Bart-soggetto

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La volta precedente abbiamo visto quali tipi di frasi possiamo comporre accostando un soggetto a un predicato verbale. Abbiamo anche analizzato i sintagmi, semplici e complessi, e di cosa è costituita un’unità comunicativa, detta: frase. Oggi parliamo del Soggetto.

Il Soggetto

Il soggetto è l’elemento della frase a cui si riferisce il predicato verbale. Può indicare chi o che cosa compie l’azione, se il verbo è attivo, espressa dal predicato; chi o che cosa subisce l’azione, se il verbo è passivo o riflessivo, espressa dal predicato; a chi o a che cosa, nelle frasi con predicato nominale, è attribuita una qualità o stato.

Verbo attivo

Verbo passivo

Predicato nominale

«Maria ama la musica».

«La musica è amata da Maria più di ogni altra arte».

«Maria è molto colta».

«Gino è scoppiato a ridere».

«Mario si veste con eleganza».

«Tu sei ingegnere?».

Negli esempi in calce, tratti dal Serianni, il soggetto è in corsivo.

Una distinzione importante

… quella tra soggetto grammaticale e soggetto logico. Il primo è l’elemento sintattico a cui il predicato si riferisce; il secondo è l’agente reale dell’azione. Essi possono coincidere o essere diversi.

Frasi in cui coincidono

Frasi in cui non coincidono

«Gino ha visitato molti paesi stranieri».

«Mario è stato ammirato da tutti».

Nel primo esempio, il soggetto grammaticale e il soggetto logico coincidono: è sempre Gino. Nel secondo, invece, il soggetto logico è espresso dal complemento d’agente: da tutti. In questa seconda frase, come noterete, oltre alla presenza del complemento d’agente, c’è anche un verbo passivo.

«In alcune frasi semi-impersonali in cui il soggetto grammaticale è rappresentato da un’intera preposizione, come ad es. “mi sembra che tu sbagli”, il soggetto logico è facilmente identificabile nel pronome atono (mi, ti, gli, ecc. = io ritengo che tu sbagli, ecc.)».

[Serianni]

Una frase con soggetto + verbo attivo + complemento oggetto può essere trasformata in una frase con soggetto + verbo passivo + complemento d’agente trasformando il soggetto logico della frase attiva in complemento d’agente: «l’elettricista ha riparato il mio citofono», diviene: «il mio citofono è stato riparato dall’elettricista».

Tipi da soggetto

Tutte le categorie grammaticali, a cui abbiamo accennato due lunedì fa e che vedremo in modo più approfondito fra qualche settimana, possono agire da soggetto grammaticale. I più gettonati per questo ruolo sono: il nome e le forme sostitutive, come, ad esempio, il pronome; l’aggettivo nominalizzato: «l’utile va unito al dilettevole»; l’infinito sostantivato: «fidarsi è bene, non fidarsi è meglio». Si può avere anche un’intera proposizione soggettiva: «è chiaro che ti sei sbagliato», «studiare l’inglese mi piacerebbe molto».

«Anche articolo, preposizione, congiunzione, avverbio, interiezione possono essere impiegati come soggetti di una proposizione, ma in questo caso il loro uso è limitato quasi esclusivamente alle frasi con funzione metalinguistica, in particolare a quello di contenuto grammaticale: “il è un articolo determinativo”; “A nella declinazione de’ nomi è segno del terzo caso».

[Serianni]

L’importanza del posto

Il soggetto, in genere, precede il predicato. L’importanza, dice Serianni, di questa posizione, in particolare nelle frasi costituite da soggetto + verbo + complemento oggetto, è tale che un’alterazione del suo ordine di successione può:

  1. Far perdere a una parola la sua funzione di soggetto: «Mario ha visto Gino ieri», diventa: «Gino ha visto Mario ieri»;
  2. Mettere in risalto un elemento della frase diverso dal soggetto: «io ho visto Mario, non Gino», diventa: «Mario, ho visto io, non Gino»;
  3. Rendere la frase semanticamente inaccettabile: «Maria legge un libro», diventa: «Un libro legge Maria».

«Nella lingua letteraria e poetica la posposizione del soggetto al predicato è invece molto comune, tanto che l’ordine delle parole predicatosoggetto non comporta necessariamente particolari connotazioni stilistiche o semantiche».

[Serianni, corsivi miei ndr]

Ad esempio:

«Era donna Prassede una vecchia gentildonna molto inclinata a far del bene» [Manzoni, I promessi sposi].

L’inversione può ricorrere anche in testi dall’andamento colloquiale:

«Non si è sposata la Matelda e non si sposerà più»; «Era stata la Luison una madre apprensiva, a volte accigliata e a volte allegra»; «Siede il Prevosto accanto alla Fantina» [Rosetta Loy, Strade di polvere].

Inoltre l’inversione è comune nelle espressioni ottative e volitive: «Ti siano gradite, Signore, le nostre umili offerte e preghiere», «Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome»; e in frasi esclamative del tipo: «com’è intelligente tuo fratello». È possibile nelle frasi interrogative dirette: «è arrivato Mario?». È normale, infine, quando «un discorso diretto è seguito da un verbo dichiarativo con un soggetto che indica il “locutore”» [Serianni].

Talvolta il soggetto può essere introdotto da una preposizione articolata: «ci vorrebbe del tempo», «in fondo al corridoio ci sono delle sedie». Quest’uso «sostituisce nel singolare il sintagma aggettivale, e nel plurale gli aggettivi indefiniti» [Serianni].

Conclusioni

Ricordate che si è parlato in questo articolo, tranne nel caso specifico, di soggetto grammaticale. Il soggetto logico, come accennato, è un’altra cosa. Non credo ci sia molto da dire, tranne forse che nel caso persistano dei dubbi o delle curiosità, l’idea di approfondire questi argomenti su una buona grammatica, ad esempio quella spesso citata del Serianni, può essere un’ottima idea. In fondo, i nostri, sono solo dei ripassi che non hanno la pretesa di sostituirsi al lavoro di un bravo grammatico.

Buon fine anno; più o meno ci siamo, direi.

__________________

Note:

Luca Serianni, Grammatica italiana, UTET universitaria, 2006.

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12 Comments on “Il Soggetto

  1. Pingback: Le frasi | Salvatore Anfuso – il blog

  2. Il soggetto cambiato di posto mi sa che funziona solo nella lingua parlata: con l’intonazione della voce riesci a farti capire, ma in forma scritta la vedo dura.
    Auguri, Salvato’ 🙂

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    • Be’, non è vero, anzi trovo l’espediente molto letterario: «Si era fatta le unghie la Olga, anziché cucinare. L’ora di pranzo si era già affacciata da un pezzo alla nostra tavola, che era ancora completamente sguarnita. E io battevo le dita ripetutamente, con insistenza, come tanti martelletti sul duro legno di noce, per attirare la sua attenzione… ma, niente!, di cucinare oggi la Olga, mia moglie, non ne aveva proprio intenzione».

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  3. Ciao Salvatore, ho letto solo metà del post, per avere un minimo di rete devo stare con l’iPad vicino alla finestra! Comunque due cose:
    1. Ho letto il tuo racconto su Confidenze, bello, ma è una storia vera?
    2. Buon anno, sì ci siamo quasi, speriamo sia un anno pieno di cose belle per tutti noi 🙂

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    • Ciao Giulia, sei in montagna? Ti risponderò citando Giulio Mozzi: «Uno scrittore non dice la verità, parla della verità». 😉

      Buon Anno anche a te, ti auguro un 2016 fantastico!

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