Tag: Scrittura

Come costruire un personaggio credibile


L’errore più comune, quando si comincia a progettare un personaggio, è iniziare col chiedersi cosa egli pensa. Nel ricco e imbolsito occidente siamo tutti figli di Freud. La schizofrenia della società postmoderna (in cui vegetiamo) ci spinge a ignorare il dato materiale; ad esso preferiamo quello rarefatto dell’identità psicologica. In una scheda personaggio, di quelle precostituite, che ho avuto fra le mani per qualche tempo, del personaggio mi si chiedeva la personalità. La personalità? Proprio così: la Personalità!

La guerra ai cliché


«Quello attuale potrebbe essere il momento peggiore per fare lo sceneggiatore», dice Robert McKee, attore di teatro da giovane e adesso insegnante di “Struttura delle Storie” per giovani sceneggiatori in giro per il mondo (ma soprattutto tra Los Angeles e New York, Londra, Parigi, Roma, Tel Aviv, Singapore, San Paolo, eccetera); un’affermazione che non è vera solo per gli sceneggiatori, ma per tutti coloro che intendono intrattenere il loro pubblico raccontando ad essi delle storie. Che vi troviate in uno dei peggiori bar della Tiburtina o nel dietro le quinte di un palcoscenico a poche ore dalla prima o chini sul vostro portatile mentre cercate di escogitare qualcosa di nuovo per i vostri lettori, il problema resta sempre lo stesso: «Cosa potreste raccontare voi che loro non abbiano già visto [… o letto, n.d.r.]?»

Occhi fissi sulla meta


Lo nistagmo si presenta come un movimento pendolare dell’occhio, il quale oscilla in almeno due direzioni diverse senza che il soggetto possa fissare lo sguardo su qualcosa. La velocità di oscillazione può essere costante o saccadica, composta da una fase veloce e una lenta. Chi è affetto da questa patologia tende a essere ipovedente (come conseguenza del fatto di non riuscire a fermare lo sguardo su ciò che vorrebbe vedere), e incline a tutta una serie di sintomi secondari, come: cefalea, vertigini, nausea e irritabilità. Il soggetto, come si può immaginare, fatica a praticare sport, a studiare, a eseguire nei casi più gravi operazioni semplici come, ad esempio, annodarsi le stringhe delle scarpe.