vocabolario

Vocabolario critico per giovani autori

Aggettivazione s.f. [der. di aggettivare]. – Può essere minimalista o iperbolica, ma anche leziosa, sobria, sciatta, voluttuosa, abulica, perniciosa…

Amazon s. ingl. [antroponimo di derivazione mitologica]. – Antica divinità caucasica protettrice degli aspiranti scrittori (v. voce), tornata alla ribalta nella posterità.

Apocalittici s.m. e f. pl. [der. di apocalittico]. – 1. Che sostengono posizioni radicali verso gli aspiranti scrittori (v. voce); 2. Che si ritengono gli unici detentori della vera Cultura; 3. Che pur disprezzando aprioristicamente tutto ciò che è “di massa”, ne lumeggiano di nascosto i prodotti.

Aspirante, scrittore s.m. e f. ma anche agg. [voce di origine dotta (o quasi)]. – 1. Colui che aspira a una carica, a un ruolo, a una posizione all’interno della Repubblica delle Lettere; 2. Ce ne sono troppi, troppo scadenti; 3. Ne vengono pubblicati troppo pochi, ma comunque troppi.

Autoeditoria s.f. [neologismo, per incrocio di auto ed editoria]. – Chiedere a Marco Amato.

Autopubblicazione s.f. [neologismo, per incrocio di auto e pubblicazione]. – Vedi Autoeditoria.

Baratto s.m. [der. di barattare]. – Forma elementare di commercio tra selfer (v. voce), consistente nella permuta di un favore con un altro: io ti revisiono il romanzo a te, tu lo revisioni a me; ecc.

Baricco, Alessandro s.m. [antroponimo]. – 1. Scrittore molto bravo su YouTube; 2. Scrittore che fu molto bravo in televisione; 3. Autore di testi teatrali venduti come romanzi.

Cannibali s.m. pl. [incrocio di avanguardia e pulp (anglicismo di romanzo popolare postmoderno) con una forte connessione mediatica]. – 1. L’insieme degli autori nati sotto una buona stella (quella editoriale), alla ribalta verso la fine degli anni ’90, i cui libri sono un ibrido di generi colti e avanguardia pop molto apprezzati dai media; 2. Nessuno sa elencarli tutti; 3. Nessuno ricorda di essere stato uno di loro.

Canone s.m. [dal lat. canon -ŏnis, originariamente un regolo da artigiani]. – 1. Tutto ciò che è storicamente bello, secondo l’élite; 2. Tutto ciò che è esteticamente bello, secondo l’élite; 3. Tutto ciò che non è brutto, secondo l’élite.

Carver, Raymond s.m. [antroponimo]. – 1. Icona cult per aspiranti scrittori (di racconti); 2. Una gran botta di c*** per Minimum Fax; 3. Scrittore americano di racconti pesantemente tagliati dall’editor.

Confidenze s.f. pl. [voc. di derivazione autorevole]. – Periodico (non) patinato a carattere settimanale edito dal Piùggrosso Gruppo Editoriale Checcè in Italia, che pubblica senza indugi racconti di autori scadenti e per nulla famosi ma molto rosicati (es.: Salvatore Anfuso,  ecc).

Cooptazione s.f. [dal lat. cooptatio -onis]. – Sistema d’integrazione per cui un nuovo membro viene tirato dentro per meriti sconosciuti.

Critico, letterario s.m. [dal lat. critĭcus, sostantivazione dell’agg. omonimo]. – 1. Razza molto elitaria di lettori nevrotici estinta tra la seconda metà del Novecento e l’inizio del secondo millennio; 2. Scrittore mediocre afflitto da un forte riflusso gastro-intestinale; 3. agg. Che riguarda la facoltà intellettiva di esaminare e giudicare la produzione letteraria altrui.

Dante, Alighieri s.m. [antroponimo]. – Ha portato l’inferno in terra per un sacco di generazioni di studenti.

