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La commovente storia di orecchie al vento

Di recente è venuto a mancare un caro amico di famiglia. Tredici anni portati benissimo. Una barbetta bianca, a punta, da radical-chic. Un insano appetito per i würstel ancora crudi. Un’altera diffidenza verso gli estranei. Se avessi dovuto descriverlo a un nuovo conoscente, l’avrei definito: un bastardino snello e agile, con soffici orecchie lunghe, un carattere salottiero e un’indole da irriducibile Coldstream Guards; caratteristica, quest’ultima, che si svelava soprattutto quando a ora di cena, trattenendosi in un rigido “attenti”,  stazionava perfettamente immobile ai piedi del tavolo nella speranza di qualche benevolo scarto. Era il 26 marzo scorso.


Come procedere nella stesura di un romanzo

Consigli pratici su come organizzarsi

Per quanta strada tu possa percorrere nel mondo, per quanta gente avrai la fortuna di conoscere nella tua vita, mai e poi mai incontrerai due persone identiche. Le coppie più affiatate che conosco sono composte da uomini e donne dotati di una spiccata individualità. Se prendi due fabbri, entrambi bravi nel proprio mestiere, e li metti a confronto sullo stesso pezzo ti accorgerai che ciascuno ha sviluppato un proprio metodo di lavoro. I risultati saranno simili; la qualità buona in entrambi i casi; ma i percorsi imboccati per arrivarci, no: quelli saranno assolutamente autonomi.

Le aziende spendono ogni anno migliaia di euro per tutelare i propri segreti. Ciò che acquistano, è il diritto di monopolio sulle procedure che hanno escogitato dopo numerosi tentativi. Nonostante questo: tutte le automobili funzionano allo stesso modo; tutte le biciclette sono dotate di ruote, pedali, e catene; tutte le bibite gassate in lattina si aprono tirando una linguetta d’alluminio. Con alcune differenze, che dipendono più che altro dalla fascia di mercato di riferimento, fra prodotti equivalenti persino la qualità sarà equiparabile. I metodi sono diversi, ma i risultati simili.

Adesso domandati: perché nella scrittura dovrebbe essere diverso?

Se artisti si nasce, scrittori lo si diventa. E ciascuno lo diventa attraverso un proprio percorso. C’è chi è nato in una famiglia composta a sua volta di scrittori e di laureati, con tutte le risorse a disposizione per poter realizzare i propri sogni; chi in una famiglia disagiata, con a disposizione solo la passione: entrambi possono essere grandi scrittori. Carver, per citarne uno, rientra nella seconda categoria. Ma lo diventeranno percorrendo strade differenti. Ogni scrittore alle proprie spalle ha una storia unica.

Tuttavia, alcuni passaggi per procedere nella stesura di un romanzo sono identici per tutti. Altrimenti non avremmo romanzi. Avremmo opere uniche, persino nella forma (come nel postmoderno, ma è un altro discorso). Ed è su questi passaggi che mi concentrerò in questo post.


Alexej Ravski

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Nei precedenti mini-ripassi abbiamo parlato a lungo dell’articolo: i casi in cui è opportuno inserirlo, per la nostra normativa, e dove non lo è. Oggi approfondiamo il discorso dando meglio un’occhiata all’articolo indeterminativo, del quale tuttavia abbiamo già parlato osservando in quali casi si usa al posto del determinativo.


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Questi, sono giorni strani. Giorni capaci di abbatterti, se mai hai preso il volo. Giorni che assomigliano all’Everest, in tutta la sua maestosa statura. Dentro, sento un vuoto che non riesco a colmare. Io di vuoti non ne ho mai avvertiti. Neanche quando i miei genitori si sono separati. Neanche quanto la mia prima compagna si è lanciata dal quinto piano. Neanche quando mi sono lanciato io, col paracadute, da 4000 metri di altezza. Neanche quando la mia seconda compagna ha deciso di averne abbastanza di un uomo che si alzava alle tre del mattino per scrivere. Forse, solo la scrittura è riuscita ad aprire dei vuoti; vuoti che in fretta ho colmato con le parole. Ma quest’aria di primavera… mi inquieta. Mi guardo attorno, e non vedo alcun buon motivo per starmene seduto a scrivere.


Ludolinguistica

Giochi di lingua

Lo scrivere correttamente
è una cosa che sa di miracolo,
una cosa da perigliarvi la vita.
– Isaia Ascoli

«Scrivere bene,» dice Luca Serianni nel suo saggio Leggere, scrivere, argomentare, «significa anche leggere bene, non solo comprendendo parole e frasi, ma cogliendo le sfumature e le implicazioni del discorso». Poiché il 25 aprile (festa della Liberazione) quest’anno cade di lunedì, e il lunedì è il giorno che dedico alla rubrica di grammatica, ho pensato di sostituire il solito articolo di ripasso con un post che sia allo stesso tempo gioco (ludo) e approfondimento dell’italiano (linguistica). Per la buona riuscita di questo esperimento, ma soprattutto per divertirsi, è richiesta la partecipazione diretta.

Il termine ludolinguistica è stato inventato dal linguista italo-canadese Anthony Mollica, che ne ha tratto il principio su cui è impostato il suo sistema didattico per l’insegnamento dell’italiano all’estero, realizzandone addirittura un manuale. Noi, che siamo italiani e per di più aspiranti scrittori, non abbiamo certo bisogno di imparare una lingua che conosciamo già molto bene. Tuttavia giocare alla ludolinguistica può risultare un’interessante e divertente forma di allenamento.

Vi propongo dunque tre estratti, da tre testi differenti: due libri e un articolo di giornale. Questi spezzoni sono stati manipolati eliminando alcuni vocaboli. Al loro posto vi propongo una serie di alternative che comprende gli esclusi. Lo spirito del gioco, nella scelta della parola corretta, per quanto difficile possa risultare in alcuni casi, è di avvicinarsi il più possibile a quella adoperata originariamente dall’autore. Vi va di giocare con me?