Da qualche anno si è diffusa la sensazione che qualcosa stia cambiando. Molte persone lamentano una crescente difficoltà a concentrarsi, a leggere testi lunghi, a seguire ragionamenti complessi o a mantenere l’attenzione per periodi di tempo prolungati. La spiegazione più immediata è anche la più pessimistica: ci staremmo progressivamente rincitrullendo. La ricerca, tuttavia, suggerisce una conclusione diversa: non stiamo diventando meno intelligenti; stiamo addestrando il nostro cervello a svolgere compiti diversi da quelli che per secoli hanno caratterizzato il nostro rapporto con la lettura. Il cervello è un organo straordinariamente adattabile. Rafforza le capacità che utilizziamo con maggiore frequenza e riduce l’efficienza di quelle che esercitiamo sempre meno. In altre parole, diventa bravo in ciò che gli chiediamo di fare ogni giorno e meno in tutto il resto.

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Lo so, sono passati quasi otto anni dall’ultima volta.
Otto anni in cui mi sono capitate così tante cose da non aver avuto né il tempo né la voglia di appuntarle su questo blog. La vita è così: ti coglie giovane e ti restituisce vecchio. E infatti, rispetto a otto anni fa, ci vedo meno bene da entrambi gli occhi, sono mezzo sordo dall’orecchio sinistro e ho cominciato a perdere i capelli. Guardarmi allo specchio e scoprire, da un giorno all’altro, d’essere diventato più stempiato di quanto ricordassi è stato uno shock. Ho cominciato a perderli al centro, proprio sopra la fronte. La cosa buffa è che non sono spariti del tutto, ma si vede che sono più diradati di quanto lo fossero solo pochi anni fa. Datemi retta: questi otto anni hanno pesato come una vita intera, tracciando calanchi sulle mie speranze. Finché non sei arrivata tu: Ulpia.

Ma procediamo con calma.


Non è un addio, naturalmente. I contenuti del blog resteranno on-line a disposizione di quanti, passando di qui, li riterranno ancora utili al proprio cammino. Nei prossimi giorni e settimane, inoltre, appariranno degli articoli che avevo già programmato prima delle vacanze; fin quando non si estingueranno da soli. Non escludo, peraltro, di tornare a scrivere qualcosa, di tanto in tanto, se ne avrò il tempo e qualcosa di intelligente da dire. Pensandoci, se tutti si sforzassero di scrivere solo avendo delle cose davvero intelligenti da comunicare, forse in Italia ci sarebbero molti meno “scrittori” e molti più lettori. Ma tant’è…