E-book locuz. ingl. [prob. «libro elettronico»]. – 1. Va di moda, ma ancora per poco; 2. Non c’è stato nessun boom… per ora; 3. Non ha nessun odore.

Editor s. ingl. [prob. «curatore supremo nella Repubblica delle Lettere»]. – L’unico buono, è un editor morto.

Einaudi, Giulio s.m. [antroponimo]. – 1. Colui che può vantare un papà Presidente della Repubblica e una casa editrice per scrittori fighi fighi; 2. (per der.) Casa editrice per scrittori fighi fighi; 3. Vedi banda Monti.

Esordienti s.m. e f. pl. [speranza infondata di esordire]. – 1. Peggio della gramigna, spuntano ovunque; 2. Peggio della scalogna, li evitano tutti; 3. Se non superi le 1.200 copie vendute resti un aspirante scrittore, pure gramo.

Eterònimo s.m. [dal gr. ἑτερώνυμος = boh, non ho studiato il greco…]. – Perché utilizzare il nome proprio o uno pseudonimo quando ci si può firmare con un eteronimo?

Fatti s.m. pl. [dal lat. factum «fatto, e pure di brutto»]. – Quelle cose che in genere mancano nei romanzi degli esordienti (ma anche di scrittori quotati).

Ginzburg, Natalia s.f. [antroponimo]. – 1. Scrittrice che ha fondato la propria fortuna sui vezzi lessicali famigliari; 2. Scrittrice molto odiata dalla famiglia di origine per via dei propri scritti; 3. Vedi banda Monti.

Grammarnazzi s.m. pl. [der. di grammatico]. – Estimatore violento e dispotico che fa della grammatica (v. voce) un ottimo pretesto per tacciare e dileggiare il prossimo.

Grammatica s.f. [dal lat. grammatĭca] 1. Complesso di norme che riguardano la lingua, in genere racchiuse in un grosso tomo che ci si guarda bene dall’aprire; 2. Serie di norme, soprattutto ortografiche, che se non vengono rispettate fanno molto ridere gli altri; 3. Insieme di raccomandazioni su accenti, punteggiatura, coniugazioni ed elisioni di cui un vero scrittore può fare a meno.

Hotel s.m. [dal fr. hôtel, a sua volta dal fr. ant. hostel, a sua volta dal lat. hospitale = «ospedale»]. – Residenza tipica di uno scrittore affermato.

Influencer s. ingl. [prob. «Gran Sultano nella Repubblica delle Lettere»]. – Vedi sodale, ma con più autorità.

Ispirazione s.f. [der. di ispirare, ma anche spirare]. – Oggi non ne ho poi molta…

Jolly s.m. e f. ma anche agg. [anglicismo di origine pop]. – Chiedere a Chiara Solerio.

King, Stephen s.m. [antroponimo]. – Anche quest’anno un nuovo romanzo (v. voce)?

Lavoro s.m. [der. di lavorare…]. – 1. Chi ne ha bisogno? io scrivo; 2. Quella cosa che prima o poi ti toccherà fare se non vendi almeno un milione di copie del tuo romanzo; 3. Quella cosa che fai aspettando di vendere un milione di copie del tuo romanzo.

Letteratura s.f. [dal lat. litteratura]. – È uscita di moda all’inizio del Novecento, da lì in avanti è tutta spazzatura.

Lettori s.m. pl. [dal lat. lector -oris]. – Non è per loro che si scrive, ma per i posteri (v. voce).

Libro s.m. [dal lat. liber -bri]. – 1. Se ne stampano un sacco, probabilmente troppi; 2. Profumano di buono; 3. Torneranno di moda, prima o poi.

Manoscritto s.m. [dal lat. manu scriptus]. – 1. Ormai si invia per e-mail; 2. Comunque non li legge nessuno lo stesso; 3. A che serve inviarlo? c’è Amazon!

