Tag: Salvatore Anfuso
Scrivere molto, per scrivere bene
Si dice che il corpo abbia una memoria. L’arte di esprime emozioni attraverso i gesti e il movimento, come la danza o la recitazione, soprattutto se teatrale, o l’equilibrismo circense, basano la loro stessa esistenza, e bellezza, proprio su questo principio. Sarebbe altrimenti impossibile ripetere con tanta armonia, ed estetica soddisfazione, il flessuoso e suadente corteggiamento di un tango argentino se, per eseguirlo, dovessimo continuamente comandare il corpo, attraverso i ricordi e il ragionamento, con la potenza spesso fallace del cervello. Il corpo impara e interiorizza i ritmi, i passi, i minuetti e, grazie alla musica, li riproduce nella giusta sequenza senza che consciamente ce ne rendiamo conto, lasciando al cervello il solo compito di goderne intensamente.
Il segreto del successo
Alcune scritture sono dissetanti come acqua limpida in un bicchiere colmo. Altre sono pozze di catrame, puzzolenti e nauseabonde, in cui si resta impantanati fino a non poterne più uscire. Alcune voci sono calamitiche, ci attraggono senza sapere il perché. Altre ci annoiano solamente, fin dalle primissime battute. Perché succede?
Come sabbia tra le dita
Quindi quando lei mi disse: «Non ho più voglia di perdere tempo», mentre in macchina la riaccompagnavo a casa dopo una prima cena meravigliosa, non me ne stupii affatto. Sembrava quasi logico. E fu così che le risposi: «Nemmeno io».
… continua sul numero 41/2016 di Confidenze
Come scrivere un dialogo
In questo tipo di dialogo la cosa veramente difficile da eseguire è trasmettere al lettore il cambiamento d’umore dei personaggi utilizzando solo il discorso diretto. Oltre a questo, il dialogo deve anche veicolare il cambiamento di stato. Infatti l’obbiettivo di un dialogo è sempre quello di far confrontare due o più personaggi tra loro, al termine del quale ciascuno ne uscirà arricchito di informazioni ma anche dotato di una dimensione mentale diversa. In fondo, quando vi capita di parlare con qualcuno, parlare veramente intendo, alla fine del dialogo non siete mai le stesse persone che eravate in principio. Qualcosa cambia, e un buon dialogo in narrativa serve proprio a questo. Altrimenti risulta un’operazione buona solo a compiacere la vanità dello scrittore. Quindi è fondamentale che ogni dialogo abbia un obbiettivo da raggiungere.



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