Ludolinguistica

Giochi di lingua

Lo scrivere correttamente
è una cosa che sa di miracolo,
una cosa da perigliarvi la vita.
– Isaia Ascoli

«Scrivere bene,» dice Luca Serianni nel suo saggio Leggere, scrivere, argomentare, «significa anche leggere bene, non solo comprendendo parole e frasi, ma cogliendo le sfumature e le implicazioni del discorso». Poiché il 25 aprile (festa della Liberazione) quest’anno cade di lunedì, e il lunedì è il giorno che dedico alla rubrica di grammatica, ho pensato di sostituire il solito articolo di ripasso con un post che sia allo stesso tempo gioco (ludo) e approfondimento dell’italiano (linguistica). Per la buona riuscita di questo esperimento, ma soprattutto per divertirsi, è richiesta la partecipazione diretta.

Il termine ludolinguistica è stato inventato dal linguista italo-canadese Anthony Mollica, che ne ha tratto il principio su cui è impostato il suo sistema didattico per l’insegnamento dell’italiano all’estero, realizzandone addirittura un manuale. Noi, che siamo italiani e per di più aspiranti scrittori, non abbiamo certo bisogno di imparare una lingua che conosciamo già molto bene. Tuttavia giocare alla ludolinguistica può risultare un’interessante e divertente forma di allenamento.

Vi propongo dunque tre estratti, da tre testi differenti: due libri e un articolo di giornale. Questi spezzoni sono stati manipolati eliminando alcuni vocaboli. Al loro posto vi propongo una serie di alternative che comprende gli esclusi. Lo spirito del gioco, nella scelta della parola corretta, per quanto difficile possa risultare in alcuni casi, è di avvicinarsi il più possibile a quella adoperata originariamente dall’autore. Vi va di giocare con me?

Cloze

Wilson C. Taylor, giornalista statunitense, con l’intento di misurare la leggibilità di un testo, nel 1953 introdusse una pratica detta appunto cloze. Essa consiste nel ricostruire un brano reinserendo delle parole precedentemente eliminate. Lo si può fare in molti modi. Nel caso seguente ho sostituito una coppia di opposti con degli asterischi. Il vostro compito è cercare nei suggerimenti in basso, posti sotto l’articolo, la coppia di opposti più appropriata.

“Nell’esporre la sua netta contrarietà all’esecuzione di «Fischia il vento e infuria la bufera» durante le celebrazioni del 25 aprile, il commissario prefettizio di Alassio ha spiegato agli ultimi, stupefatti partigiani che la festa della Liberazione è [***]. Non me ne voglia Sua Eccellenza, ma fatico a trovare una festa più [***] dell’abbattimento di una dittatura. [***] in senso nobile e bello, al netto degli orrori reciproci che purtroppo fanno parte di ogni guerra civile.”

 Massimo Gramellini, La Stampa – 24/04/2013

Suggerimenti:

a. pubblica/privata; b. apolitica/politica; c. anacronistica/contemporanea; d. candida/ipocrita.

I connettivi

Continuando la pratica del cloze, questa volta a essere eliminato è stato un connettivo. I connettivi sono quelle particelle che rendono espliciti e chiariscono i legami logici tra le varie parti del discorso. Fra essi rientrano le preposizioni proprie (di, a, da, in, ecc.) e improprie (sopra, sotto, vicino, verso, mediante, ecc.); le congiunzioni semplici (e, o, ma, che, ecc.) e composte (affinché, perché, sebbene, ecc.); gli avverbi (ancora, troppo, davanti, lentamente, davvero, ecc.) e le locuzioni avverbiali (in precedenza, ecc.). Anche in questo caso vi ho fornito alcuni suggerimenti tra cui scegliere.

“Poi si decise finalmente a guardar l’amante; [***] una sofferenza amara, un sarcasmo violento le contrasse il volto: «Io vorrei proprio sapere» incominciò con voce caparbia…”.

Alberto Moravia, Gli indifferenti

Suggerimenti:

a. giacché; b. finché; c. poiché; d. allora; e. tuttavia.

La definizione

Che gioco linguistico sarebbe se non si facesse ricorso all’uso del dizionario? Per questo terzo e ultimo esercizio è stato eliminato un vocabolo, uno solo, ma anziché darvi dei suggerimenti, vi ho fornito una definizione. Da questa, dovrete risalire alla parola esclusa. Se ci riuscite senza ricorrere al vocabolario, tanto meglio.

“In realtà, le sinistre odierne temono un’altra cosa: il crollo della retorica resistenziale, la cosiddetta [***], che hanno sempre difeso e praticato. E di conseguenza paventano di dover riconoscere la grande bugia spacciata per anni ai loro tifosi. Con il rischio di perdere altri voti.”

Gianpaolo Pansa, I vinti non dimenticano

Definizione:

s.f. che è saputo da molti, che è accolto dai più; riferito soprattutto alla diffusione di un testo ≈ conosciuto, diffuso, noto, notorio, pacifico.

Conclusioni

Allora, ci siete riusciti? Avete completato tutti gli esercizi? L’avete trovato un compito facile, o complesso? Non siate timidi, esponete i vostri risultati nei commenti. Se invece non siete riusciti a risolvere uno o più esercizi, non vi preoccupate: domani inserirò i risultati qua sotto.

Risultati: 1. b; 2. d; 3. vulgata

__________________

Note

Luca Serianni, Leggere, scrivere, argomentare, Edizioni Laterza 2013

Anthony Mollica, Ludolinguistica e glottodidattica, Guerra edizioni 2010

Alberto Moravia, Gli indifferenti, Bompiani 2014

Gianpaolo Pansa, I vinti non dimenticano, BUR 2015

18 Comments on “Ludolinguistica

      • Il Gramellin-commento me lo ricordo, su Moravia la d) è l’unica ad avere un senso, sull’ovvietà ero indeciso ma si adatta bene al modo di parlare dei soggetti citati… 🙂
        Aspetto le soluzioni. 😐

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  1. Evviva, la Settimana Enigmistica oggi esce di lunedì! La pagina della Sfinge di Anfuso, bene.

    1 – B
    2 – D
    3 – mi vengono in mente solo sostantivi maschili, accidenti! Ovvietà non mi suona benissimo.

    Aspetto le soluzioni a pagina 46.

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  2. Non rispondo al gioco perché per i primi due anch’io avrei dato le stesse due risposte degli altri commentatori. Mentre per l’ultima non so proprio.
    Ti chiedo invece un’info. Dalla bibliografia direi che gli esercizi li hai creati tu, giusto ? Ho visto che il testo di Mollica è in vendita su amazon, ma ce ne sono anche altri che propongono esercizi. Cosa consiglieresti a chi vuole cimentarsi? 🙂

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    • Sì, gli esercizi li ho creati io. Non solo, ho anche scelto i testi in base al contesto: il 25 aprile.

      Per chi voglia cimentarsi, non saprei. Ma se devo consigliare un libro legato a questo discorso, allora consiglierei Leggere, scrivere, argomentare di Luca Serianni. Ma lo sai che sono un patito del noto linguista, quindi… 🙂

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  3. Nel primo brano non saprei che mettere, ci sono poi coppie di suggerimenti e gli asterischi sono 3.
    Nel secondo scelgo “allora”.
    La terza è vulgata, ho scoperto la parola cercando su google la definizione 🙂
    Non dovevi però mettere le soluzioni 😉

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