Tag: Racconto

Considera l’o’o


«Avevi promesso!» disse il piccolo Abe: braccia incrociate, sguardo infuocato.

Il vecchio Corbin Keep, che dalla finestra sulla veranda fissava i margini della palude da ormai cinque minuti buoni, parve non sentirlo. Era tutto proteso verso le fronde degli alberi. Il mento alto, i lineamenti tesi.

«Avevi promesso…» ripeté Abe, un po’ meno convinto.

Corbin mosse impercettibilmente il viso nella direzione della sua voce. Scorse il nipote con la coda dell’occhio, e ne fu sorpreso.

«Come dici?»

«La storia,» precisò Abe, «avevi promesso».

Un nome che suona come casa


Salire su quel pullman due giorni fa ad Hank era sembrata la scelta giusta. In quel momento un tour mondiale con Atticus Fetch, calcando i sacri palchi del rock, con accanto la bellissima Faith sembrava l’unica cosa che potesse ancora dare un senso alla sua vita. E poi c’era il musical naturalmente, di cui stava ancora stendendo la sceneggiatura. E senza Faith, la sua sensualissima musa, da quel paroliere cazzone ormai spompato che era farcela non sarebbe stato possibile. Allora perché ogni volta che chiudeva gli occhi, anche se la sua biondissima ragazzona californiana gli si stringeva addosso in un caldo, arrapante abbraccio, sognava ancora lei: Karen?

Tu quoque, Catilina


Nella curia Ostilia, dai loro sacri scranni imbottiti di porpora, i patres riuniti in concilio ascoltano concentrati e allibiti un’accesa orazione rimbombare tra i marmi eretti dagli avi. L’uomo in piedi al centro dell’assembramento è il console Marco Tullio Cicerone. Seduto a lato, circondato da un vuoto solido, Lucio Sergio Catilina sopporta avvilito le accuse. Cominciata l’orazione i senatori presenti, quelli seduti attorno a Catilina, si alzano dai seggi e si spostano altrove. Rimasto solo, ad esso Cicerone si rivolge puntandogli il dito…

Il profumo della speranza


Così Dame Elisabeth Olsen aveva preso l’abitudine di considerare ogni nuovo pasto un nuovo giorno. Non sapeva cosa le facesse supporre che ciò avvenisse una sola volta nell’arco della giornata. Per quanto ne sapeva potevano tranquillamente essere due: pranzo e cena. Ma quando si nutriva, quando svuotava quelle fanciulle della loro linfa vitale, si sentiva sazia per molto, molto tempo. Questa era la sensazione, e come tale l’accoglieva. Poi però la fame faceva ritorno. Prepotente. Irresistibile. E una nuova giovane donna compariva nel complesso.

Considera l’o’o


Corbin era di Oakland, California. Da ragazzo aveva seguito il padre alle Hawaii. Come molti suoi coetanei era partito per il Vietnam. Dismessa la divisa, era tornato a casa e aveva conosciuto Leia, che era hawaiana: pelle color caramello, lineamenti sottili. Si erano sposati l’anno successivo. Nel frattempo aveva trovato lavoro come guardiacaccia nel parco dell’isola Kauai, la quarta per grandezza. Avevano avuto due figli maschi e una femmina. I quali, a loro volta, si erano sposati e avevano dato loro molti nipoti. Abe era l’ultimo arrivato, figlio di sua figlia, e più di tutti assomigliava alla nonna di cui aveva preso i lineamenti.