Ci sono persone che trascorrono un’intera esistenza alla ricerca di un proprio posto nel mondo. Ulpia, a tredici anni, neppure lei sa quale sia il suo. Non conosce il padre, ignora chi sia sua madre ed è cresciuta in un lupanare nella Roma imperiale del III sec. d.C. Non possiede un nome gentilizio né un indizio che le permetta di rivendicarne uno. Eppure, a distanza di quasi duemila anni, questa ragazzina ha finalmente una casa tutta sua: ulpiaromanzo.it. Certo, non è esattamente il genere di sistemazione che avrebbe potuto immaginare, ma come si dice: a caval donato.

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Ogni scrittore sogna di avere più lettori. Io compreso. Mi piacerebbe che Ulpia vendesse centomila copie, magari un milione già che ci siamo. Mi piacerebbe vedere il mio romanzo dietro le vetrine delle librerie, sui comodini della gente e, perché no, persino in cima alle classifiche. Non appartengo a quella curiosa categoria di autori che fingono di disprezzare il successo mentre controllano le vendite con la stessa frequenza con cui un cardiopatico si misura la pressione. Eppure, ogni volta che qualcuno mi chiede quale sia il mio lettore ideale, mi accorgo che la domanda mi mette a disagio. Disagio… Perché mai? Ce l’ho un lettore ideale, io? Mi sono sforzato di immaginare chi potesse essere costui/costei mentre progettavo il romanzo? Ho pensato a lui o lei mentre lo scrivevo? No? Sì? E se non ho pensato a lui/lei, come farà a trovarmi? Ecco l’entità del problema che affligge l’editoria oggi…

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Poiché è estate e fa caldo, chi può sgambetta felice a bagno nell’acqua salmastra e chi non può rosica anatemi nell’afa cittadina, vorrei proporvi una riflessione estiva che ha il gusto della polemica senza la necessità di una doppia laurea in letteratura classica e moderna – come nei migliori programmi televisivi spazzatura chiunque, insomma, può …


… i classici delle mie letture La scorsa settimana ho parlato della sezione storica dei miei libri. Oggi passo alla letteratura. Ma che letteratura? Quella con la elle maiuscola: i classici! Come per la sezione storica, anche in questo caso ci sono libri di pregio. Parlo del libro proprio come oggetto. Intervallati, però, da altri …


… sezione storica Lo so, a Pasqua il detto: “pulizie di Pasqua”, mi ha decisamente fottuto. In particolare perché ho avuto la malsana idea di mettere un po’ d’ordine nella mia libreria… Non l’avessi mai fatto. Non ho ancora terminato e, dopo diverse ore, ho deciso di desistere e di rimandare l’epilogo del lavoro a …