Tag: Romanzo

Cosa fanno (davvero) gli agenti letterari in Italia

Agente letterario davanti a un manoscritto con la scritta “Romanzo ambizioso”

Alcune giornate nascono con una domanda. Mentre guidavo per andare a correre al parco, come faccio da anni in pausa pranzo, sotto il cielo plumbeo di Torino il mondo mi è sembrato improvvisamente più denso. Mi è parso di vedere per la prima volta cose a cui normalmente non do importanza. E tutto questo mi ha spinto a pormi la seguente domanda: vediamo davvero ciò che stiamo guardando o ci limitiamo pigramente a osservare la realtà mentre ci scorre davanti? Siamo tutti presi dai nostri microcosmi quotidiani per poterci davvero interessare alle vite degli altri. Non è una colpa; è una constatazione. Ora, può non sembrare, ma tutto questo ha molto a che fare con l’argomento del post di oggi, ovvero: che lavoro fanno DAVVERO le agenzie letterarie in Italia? Procediamo.

Prosegue sul Blog 👇

Il romanzo postmoderno oggi

Dipinto postmoderno di una vecchia Polaroid consumata dal tempo, simbolo della memoria, con due giovani in movimento attorno a un’automobile d’epoca.

Adoro gli oggetti vissuti.
Non perché abbiano personalità, non ce l’hanno; ma perché possiedono memoria. Gli oggetti usati hanno attraversato la vita, hanno una storia da raccontare, sono stati utili a qualcuno. Non è nostalgia da rigattiere. Non sono solito liberarmi di oggetti che mi sono stati utili solo perché nel frattempo sono invecchiati e appaiono logori. Possiedo un vecchio trabiccolo come automobile, e non mi sognerei mai di sostituirlo con uno nuovo fiammante. Ha 15 anni e mi ha portato ovunque; era presente quando ancora lavoravo nella mia vecchia azienda, mi osservava in mezzo al campo volo quando mi lanciavo col paracadute, mi ha scarrozzato in terra bulgara, mi ha riportato a casa quando sono rientrato in Italia, mi ha visto rimettermi in carreggiata con fertile fatica e, contro ogni pronostico, ha esultato per i risultati raggiunti. Cioè, non è che l’abbia proprio dato a vedere… ma io credo abbia esultato. C’è forse una correlazione molto profonda tra l’amare oggetti che hanno memoria e scrivere romanzi che vogliono lasciare memoria. E sia la memoria sia i romanzi hanno entrambi una correlazione molto stretta con le parole.

Prosegue sul blog 👇

Otto anni dopo

Abstract textured number 8 with warm center light

Lo so, sono passati quasi otto anni dall’ultima volta.
Otto anni in cui mi sono capitate così tante cose da non aver avuto né il tempo né la voglia di appuntarle su questo blog. La vita è così: ti coglie giovane e ti restituisce vecchio. E infatti, rispetto a otto anni fa, ci vedo meno bene da entrambi gli occhi, sono mezzo sordo dall’orecchio sinistro e ho cominciato a perdere i capelli. Guardarmi allo specchio e scoprire, da un giorno all’altro, d’essere diventato più stempiato di quanto ricordassi è stato uno shock. Ho cominciato a perderli al centro, proprio sopra la fronte. La cosa buffa è che non sono spariti del tutto, ma si vede che sono più diradati di quanto lo fossero solo pochi anni fa. Datemi retta: questi otto anni hanno pesato come una vita intera, tracciando calanchi sulle mie speranze. Finché non sei arrivata tu: Ulpia.

Ma procediamo con calma.

Scrivere per obiettivi


Alla fine della sua lettura questo articolo avrà decine di commenti, forse più di un centinaio. Come faccio a saperlo? Lo so perché è già successo: molte volte, con molti altri post. La certezza, o il presentimento di una sua elevata probabilità, mi stimola a procedere nella stesura. I commenti, come sanno coloro che tengono aggiornato con costanza il proprio blog, sono sempre fonte di gratificazione; tale a volte da spingere il blogger a svilupparne addirittura una dipendenza. Anche non essere letti per nulla innesca lo stesso meccanismo, seppure in senso inverso. Tutto questo rientra in un processo che per semplicità chiamerò riflesso condizionato.

Ora, l’obbiettivo di scrivere un post è quello di essere letti e commentati da più persone possibili. La gratificazione si ottiene se questo accade davvero. Possiamo non essere d’accordo e dire che l’obbiettivo dovrebbe in realtà essere quello di comunicare informazioni valide e oneste ai propri lettori, e concorderei con voi se fosse questo l’argomento dell’articolo, ma… assecondatemi. Se accade, se il post viene letto e commentato da molte persone, abbiamo un rinforzo positivo. Se non accade, abbiamo un rinforzo negativo. Si viene cioè a creare un collegamento automatico tra un’azione e la sua conseguenza statisticamente più scontata. La stessa cosa si può forse dire del riuscire a portare a termine la stesura di un romanzo…

STOP!


Non è un addio, naturalmente. I contenuti del blog resteranno on-line a disposizione di quanti, passando di qui, li riterranno ancora utili al proprio cammino. Nei prossimi giorni e settimane, inoltre, appariranno degli articoli che avevo già programmato prima delle vacanze; fin quando non si estingueranno da soli. Non escludo, peraltro, di tornare a scrivere qualcosa, di tanto in tanto, se ne avrò il tempo e qualcosa di intelligente da dire. Pensandoci, se tutti si sforzassero di scrivere solo avendo delle cose davvero intelligenti da comunicare, forse in Italia ci sarebbero molti meno “scrittori” e molti più lettori. Ma tant’è…