Tag: Scrittura creativa
Occhi fissi sulla meta
Lo nistagmo si presenta come un movimento pendolare dell’occhio, il quale oscilla in almeno due direzioni diverse senza che il soggetto possa fissare lo sguardo su qualcosa. La velocità di oscillazione può essere costante o saccadica, composta da una fase veloce e una lenta. Chi è affetto da questa patologia tende a essere ipovedente (come conseguenza del fatto di non riuscire a fermare lo sguardo su ciò che vorrebbe vedere), e incline a tutta una serie di sintomi secondari, come: cefalea, vertigini, nausea e irritabilità. Il soggetto, come si può immaginare, fatica a praticare sport, a studiare, a eseguire nei casi più gravi operazioni semplici come, ad esempio, annodarsi le stringhe delle scarpe.
Come scrivere un dialogo
In questo tipo di dialogo la cosa veramente difficile da eseguire è trasmettere al lettore il cambiamento d’umore dei personaggi utilizzando solo il discorso diretto. Oltre a questo, il dialogo deve anche veicolare il cambiamento di stato. Infatti l’obbiettivo di un dialogo è sempre quello di far confrontare due o più personaggi tra loro, al termine del quale ciascuno ne uscirà arricchito di informazioni ma anche dotato di una dimensione mentale diversa. In fondo, quando vi capita di parlare con qualcuno, parlare veramente intendo, alla fine del dialogo non siete mai le stesse persone che eravate in principio. Qualcosa cambia, e un buon dialogo in narrativa serve proprio a questo. Altrimenti risulta un’operazione buona solo a compiacere la vanità dello scrittore. Quindi è fondamentale che ogni dialogo abbia un obbiettivo da raggiungere.
Come procedere nella stesura di un romanzo
Il vero segreto della scrittura, quello che nessuno scrittore – soprattutto se famoso – ti rivelerà mai, non è di saper scrivere bene di getto, ma di scrivere e riscrivere finché il risultato voluto non si paleserà nel modo desiderato. Va da sé che la riscrittura è una fase essenziale, nella stesura di un romanzo.
Scrivere fatti
Ammetto che il titolo qualche perplessità possa lasciarla. Con scrivere fatti non intendo certo suggerirvi l’uso di stupefacenti durante una sessione di scrittura; semmai, piuttosto, il ricorso a una scrittura stupefacente. Scrivere fatti è l’unico modo per essere pubblicati, per essere letti, per vendere un milione di copie di quel manoscritto che serbate nel cassetto. Quasi tutti gli scrittori scrivono fatti, nei loro romanzi. Persino i giornalisti, nei loro articoli, scrivono fatti. C’era una pubblicità negli anni ottanta, di una marca che non ricordo più, che suonava più o meno così: «Sono i fatti, quelli che contano», da non confondere con un’altra: «Fatti, per credere». Irvine Welsh, negli anni novanta, ha preso un certo numero di “fatti” e ne ha scritto un libro diventato icona di quel decennio, Trainspotting, ma è un caso più unico che raro; per tutti gli altri, gli unici fatti che contano sono quelli veicolati dalle azioni.
Racconto Vs Romanzo: che differenza c’è?
Io ho questo principio: «Di ogni storia, prima di scriverne il romanzo, fanne un racconto».


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