Occhi fissi sulla meta

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La fissazione oculare come stile di vita

Pruitt Taylor Vince, l’attore che interpreta il ruolo di padre Hennessy nel film Costantine o, ancora giovanissimo, quello del detective Deimos in Angel Heart o più di recente quello di Mr. Lee in Beautiful Creatures (e tanti altri) ne è affetto fin dalla nascita. Lo chiamano nistagmo, si tratta di un movimento oscillatorio involontario degli occhi.

Lo nistagmo si presenta come un movimento pendolare a causa del quale l’occhio oscilla in almeno due direzioni diverse, senza che il soggetto possa volontariamente fissare lo sguardo su qualcosa. La velocità di oscillazione può essere costante o saccadica, composta da una fase veloce e una lenta. Chi è affetto da questa patologia tende a essere ipovedente (come conseguenza del fatto di non riuscire a fermare lo sguardo su ciò che vorrebbe vedere), e incline a tutta una serie di sintomi secondari, come: cefalea, vertigini, nausea e irritabilità. Il soggetto, come si può immaginare, fatica a praticare sport, a studiare, a eseguire nei casi più gravi operazioni semplici come, ad esempio, annodarsi le stringhe delle scarpe.


I dimostrativi

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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La scorsa settimana abbiamo parlato dei possessivi, aggettivi e pronomi, adoperati per indicare la persona a cui appartiene qualcosa o qualcuno. Oggi parleremo dei dimostrativi, utilizzati per indicare attraverso l’uso di tre elementi – lo spazio («questa acqua è gelata»), il tempo («questo inverno farà freddo») e un astratto rapporto di vicinanza o lontananza («questo l’ho fatto io») – qualcuno o qualcosa.

Come per i possessivi, i dimostrativi possono essere aggettivi o pronomi. Alcuni di questi posso essere entrambe le cose, altri solo pronomi. Vediamoli:


Una comunità liquida

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#Anfusochelegge

Gente seria ne è rimasta poca, almeno nella comunità di aspiranti scrittori (o scrittori già affermati, giornalisti, critici letterari, addetti ai lavori…) di cui faccio parte. E questa la considero la più grande fortuna che mi potesse capitare in questa vita. La storia è questa:

Sabato mattina, piuttosto presto, posto una mia foto su FaceBook. La foto mi ritrae alle prese con la lettura di un libro, con indosso degli occhiali fucsia e in bocca una pipa elettronica. Pipa che assomiglia incredibilmente a una penna. La mia espressione è volutamente saccente. La foto è ironica. Io non ho paura di prendermi in giro… Eugenio Chiara, il fondatore di Circolo 16, ha preso la palla al balzo postando una sua foto con l’intendo di imitare la mia posa. Ha soprannominato l’evento con un tag: #Anfusochelegge, trasformandolo in un contest. Ha lanciato il contest sulle pagine virtuali del Circolo, e da lì in avanti è stato un roboante susseguirsi di partecipazioni.