Mi è capitato spesso di chiedermelo. Non perché abbia mai smesso sul serio di scrivere, ma perché è una di quelle domande che sembrano semplici finché non provi a rispondere, per poi scoprire che ogni risposta che sei in grado di confezionare contiene sia qualcosa di vero sia qualcosa di falso. Ad esempio, scrivo perché mi piace. Adoro scolpire le frasi; mi dà un senso di compiutezza molto soddisfacente. Scrivo per essere letto. Anche. Tuttavia essere letti, oggi, in Italia, non è quasi più un problema. Possiamo dire che è stato risolto a monte… Scrivo per essere pubblicato. Nel mio caso è meno vero, ma sono sicuro che moltissimi là fuori vedono nella scrittura una sorta di riscatto e nella pubblicazione una sorta di conferma. Infine, scrivo perché sono uno scrittore. Questa affermazione ha il pregio di spiccare il problema, ma non alla radice (scuserete il gioco di parole, ndr). Potremmo andare avanti ancora diversi paragrafi, trasformando questo post in una sorta di gioco di società: in cui ognuno dice la propria e tutti gareggiano per il primato della più assurda.

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