Singletudine

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singletudine s. f. [der. da single su modello di solitudine • 1990]. – Nel linguaggio giornalistico, condizione di chi vive solo e/o non coltiva un rapporto sentimentale stabile.

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Lo chiamano amore

Siamo costantemente alla ricerca di qualcosa che ci completi. Qualcosa che ci definisca come individui e ci faccia sentire sicuri, soddisfatti, felici. Per questo motivo compriamo oggetti costosi che in realtà non ci servono: automobili veloci, cellulari potenti, vestiti alla moda, accessori firmati, appartamenti lussuosi… Per permetterceli, competiamo fra di noi nel tentativo di ottenere un posto di lavoro ben pagato anziché appagante. E visto che tutte queste cose non ci danno la soddisfazione che speravamo di raggiungere, siamo costretti a fare paragoni con gli altri.

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Come raggiungere il massimo dell’efficienza nella scrittura

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L’organizzazione della giornata per un aspirante scrittore (disoccupato)

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Quando si dice: “Il mattino ha l’oro in bocca”, una delle cose che non ti dicono mai è che, di conseguenza, devi anche svegliarti presto. C’è da dire che in Bulgaria la mia sveglia era puntata alle 5 del mattino, e non andavo mai a letto prima della mezzanotte. Sia come sia, ogni scrittore ha una fascia oraria in cui rende di più; in cui la sua materia grigia, per parafrasare Hercule Poirot, è capace di maggiore concentrazione. La concentrazione nella scrittura, come nella vita lavorativa in genere, è tutto. Quella che la maggior parte degli aspiranti scrittori, o degli scrittori “paraculi”, chiama impropriamente ispirazione, non è altro che uno stato di serenità mentale e di benessere generale tale da permetterti di calarti completamente in quello che stai facendo: concentrazione appunto.

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L’importanza di scrivere tutti i giorni

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Corri, ragazzo, corri!

Dopo essermi lasciato alle spalle l’esperienza di direttore di stabilimento in Bulgaria, sono tornato all’agio delle mura domestiche. Il mondo che osservo, così familiare fino a non molto tempo fa, mi pare cambiato. Spingo lo sguardo oltre la finestra: tutto sembra uguale, eppure tutto appare diverso. Sono sicuro che l’unico cambiamento che è avvenuto, è avvenuto dentro di me. E questo mi dona un grande senso di appagamento. Se esistesse una morale dei tempi, quella dei nostri giorni trova certamente il suo focus proprio nel mutamento: “Sempre diversi, mai uguali”. È ciò che sembrano esprimere tutti, ogni giorno della loro vita. E le nuove generazioni più d’ogni altro. Ma non è di questo che voglio parlarvi.

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Considera l’o’o

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In libreria da oggi

«Avevi promesso!» disse il piccolo Abe: braccia incrociate, sguardo infuocato.

Il vecchio Corbin Keep, che dalla finestra sulla veranda fissava i margini della palude da ormai cinque minuti buoni, parve non sentirlo. Era tutto proteso verso le fronde degli alberi. Il mento alto, i lineamenti tesi.

«Avevi promesso…» ripeté Abe, un po’ meno convinto.

Corbin mosse impercettibilmente il viso nella direzione della sua voce. Scorse il nipote con la coda dell’occhio, e ne fu sorpreso.

«Come dici?»

«La storia,» precisò Abe, «avevi promesso».

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Piccola storia antica delle droghe

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Bacco, perbacco!

“L’inclinazione frenetica 
dell’uomo per tutte le sostanze,
salutari o rischiose,
che esaltano la sua personalità,
 testimonia della sua grandezza.”

– Charles Baudelaire

Quello che separa l’edonismo, la magia, la religione e la medicina è un confine labile. Ossessioni, sventure, malattie e malocchi in principio sono la stessa cosa: un castigo che si cerca di scongiurare con un sacrificio. Le prime ostie furono sostanze psicoattive non diverse dalla canapa, dal vino o da certi funghi. Le prime droghe comparvero non per caso, ma come estrema difesa del mondo vegetale da quello animale. Vatti a immaginare che questo fu poi allo stesso tempo la ventura e la sventura di flora (e fauna).

Quando le piccole comunità di cacciatori-raccoglitori scoprirono che alcune piante potevano con vantaggio essere coltivate, il loro mondo cambiò per sempre. Da nomadi divennero stanziali. Le abitudini, gli usi, i costumi e i rituali cambiarono con essi. Anche il sistema di credenze dovette adeguarsi. Queste comunità di uomini, in principio piccole e poi via via sempre più grandi, dovettero imparare a riaffermare la propria identità culturale facendo esperienza con qualche tipo di sostanza psicoattiva. In termini tecnici ciò si chiama verità rivelata.

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