il personaggio racconta la propria storia. Potremmo quindi concludere qui questo evidentemente breve articolo di scrittura creativa, ma temo che le cose siano più complicate di così. O meglio, non credo ci sia nulla di complicato nel decidere da quale prospettiva narrare una storia, solo non pare essere così semplice come in realtà è, visto che ogni anno (entrambi gli articoli precedentemente citati sono stati scritti nel 2015) vagonate di curiosi approdano su questo blog in cerca di risposte. Proviamo quindi a procedere per gradi.

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Le preposizioni proprie: Tra (fra)


Le preposizioni proprie: Tra (fra)

Tra - Fra

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Come dicevamo la scorsa settimana, le preposizioni si distinguono in proprie e improprie: le prime si adoperano solo come tali, a differenza delle seconde che invece possono assumere anche altre funzioni: ad esempio di congiunzione, di avverbio, ecc. Le proposizioni proprie sono otto (più una): di, a, da, in, con, su, per, tra (fra). Le ultime due, lo vedremo meglio dopo, sono identiche per significato e funzioni.

Tra (fra)

L’unica ragione per scegliere tra le due è evitare l’accumulazione di suoni cacofonici o sgradevoli; ad esempio «fra tre anni» è preferibile rispetto a «tra tre anni». Del resto:

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Una scrittura onesta


Una scrittura onesta

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Come si realizza una scrittura onesta?

Quando mi sono avvicinato alla scrittura con l’intenzione di fare sul serio, cioè di scrivere a un livello professionale tale da essere pubblicato, la prima cosa su cui mi sono imbattuto – nei manuali di scrittura creativa, nei consigli di scrittori veterani, perfino nelle aspettative dei lettori forti – mi sono imbattuto in questa esigenza che la scrittura dovrebbe soddisfare: la propria onestà. Ancora oggi me ne domando il significato. Cosa significa applicare l’onestà ad un mestiere la cui stessa natura, la cui caratteristica fondante e caratterizzante è quella di mentire proprio per parlare della verità? Com’è fatta o come si realizza una scrittura onesta? Proverò a rispondere.

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9 validi motivi per non scrivere e 1 per farlo

Le preposizioni proprie: Per


Le preposizioni proprie: Per

Per

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

«Laudato sie, mi’ Signore, per sora luna e le stelle [...]
per frate vento [...] per sor’acqua [...] per frate focu [...]
per sora nostra madre terra [...]
per quelli ke perdonano per lo tuo amore [...]
per sora nostra morte corporale»

– San Francesco, Cantico di frate sole

Come dicevamo la scorsa settimana, le preposizioni si distinguono in proprie e improprie: le prime si adoperano solo come tali, a differenza delle seconde che invece possono assumere anche altre funzioni: ad esempio di congiunzione, di avverbio, ecc. Le proposizioni proprie sono otto (più una): di, a, da, in, con, su, per, tra (fra). Le ultime due, lo vedremo meglio dopo, sono identiche per significato e funzioni.

Per

La funzione principale della preposizione per è quella di «introdurre il ʻtramiteʼ attraverso cui si svolge l’azione»[1], dando così vita a un primo gruppo di relazioni:

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