Una scrittura onesta


Quando mi sono avvicinato alla scrittura con l’intenzione di fare sul serio, cioè di scrivere a un livello professionale tale da essere pubblicato, la prima cosa su cui mi sono imbattuto – nei manuali di scrittura creativa, nei consigli di scrittori veterani, perfino nelle aspettative dei lettori forti – mi sono imbattuto in questa esigenza che la scrittura dovrebbe soddisfare: la propria onestà. Ancora oggi me ne domando il significato. Cosa significa applicare l’onestà ad un mestiere la cui stessa natura, la cui caratteristica fondante e caratterizzante è quella di mentire proprio per parlare della verità? Com’è fatta o come si realizza una scrittura onesta? Proverò a rispondere.

Stupirsi, stupire, stupendo


Negli anni sessanta dello scorso secolo il più famoso rappresentante americano della Pop art, Andy Warhol, stupiva il mondo affermando che: «Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti». La sua era una radiografia perfetta della società occidentale dell’epoca. Lo diceva ormai cinquant’anni fa. Oggi non è più vero. Televisione, internet, reality show, social media, video-tube, blog: nel mucchio, non conta più un cazzo nessuno.

Equilibrismi


A Torino in questi giorni una luce magnifica illumina il cielo, scaldando le membra e l’anima; permettendomi di dimenticare quanto lungo e soffocante sia stato quest’inverno non ancora finito. Le montagne incorniciano il paesaggio lambendo i confini aridi della città, tanto da farmi immaginare che allungando la mano potrei quasi spolverarne la cima ricoperta di neve. Gli alberi allineati dei viali ricominciano piano piano a colorarsi di verde. In cielo di rondini non ne ho ancora avvistate, ma non dubito che presto arriveranno pure loro. Al mattino l’aria è ancora frizzante ma tutto sembra far presupporre che la primavera, con la sua carica di energia, buonumore e testosterone sesso-dipendente stia per sopraggiungere. Allora com’è possibile che non mi senta rilassato come mi aspetterei?

Realtà Vs Interpretazione


Stiamo vivendo? stiamo sognando? cos’è la realtà? esiste la realtà? e come facciamo a provarlo, che esiste? Magari stiamo tutti quanti sognando per produrre energia elettrica per una razza aliena che ci ha sconfitti e conquistati… (Matrix). Magari la vita, così come la conosciamo noi, è solo una rappresentazione teatrale di un essere superiore; noi siamo le marionette (Theatrum Orbis Terrarum). Come facciamo a sapere se quello che stiamo toccando è reale? Domande che mettono i brividi…

Come distinguere il bello dal brutto


La scorsa settimana, lo ricorderete, ho chiesto ad alcuni amici il loro parere. L’assunto da cui sono partito è che uno scrittore, come ogni altro professionista, nel tentativo di perseguire la realizzazione della propria opera produce anche una certa quantità di scarto. La riuscita dell’opera, al di là di parametri più populisti, dipende dalla sua capacità di riconoscere lo scarto, gettandolo, dal lodevole, tenendolo. Loro hanno fornito la propria opinione; in alcuni casi anche molto divergenti. Oggi provo io a dare una risposta. Non ho la pretesa di risolvere il problema; mi pongo solo l’obbiettivo di inserire nel discorso una nuova prospettiva da cui guardare al problema.