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STOP!


Non è un addio, naturalmente. I contenuti del blog resteranno on-line a disposizione di quanti, passando di qui, li riterranno ancora utili al proprio cammino. Nei prossimi giorni e settimane, inoltre, appariranno degli articoli che avevo già programmato prima delle vacanze; fin quando non si estingueranno da soli. Non escludo, peraltro, di tornare a scrivere qualcosa, di tanto in tanto, se ne avrò il tempo e qualcosa di intelligente da dire. Pensandoci, se tutti si sforzassero di scrivere solo avendo delle cose davvero intelligenti da comunicare, forse in Italia ci sarebbero molti meno “scrittori” e molti più lettori. Ma tant’è…

L’invisibilità del blogger-scrittore


Non pare anche a voi che fare blogging per ottenere visibilità e credito, nella speranza di avere un giorno successo come scrittore, non abbia forse qualcosa in comune con questa storia? Io ritengo di sì, solo che l’invisibilità del blogger-scrittore dei giorni nostri non è data da una scoperta fantascientifica, ma dalla moltitudine di tutti gli altri che come me e voi ci provano ogni giorno.

Statistiche 2016


Un altro anno è passato; uno nuovo è alle porte. Ci troviamo nel limbo. In quella zona grigia a cavallo tra l’uno e l’altro. Dove l’uno non è ancora veramente finito, l’altro non è ancora veramente cominciato. Forse i festeggiamenti servono a obliare e ovattare la sensazione straniante che si prova in momenti come questi. Dove hai un’idea piuttosto precisa di come sia andata la tua vita fino a ora, con tutto il suo carico di delusione, riprovazione e biasimo, e soltanto una pallida speranza volitiva per il futuro. L’analisi di ciò che è stato può non essere presagio di ciò che sarà né fornirne una consolazione, ma è comunque un modo per capire dove si sta andando osservando ciò che si è fatto. Quindi, in linea con l’assoluta trasparenza adottata finora, anche quest’anno ho deciso di rendere pubbliche le statistiche del mio blog.

I postulanti


Un’amica, una cara lettrice che mi segue sia sul blog sia su FaceBook, qualche settimana fa, dopo aver letto l’ennesimo spezzone, ha sentito l’esigenza di scrivermi in privato: voleva scusarsi per aver contribuito lei stessa, in tempi non sospetti, a questa fiumana di messaggi che ogni giorno affolla la mia casella di posta elettronica o la chat di FaceBook (più raramente Twitter o Linkedin). Ma non è l’unica. Ricorderete che esattamente un anno fa vi avevo parlato di quella ragazzina che mi aveva spedito una foto del proprio banco, con inciso sopra il precedente slogan del mio blog: “Sbaglia. Fallo senza remore. Ma con la consapevolezza che il passato non si può modificare”. Anche lei, qualche mese fa, ha sentito il bisogno di scusarsi per avermi stalkerato a lungo via mail, chat e whatsapp (nella firma delle mie mail compare infatti il mio numero di cellulare, per cui aggiungermi su whatsapp è un attimo).