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Sono seduto all’interno di una lavanderia a gettoni. Quella all’angolo tra via Cigna e via Cecchi, a Torino. Attendo che il ciclo dei colorati finisca. Nell’attesa sto leggendo “Se una notte d’inverno un viaggiatore…”, edizione Oscar Mondadori, anno 2015. Sono a pagina 28.
È notte. Io il bucato lo faccio solo a tarda sera. Non è inverno però, come per il viaggiatore di Calvino; è estate e fa caldo, un caldo proibitivo. Il bucato nella lavatrice ruota con indolenza e la luce al neon ogni tanto saltella.







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