Manzoni, Alessandro s.m. [antroponimo]. – Viveva nei pressi di Como, sulle rive di un lago… non so altro, prof.

Martin, George s.m. [antroponimo]. – Scrittore ossessionato da violenze, stupri, morte e omicidi molto apprezzato dai lettori di tutto il mondo.

Minimalismo s.m. [voc. di origine rattratta]. – Un modo astuto per non ammettere di non saper adoperare gli aggettivi (v. aggettivazione).

Moleskine s.m. [anglicismo]. – 1. Taccuino figo figo per scrittori fighi fighi (nonostante la similitudine, non centra nulla con Einaudi); 2. Se ce l’hai, è probabile che tu sia uno scrittore;  3. Se non ce l’hai, si nutrono forti dubbi sulla tua integrità estetico-morale (di scrittore).

Monti, banda s.m. [per der. da Augusto Monti]. – 1. Detti anche i ragazzi del d’Azeglio, gruppo eterogeneo (ebrei, comunisti e suffragiste N.d.R.) di “radical-chic” antifascisti torinesi (almeno d’adozione) – Einaudi, Bobbio, Pavese, Pivano, Foa, Ginzburg (Leone e Natalia), Mila, Pintor, ecc. – a cui si deve gran parte dello scarto letterario italiano della seconda metà del Novecento: quello non prodotto da loro o dai loro amici… 2. Vedi Einaudi.

Moresco, Antonio s.m. [antroponimo]. – 1. Scrive libri troppo lunghi da leggere, ma belli eh; 2. Quando denuncia le nefandezze dei premi letterari, pur avendo ragione, riesce a farsi deridere; 3. Sinonimo di querulità.

Mozzi, Giulio s.m. pl. [difettivo del lat. mŏdius «moggio» (cavità in cui è alloggiato l‘albero della nave), antroponimo]. 1. Il più importante scrittore minimalista iperrealista italiano contemporaneo, purtroppo sconosciuto ai più; 2. Molto conosciuto dai posteri (v. voce); 3. Esempio di autore minore di culto (su FaceBook) per scelta.

Poesia s.f. [dal lat. pŏēsis «fare, produrre»]. – È morta. Per le esequie chiedere ad Andrea Temporelli.

Posteri s.m. e f. pl. [der. di posterità]. – Lettore particolarmente acuto e di buon gusto che nel futuro riesumerà tutti quegli scrittori del passato che dai propri contemporanei non sono stati “capiti”.

Postmoderno agg. [dall’ingl. postmodern = dopo il moderno]. – 1. Nessuno sa cos’è, ma tutti ne parlano; 2. Dalla seconda metà del Novecento si scrivono solo più romanzi postmoderni; 3. Nessuno sa cos’è… 4. Nessuno sa cos’è!

Pseudonimo s.m. [dal gr. ψευδώνυμος = come sopra]. – Come eteronimo, ma fuori moda.

Racconti s.m. pl. [der. di raccontare]. – 1. Forma letteraria ridotta del romanzo (v. voce); 2. Nessuno li legge; 3. Le uniche raccolte che si leggono sono di racconti postmoderni a struttura sinfonica, o di Carver (v. voce).

Razzolamerda s. m. e f. [voc. di origine lett.]. – 1. Protagonista principale di un romanzo di David Foster Wallace; 2. Protagonista principale della Repubblica delle Lettere, nel ruolo di cooptato; 3. È per loro che i posteri smetteranno di scrivere (ma non di leggere).

Romanzo s.m. [dal fr. ant. romanz]. – Vedi racconto, ma più lungo.

Scrittura s.f. [dal lat. scriptūra]. – Si scrive per essere letti, ma visto che non legge nessuno…

Selfer s.m. e f. [anglicismo di origine semi-dotta, ma anche no]. – 1. Un, due, tre: chi fa da sé, fa per tre; 2. Esponente del pensiero unico: Yes, you can!; 3. Boh…

Sodali s.m. e f. pl. [dal lat. sodalis]. – 1. Vedi razzolamerda, ma con più autorità; 2. Viaggiano sempre in coppia, attaccano sempre in branco, si masturbano in compagnia.

