Tag: Luca Serianni
L’articolo (parte III)
L’articolo precede sempre l’anno, anche quando espresso in cifre. Se viene indicato anche il mese e il giorno, il costrutto viene introdotto da un articolo singolare maschile. Per designare l’ora, invece, è obbligatorio l’uso dell’articolo femminile plurale, tranne per l’una a cui si può alternare le una.
L’articolo (parte II)
In italiano l’articolo esiste, e bisogna saperlo usare. Ad esempio: come si adopera davanti ai nomi stranieri? e davanti alle sigle? ai titoli?
Sostantivo: la formazione del plurale (parte III)
La maggior parte dei nomi stranieri non adattati morfologicamente giunge nell’italiano in forma scritta. Si può dire, anzi, che spesso la prima spinta al mancato adeguamento di un nome alla morfologia italiana venga proprio dalla predominanza della forma grafica, che, in questo come in molti altri casi, tende di solito a conservare i propri connotati originari…
Sostantivo: la formazione del plurale (parte II)
Come dicevamo la volta scorsa, alcuni sostantivi maschili con desinenza in -o hanno al plurale un’uscita femminile in -a (uovo, singolare maschile / uova, plurale femminile). Un numero consistente di sostantivi maschili con desinenza in -o, ci dice il Serianni, ha al plurale una doppia uscita: maschile in -i e femminile in -a. Nella maggior parte dei casi a questa differenza di terminazione corrisponde una sensibile differenza di significato.
Sostantivo: formazione del plurale (parte I)
Nei precedenti mini-ripassi abbiamo parlato del sostantivo, del genere, della formazione del femminile – senza risparmiarci le polemiche legate a questo tema e senza la pretesa d’essere in merito esaustivi. Sulla formazione del femminile ci si potrebbe scrivere un libro. Ad esempio ho risparmiato di farvi notare come i nomi di genere comuni (quelli che non indicano una distinzione di genere) sono più spesso attribuiti ad animali selvatici (volpe, balena, giraffa, ecc.), ma non agli animali domestici o d’allevamento (gatto/gatta, gallo/gallina, toro/vacca). Ora ci lasciamo alle spalle il genere (anche se solo in apparenza) per affrontare un’altro argomento legato ai sostantivi: quello del plurale.


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