koyaanisqatsi

La realtà è liquida

Era il 1982. Nelle sale cinematografiche viene proiettato questo film. Ricade sotto la dicitura di genere: documentario. Niente di più falso, Koyaanisqatsi è un’opera d’arte postmoderna. Se dopo la visione non ne sei ancora convinto, caro follower, ti basti andare a guardare chi è l’autore della colonna sonora che accompagna il film per tutta la sua durata (1 ora e 22 minuti): Philip Glass. Il regista è Godfrey Reggio. Il film è il risultato di 6 anni di riprese e montaggi.

Un susseguirsi frenetico di attimi eterni

«Perché proprio il giorno di Natale ci ossessioni con un’opera postmoderna che probabilmente non apprezzeremo?».

Perché è Natale. La tradizione vuole che il giorno di Natale, satolli del pranzo faraonico, si vada con tutta la famiglia a vedere un bel film al cinema.

«Ma c’è crisi… C’è grossa crisi, Quelo».

Proprio per questo: il mio regalo a Te, caro follower, è la visione gratuita di Koyaanisqatsi, proprio su questo schermo (basta cliccare il nome).

«Ma è legale?».

Legalissimo. Non penserai, caro follower, che metterei di proposito a rischio proprio te?

«Ok, ma non c’era qualcosa di meglio?».

La risposta è dentro di te, epperò è sbagliata.

Koyaanisqatsi è il primo di una trilogia. Io consiglio la visione di questo, se poi, curioso, decidi di vedere anche gli altri… buon per te. Koyaanisqatsi è il prototipo esatto di film postmoderno: non c’è una storia, non c’è una trama, è tutto in ceco ma tanto non ci sono dialoghi; epperò ti sfido a non capirne il senso: se alla fine della visione avrai dei dubbi, torna a esprimerli qui.

Buona visione, caro follower.

«Aspe’, almeno dicci che significa: koyaanisqatsi».

Vita in tumulto

Buon Natale

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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La volta precedente abbiamo introdotto, in modo elementare, le nozioni di categorie grammaticali e sintattiche, di sintagma, di frasi semplici e di frasi complesse (periodo). Oggi affrontiamo un altro aspetto, altrettanto elementare, dell’analisi logica: le tipologie di frasi che possono essere create con le categorie sintattiche.

Frase ellittica

La struttura soggetto espresso + predicato (con l’aggiunta dei vari complementi) esaurisce solo una parte delle possibili forme che può assumere una frase. Quando il soggetto o il predicato non sono espressi ma facilmente deducibili dal contesto, si ha una frase ellittica. Uno dei casi più comuni di questo tipo di frase si realizza con l’omissione del pronome personale soggetto: «vengo domani»; «dovresti credermi»; ecc. In questi casi, cioè, il soggetto è sottinteso.


Come una bambola

Leggende metropolitane

La prossima settimana, quella di Natale per intenderci, sempre di giovedì – come la volta precedente –, uscirà il mio nuovo racconto: L’equivoco. È il secondo che invio al Gruppo Mondadori; è il secondo che mi pubblicano. Finora, per esperienza diretta, non posso che affermare: «Non mi hanno mai rifiutato una pubblicazione». Sto con i piedi per terra, tranquilli; solo che… be’ leggendo quel che si dice in giro per il web sull’argomento, cioè che pubblicare sia difficile; che pubblicare poi con una grossa casa editrice (è indubbio che al momento Mondadori sia davvero la più grossa) per un esordiente sia quasi impossibile; che i racconti non li legge e non li acquista più nessuno, eccetera eccetera, mi aspettavo di trovare le porte editoriali serrate a doppia mandata, di ricevere rifiuti su rifiuti, come racconta Stephen King in On writing, e invece… mi pubblicano, di nuovo. Alcune delle cose che si dicono sul web sono solo leggende. O forse sono io a essere fortunato?


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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Finalmente siamo giunti alla parte cicciosa di questo nostro percorso. Molti di voi probabilmente penseranno, anche con ragione, che questo livello di ripasso è eccessivamente elementare: perché rivangare cose fatte già alle scuole elementari e medie? Per due buoni motivi: intanto perché leggo ciò che il web diffonde e mi pare ce ne sia un gran bisogno; poi perché il tempo passa e la memoria non migliora; infine… be’, perché potrebbero esserci molte cose che ignoravate. Da oggi, e nelle successive puntate di questi mini-ripassi, vedremo da quali categorie di parole sono composte le frasi che usiamo normalmente per narrare, in forma scritta, le nostre storie.