Tag: Racconto

Considera l’o’o


«Avevi promesso!» disse il piccolo Abe: braccia incrociate, sguardo infuocato.

Il vecchio Corbin Keep, che dalla finestra sulla veranda fissava i margini della palude da ormai cinque minuti buoni, parve non sentirlo. Era tutto proteso verso le fronde degli alberi. Il mento alto, i lineamenti tesi.

«Avevi promesso…» ripeté Abe, un po’ meno convinto.

Corbin mosse impercettibilmente il viso nella direzione della sua voce. Scorse il nipote con la coda dell’occhio, e ne fu sorpreso.

«Come dici?»

«La storia,» precisò Abe, «avevi promesso».

Il profumo della speranza


Così Dame Elisabeth Olsen aveva preso l’abitudine di considerare ogni nuovo pasto un nuovo giorno. Non sapeva cosa le facesse supporre che ciò avvenisse una sola volta nell’arco della giornata. Per quanto ne sapeva potevano tranquillamente essere due: pranzo e cena. Ma quando si nutriva, quando svuotava quelle fanciulle della loro linfa vitale, si sentiva sazia per molto, molto tempo. Questa era la sensazione, e come tale l’accoglieva. Poi però la fame faceva ritorno. Prepotente. Irresistibile. E una nuova giovane donna compariva nel complesso.

Considera l’o’o


Corbin era di Oakland, California. Da ragazzo aveva seguito il padre alle Hawaii. Come molti suoi coetanei era partito per il Vietnam. Dismessa la divisa, era tornato a casa e aveva conosciuto Leia, che era hawaiana: pelle color caramello, lineamenti sottili. Si erano sposati l’anno successivo. Nel frattempo aveva trovato lavoro come guardiacaccia nel parco dell’isola Kauai, la quarta per grandezza. Avevano avuto due figli maschi e una femmina. I quali, a loro volta, si erano sposati e avevano dato loro molti nipoti. Abe era l’ultimo arrivato, figlio di sua figlia, e più di tutti assomigliava alla nonna di cui aveva preso i lineamenti.

Love coach


Alcune sere d’autunno sanno essere interminabili. Soprattutto quando te ne stai chiusa in casa, in attesa che qualcosa succeda. Ma a starsene sola le probabilità che questo avvenga, che la tua vita improvvisamente prenda una nuova piega, non sono favorevoli. Cosa potrebbe mai accadere? Il principe azzurro non bussa alla tua porta; quasi mai…

Come sabbia tra le dita


Quindi quando lei mi disse: «Non ho più voglia di perdere tempo», mentre in macchina la riaccompagnavo a casa dopo una prima cena meravigliosa, non me ne stupii affatto. Sembrava quasi logico. E fu così che le risposi: «Nemmeno io».

… continua sul numero 41/2016 di Confidenze

Come lucciole in un barattolo


All’età di tredici anni mio padre mi regalò un manuale di fotografia che aveva trovato in una bancarella dell’usato. L’autore era un certo Francisco Saez. Io volevo una macchina fotografica tutta mia. Mio padre pensava che il mio fosse solo un interesse momentaneo. Quel libro lo divorai!

Hot-line


La mia vita prese una certa piega il giorno in cui Giorgio mi disse: «Sai, non credo di averti mai veramente amata». Eravamo di ritorno da una di quelle serate noiose a casa di amici. Le foglie amaranto di metà autunno cadevano attorno a noi formando una pioggia di petali dorati. Guidava lui.

«Dico sul serio, non credo di averti mai veramente amata».

Consultazioni


Osservo l’orizzonte della pagina bianca: oltre l’orlo scorgo vite vissute da altri; ho anteposto al vivere lo scrivere, e sono tentato di chiedermi se ne sia valsa la pena.

Al Café Le Roy


«Čechov, il grande Čechov, chiacchierando con un giornalista che voleva sapere come nascevano i suoi racconti, prese il primo oggetto che gli capitò sotto mano – appunto un posacenere – e gli disse: lo vede questo? passi domani e le darò un racconto intitolato Il posacenere».

Sucamele


Di lei non ricordo nulla. Guardo le fotografie e riconosco nei suoi lineamenti, nei suoi occhi, nella forma della sua bocca me stessa. Mi dissero che si chiamava Antonietta. Per me è solo una sconosciuta che mi assomiglia. Ne provo un grande trasporto però. Un affetto di cui non comprendo l’origine. Era una donna bella, mia madre. Era una donna raffinata, elegante, emancipata. Era una donna solenne. Avrei voluto conoscerla.

… continua sul numero 015/2016 di Confidenze