Stile  s.m. [dal lat. stĭlus «stilo» = serviva a scrivere]. – Il mio è inconfondibile: canna in ebano e avorio, puntale placcato in oro, brillante a impreziosire…

Talento s.m. [dal lat. talentum «unità di misura» per evoluzione semantica]. – Gli aspiranti ne hanno sempre in grande quantità, ma nessuno se ne accorge.

Televisione s.f. [dall’ingl. television]. –  Chiedere a Fabio Fazio.

Trama s.f. [voce di origine incerta]. – Quella cosa che sta alla base della buona riuscita di un romanzo ma che nessuno sa cos’è, come si fila o come si sbroglia.

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Note

La chiamano satira.

78 Comments on “Lessico editoriale

  1. Fantastico questo post! Lo condividerò in ogni dove! 😀

    Mi sono divertita tantissimo a leggerlo e sono lusingata per la tua citazione a proposito del Jolly. Presto, spero, tornerai a chiamarmi in causa anche per il post-moderno. :p

    La citazione del grammar-nazi mi ha fatto venire in mente il profilo divertentissimo di uno che seguo su twitter, che prende di mira i refusi dei personaggi famosi (e per mettere un refuso in un tweet ce ne vuole!), correggendoli pubblicamente. 😀

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  2. Il bestiario dell’editoria e di chi vuol scrivere o scrive è così bislacco che lascia navigate infinite.
    Questo dizionario è uno dei migliori compendi che abbia mai letto.
    Ecco mi associo a Grilloz, non te la cavi, vogliamo l’enciclopedia.

    In quanto alle eventuali richieste che a me perverranno, visto che due intere voci mi sono state demandate, non temete. Scrivete a fermo posta: Auto Scrittore Proggettasi.
    Vi risponderò nel giro di due anni. Accodandomi alla tempistica delle risposte degli editori.
    Nessuna scorciatoia alla frustrazione, chi vuol scrivere è condannato alla sofferenza. XD

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      • Al contrario, alla maggior parte le cose peggiorano. L’accesso al paradiso è riservato a pochi eletti. Per tutti gli altri c’è la delusione, la frustrazione e il rosicamento.

        Mia nonna da ragazzino mi raccontava questa storia.
        San Pietro nel suo posto di gloria in paradiso aveva un grande cruccio. Sua madre non era con lui, per meriti speciali era finita all’inferno. Pietro non potendo più reggere l’assenza della mammuzza, chiese a Gesù, in virtù del suo amore, di concedere questa eccezione, farla passare in paradiso.
        Gesù storse la bocca, i miracoli sono una cosa, ma compiere un’eccezione in paradiso dove sono tutti buoni è una carognata.
        Ma visto che a chiederlo era Pietro, e non voleva che gli tenesse il broncio per altri mille anni, acconsentì.
        Assieme andarono nel buchetto tra le nuvole e calarono una corda fino all’inferno.
        La madre di Pietro, che aveva avuto la telefonata telepatica, si diresse frettolosa alla corda. Fece per salire, ma fu sommersa da una massa di dannati che la imploravano di seguirla.
        La madre di Pietro allora cominciò a scalciare e tirare fendenti. «Via carogne, via da me. Solo io posso andare da mio figlio.»
        Le anime perse, disperate, continuarono a implorarla.
        «Porta pure me.»
        «Ti prego aiutami.»
        «In paradiso c’è mia moglie, portami con te.»
        «Io voglio rivedere mia figlia un’ultima volta, ti imploro.»
        Ma la madre di Pietro irremovibile come la roccia che aveva nel cuore, bastonò tutti e li cacciò via.
        «Io solo io posso andare al paradiso. Voi siete schifosi, maledetti che non siete altro. Via, andate via.»
        Gesù e Pietro rannicchiati al buchetto vedevano la scena. Gesù pose una mano alla spalla di Pietro. Pietro si voltò e con gli occhi rammaricati guardò il signore. Annuì con la testa e fece ricadere giù la corda.

