Intervista col fantasma


C’è una cosa che ho sempre voluto fare da quando ho aperto questo blog, ed è intervistare un/una ghost writer. I motivi sono tanti, e sono riassumibili nelle domande che leggerete a breve qui di seguito. Il problema, però, era riuscire ad acchiapparne uno: si sa che i fantasmi sono per loro natura sfuggenti. E per quanto in giro ci siano ormai una valanga di persone che si promuovono come tali, almeno tanti quanto gli editor freelance, ero sicuro che per la mia intervista non avrei mai voluto rivolgermi a nessuno di loro. Il motivo è semplice: c’è qualcosa di sacro e misterioso nella scelta dell’anonimato; ancor di più in uno scrittore che decide di cedere la propria opera restando nell’ombra. Ed era svelare questo mistero la cosa che tanto mi premeva di questa intervista. Va da sé che se uno scrittore si promuove come ghost è perché nell’ombra non ci vuole stare.

Furto d’autore


È in qualche modo piacevole constatare come, in un paese quale l’Italia in cui appare sempre più evidente che leggere è un’opzione a perdere, e in un’epoca storica in cui la vita media di un romanzo, anche di un buon romanzo, non supera i sei mesi di vita sugli scaffali delle librerie, constatare come una coraggiosa casa editrice romana, la Bibliotheca Edizioni s.r.l., decida di ripescare un mio vecchio – ma ancora molto letto – post del 10 aprile 2015 (questo), in cui spiego come scrivere un dialogo che funziona, per riproporlo papale papale nel proprio blog, all’interno di un post dedicato proprio ai dialoghi.

Marketing editoriale


Marketing editoriale Veline, calciatori e ghost writer Questa riflessione parte da un post di Marina Guarneri, pubblicato sul suo blog un paio di settimane fa. Parlava dell’ultimo libro di Ligabue – Scusate il disordine – uscito credo la scorsa estate, ma in… Continua a leggere

Conoscere le case editrici: Mauri Spagnol


[…] Nel dopoguerra Umberto Mauri riscatta le Messaggerie Italiane. In questo stesso periodo avviene l’incontro tra Fabio Mauri, primogenito di Umberto, e Mario Spagnol. L’incontro è favorito dallo stesso Valentino Bompiani nella sua casa a Lerici, meta di pellegrinaggio dei più grandi scrittori dell’epoca… come dire: le conoscenze, contano!

La consapevolezza di chi vuole pubblicare un libro


[…] come si diventa Autori Autorizzati? Ci sono due modi per rispondere. Il primo è istituzionale. L’autorità non è qualcosa che ci si auto-assegna. Viene data dall’alto o dai propri pari. Quindi, per dirlo in altre parole: io scrivo, un editore ritiene ciò che scrivo abbastanza valido da mandarlo in stampa, e un pubblico di lettori lo acquista, lo legge e lo apprezza. In questo modo si diventa autori autorizzati. Autorizzati a cosa? A definirsi scrittori, sostanzialmente.