Bart-le-maiuscole

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La volta precedente abbiamo parlato di accenti: acuti o gravi; verbali o grafici; eccetera. Oggi parliamo di maiuscole: come e quando è opportuno scrivere una parola con la maiuscola? Esistono delle regole che ci aiutino a decidere?

I casi fondamentali

L’ortografia italiana prevede due casi in cui l’uso della maiuscola è obbligatorio. Il primo di questi riguarda la parola con cui si inizia una frase; sia che si tratti di un inizio assoluto: «Nel mezzo del cammin di nostra vita…», sia che si tratti della prima parola a seguire un punto fisso: «Un momento. Devo parlarti». Il secondo riguarda i nomi propri: Mario, Filippo, Cavour, Atlantico, eccetera.


L'arte di disegnare a matita

Con il disegno mi sono sempre usciti solo scarabocchi. Da ragazzino, tuttavia, c’è stato un periodo in cui mi ero messo in testa d’imparare. Per assecondare quella mia momentanea passione avevo acquistato, tra le altre cose, un manuale: “L’arte di disegnare a matita: corso pratico completo” di Francisco Asins. Questo libro, che conservo ancora oggi, spiegava la differenza tra i vari tipi d’impasti di grafite, come tenere in mano una matita quando si disegna e le tecniche della prospettiva e del ritratto. Venivano mostrati molti esempi. Molti di questi disegni, eseguiti dall’autore stesso, erano semplicemente eccezionali. Quando lo ebbi fra le mani, lo sfogliai ammirato. Mi fermai a osservare i volti, gli occhi, le orecchie; tutti disegnati a matita. Poi lessi avidamente la parte che parlava di strumenti e di tecniche. Provai anche a copiare qualcuno di quei ritratti, anticipando di molto i tempi. Capii che il disegno non faceva per me quando arrivai alla parte più noiosa del manuale: gli esercizi.


Accenti

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La volta scorsa abbiamo visto la divisione sillabica. Oggi parleremo di uno degli argomenti più spinosi per gli aspiranti scrittori: gli accenti.

L’accento parlato

Avete mai ascoltato un cinese parlare? Di tanto in tanto ci sono dei picchi musicali… Quello è il loro accento. Infatti, in lingue diverse dall’italiano, come ad esempio il cinese, ma anche il greco antico e il latino arcaico, le sillabe si differenziano tra loro per la diversa altezza melodica. In italiano l’accento melodico non ha rilevanza fonologica.


divisione sillabica

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La volta scorsa abbiamo parlato di apocope. Per questo mini-ripasso, invece, salterei le varianti regionali del troncamento, l’alfabeto grafemico (tanto più o meno lo conosciamo tutti, giusto?) e i digrammi (cioè le combinazioni di lettere diverse con valore fonetico unico: montagna, bagno, gnu, chicco, ecc.), per passare direttamente a parlare di divisione sillabica e di accento. Per quanto riguarda l’accento, visto che già da solo è un argomento corposo, non so in questo post fino a che punto spingermi. Vedremo strada facendo…


Qual è

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Chiamato anche troncamento, consiste nella caduta di un elemento fonico (vocale, consonante o sillaba) in fine (fin) di parola. In italiano se ne distinguono solo due tipi:

  1. Apocopi sillabiche, caduta di una sillaba: grande -> gran
  2. Apocopi vocaliche, caduta di una vocale: filo di ferro -> fil di ferro

In entrambi i casi l’apocope non avviene di norma davanti a una pausa. Nella poesia tradizionale fa eccezione l’apocope in fin di verso:

***

né il sol più ti rallegra

né ti risveglia amor

[Carducci, Pianto antico]

***

«L’apocope in fin di verso, sconosciuta alla poesia delle origini, si diffuse nel Quattrocento in seguito alla fortuna delle canzonette musicate del veneto Leonardo Giustinian, in cui il fenomeno abbondava» [Migliorini].