Scrivere è una malattia mentale


Questa mia convinzione non è il frutto di un’affermazione campata in aria, ma nasce dall’analisi metodica, scientificissima e quotidiana di un campione di moltimila scrittori. A breve pubblicherò il risultato della ricerca sul prestigioso periodico “Chi”, ma ho deciso di anticipare un breve abstract qui sul blog di Salvatore, che gentilmente ha contribuito a finanziare la mia ricerca, una ricerca scomoda, ma che andava fatta.

Il manoscritto nel cassetto fa la muffa


Questo articolo è un guest post apparso originariamente sul blog Pennablu! il 25 agosto 2014. Rileggerlo mi ha fatto impressione, per due motivi: il primo è che è scritto in modo osceno, e questo mi fa riflettere su quanta strada abbia fatto nel frattempo; il secondo è che a distanza di quasi tre anni non è ancora cambiato nulla. Lascio a voi ogni speculazione in merito.

Come progettare un romanzo


Le storie narrate nei romanzi sono prodotti di finzione. Possono essere ispirate a storie vere, ma vengono plasmate e modificate per risultare verosimili. Questo vuol dire che i romanzi sono interpretazioni della realtà. Una buona trama ha una struttura solida, un significato preciso ed è portatrice di un messaggio universale che in realtà la vita vera non ha.

Le soft skill di un giovane scrittore


Diciamo che ci hai sempre un po’ pensato: per anni hai raccolto in quaderni e fogli sparsi ragionamenti, astrazioni contenenti verità vere sulla vita e sul mondo, e magari anche qualche dialogo, qualche accenno di racconto, tutte cose perfette per essere infilate in un romanzo; hai letto, principalmente i classici, quelli fondamentali, senza cui non puoi entrare nel novero degli autori. E però ti sei occupato di altro, rimandando: hai studiato, cominciato a lavorare e vissuto un po’ di vita vera – quella che è la materia prima dello scrittore, tanto quanto il marmo per uno scultore – e ti sei detto che lo avresti sentito, quando il momento fosse arrivato. Che un giorno il genio in te si sarebbe svegliato e avresti inondato il mondo di tutte le parole trattenute fino a quel momento.

Andiamo a pubblicare


Se pensate che i testi dei rapper, o di altri generi musicali, siano facili da scrivere vi invito a provarci. Rimarrete col foglio bianco per un bel po’. Altro che blocco dello scrittore. Il lavoro degli autori musicali è più gravoso, visto che le parole devono incastrarsi con la musica. Dopo questo esperimento, posso dire di apprezzare ancor di più la capacità dei cantautori. Noi ce la caviamo solo con le parole; loro le devono fondere con le note.