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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Nello scorso mini-ripasso abbiamo affrontato il discorso riguardante gli aggettivi, identificandoli con una definizioni, dividendoli in due categorie (qualificativi e indicativi) e una sottocategoria (relazionari), dando di ciascuna di essi un’indicazione di utilizzo. Oggi approfondiamo il discorso con gli aggettivi qualificativi.

Concordanza di genere e numero

«La flessione grammaticale dell’aggettivo qualificativo ricalca, in modo più semplice e meno articolato, quella del nome».

Luca Serianni, Ivi p. 194

Se ne possono distinguere tre classi, usando un termine dello stesso Serianni, che suddividono gli aggettivi qualificativi in altrettanti gruppi affiancabili per tipo di desinenza.


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Questa settimana, in edicola

Forse un po’ annoiata dalla vita coniugale, del tutto priva di stimoli, in cui mi era toccato il fortunato ruolo della mantenuta, un paio di anni fa mi ero trovata un lavoretto come venditrice porta a porta di articoli per signora: make-up, creme, bigiotteria… All’epoca non mi andava male. Mio marito aveva rilevato un’officina e guadagnava bene. Io non lavoravo da quasi tre anni; stavamo assieme da nove.

Prima ero stata impiegata nella stessa carrozzeria in cui a quel tempo lavorava anche mio marito. In effetti è lì che ci siamo conosciuti. Poi mi hanno licenziata per esubero di personale. Nello stesso periodo a lui è capitata un’occasione d’oro: rilevare l’officina di un signore che da lì a poco sarebbe andato in pensione. Avevamo un po’ di soldi da parte, e visto che la casa avevamo già finito di pagarla e che con i titolari della carrozzeria non c’eravamo lasciati poi così bene, mio marito si decise a fare il grande passo. Un passo fortunato.

Ho passato i tre anni successivi a fare la casalinga, dipendendo totalmente dalle sue entrate. Intendiamoci, mio marito non mi faceva mancare nulla e almeno una volta alla settimana mi portava a cena fuori. Però mi sembrava di buttare via il mio tempo. Avevo già trentadue anni. Non avevamo figli. I miei genitori erano anziani ma non così tanto da avere bisogno della mia presenza fissa. Jackie, la nostra pincher, mi faceva compagnia, ma cosa avrà mai da dire un cane alla sua padrona? Passavo tutto il giorno oppressa da una sensazione di vuoto. Poi un’occasione è capitata pure a me.

… continua sul numero 21/2016 di Confidenze.

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Note

Questo è il primo racconto piccante che spedisco a una casa editrice, contiene persino la prima scena di sesso che abbia mai scritto: sesso selvaggio, animalesco, infoiato, ma vago ed allusivo… tanto, tanto allusivo.


Spaziotempo-distorce-la-visione

Cosa sono il tempo e lo spazio?

Se non si perde tempo
non si arriva da nessuna parte
– Carlo Rovelli

Il tempo e lo spazio sono un unicum indivisibile che caratterizza la nostra esperienza di osservatori del creato. La nostra è una vita limitata, e con questo limite dobbiamo fare i conti. Immaginare che tempo e spazio siano un continuum fluido e allo stesso tempo effimero è un peccato veniale, poiché i nostri limiti non ci consentono di vivere l’esperienza terrena in modo differente. Tuttavia dobbiamo prendere in considerazione la possibilità che ci sbagliamo, che i nostri sensi c’ingannino, che la nostra limitata intelligenza non sia in grado di capire se non con grande, grandissima fatica i meravigliosi meccanismi dell’universo; che la nostra esperienza diretta della realtà sia vacua e sfumata. Per dirla in modo semplice: le cose potrebbero non stare come c’immaginiamo.


ceruleo

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Con lo scorso mini-ripasso abbiamo concluso la nostra epopea con gli articoli. Oggi approdiamo a un argomento decisamente più succoso: gli aggettivi. Cosa sono? quali sono? qual è la loro funzione? come si usano? Per scoprirlo basta continuare a leggere.

Aggettivo

«L’aggettivo è una parola che serve a modificare semanticamente il nome o un’altra parte del discorso con cui ha un rapporto di dipendenza sintattica e, nella maggior parte dei casi, di concordanza grammaticale».

Luca Serianni, Ivi p. 191

Dunque, la funzione dell’aggettivo è quella di aggiungere semantica a una parte del discorso con cui è in rapporto sintattico diretto. Questa parte del discorso è solitamente un sostantivo: «le rose profumate», «il cielo ceruleo», «il caldo afoso». Con esso l’aggettivo mantiene quasi sempre un rapporto di concordanza sia numerale sia di genere, essendo l’aggettivo – ve ne ricorderete – una delle parole variabili del discorso.


Alexej Ravski

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Dopo aver parlato, negli scorsi mini-ripassi, dell’articolo determinativo e dell’articolo indeterminativo, è la volta adesso del partitivo. Scusate la rima…

Partitivo

Abbiamo già detto di come in alcuni casi si ricorra al partitivo per sopperire all’esigenza di un uso plurale dell’articolo indeterminativo. Al singolare, invece, l’uso di del, dello, della, dice il Serianni, è molto più limitato.

«A differenza dell’indeterminativo singolare un(o), una, il partitivo si usa quasi solo con sostantivi che esprimono una nozione collettiva, per indicare una parte, una quantità imprecisata: “pianger sentì’ fra ‘l sonno i miei figliuoli / ch’eran con meco, e dimandar del pane” (Dante, Inferno, XXXIII 39); “prendeva con sé della gente che teneva sempre pronta a ciò” (Manzoni, I Promessi Sposi, XXX 22)».

Luca Serianni, Ivi p. 186