        Mi nonna me la raccontava sempre, senza mai spiegarmi la morale.
        Non so perché la racconto qui.
        Però alla tua domanda mi vien da dire. Se uno di noi dovesse arrivare al grande editore e grazie al successo acquisisse peso e influenza, si ricorderebbe degli amici scrittori che non sono arrivati e sono alle sue spalle? Imporrebbe all’editore di pubblicare anche loro o direbbe solo a me, solo a me il paradiso?

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        • Per fortuna c’è Amazon… 😛

          Più seriamente, in genere si diventa scrittori per cooptazione (v voce) e ognuno coopta i propri, bravi o meno che siano. Così si fa gruppo e ci si fa compagnia. 😉

          P.S. carina la storiella, ma manca qualcosa. Secondo me Gesù impugna un kalashnikov e prende a sparare alla nonna di Pietro. Pietro interviene per fermarlo. I due lottano. E quando, ormai esausti, si guardano attorno: non c’è rimasto più nessuno (se vuoi scrivere un best-seller devi essere un po’ più trash…).

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          • Ma sai che Gesù col kalashnikov è forte!
            Non è trash, ma Pulp.
            Potremmo chiamarlo Pulp religious.
            Se scriviamo la sceneggiatura Tarantino ci gira di sicuro un film. XD

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              • A quattro mani. A capitoli alternati. Tu con Gesù che assalta l’inferno con le sue schiere di angeli. E io con Lucifero che contrattacco il paradiso. XD
                Anche perché Lucifero è stato screditato. Non è mai accaduta la caduta degli Angeli. Il passo della Bibbia che lo riporta è mal interpretato. E fra l’altro Lucifero significa Portatore di luce e uno con questo nome non può fare di certo il Diavolo. XD

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        • E ti pareva? Mi tocca l’inferno. Però ora che ci penso, io non sono né delusa, né frustrata, né rosico. Forse mi collocheranno nel purgatorio.

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        • Bella storia, però, giuro che sarò serio solo per poco, questo attiene alle caratteristiche personali. Se uno è una merda, è tale sia che gli vada bene o che gli vada male. Ci sono persone che aiutano gli altri in maniera disinteressata, questo lo vedo tutti i giorni nel mio ambito, sopratutto i giovani meritevoli. Nello specifico dell’editoria non so cosa dire, l’aver pubblicato un libro non mi qualifica come esperto.

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        • Bella storia, però, giuro che sarò serio solo per poco, questo attiene alle caratteristiche personali. Se uno è una merda, è tale sia che gli vada bene o che gli vada male. Ci sono persone che aiutano gli altri in maniera disinteressata, questo lo vedo tutti i giorni nel mio ambito, sopratutto i giovani meritevoli. Nello specifico dell’editoria non so cosa dire, l’aver pubblicato un libro non mi qualifica come esperto.

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  3. Tornando al vocabolario Anfusano, mi sono imparata qualche termine nuovo.
    Per Natale,lo vedo bene come regalo.
    Se ci pensi, non si regala mai un dizionario. Poi sta al gusto personale se scegliere il tuo o un classico. 😉

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  4. Alla prima stavo già ridendo, all’Autoeditoria sono scoppiata fragorosamente, all’Ebook mi faceva male la mascella…ora della fine ho gli addominali esauriti. Bon, stasera niente palestra! Vedi che il vocabolario non serve solo ad alzare il monitor??? 😀 😀 😀

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  5. Pingback: Statistiche 2016 – Salvatore Anfuso ● il blog

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