Tag: Racconti

‘na serata tra amici


«U canùsci a Giacomo Valente?» Alfredo Carfi’ si versò una doppia dose di Bourbon liscio. Il panciotto gli tirava un poco i bottoni in prossimità del ventre.

«U furnaio supra ‘u stratuni pi Paternò?» rispose Mario Venuti. Era appena tornato dal bagno. Nelle mani rovinate stringeva tre sette.

«Iddu».

«’nstu» fece Mario, schioccando la lingua sul palato e alzando il mento.

Alfredo si voltò a guardarlo. Il bicchiere fermo a mezza altezza, a un passo dalle labbra. «Ma come ‘ntsu? Prima dici U furnaio supra ‘u stratuni e poi fai ‘nstu?»

«Nun àiu avùtu ‘u piaciri» si giustificò lui.

Prodotti per signora


Questo è il primo racconto piccante che spedisco a una casa editrice, contiene persino la prima scena di sesso che abbia mai scritto: sesso selvaggio, animalesco, infoiato, ma vago ed elusivo… tanto, tanto elusivo.

Rose rosse a mezzanotte


“Alcune cose pensi possano accadere solo nei film, o nei libri, o alla tua vicina di scrivania che in amore è sempre stata più fortunata. Non pensi mai, invece, possa capitare proprio a te di ritrovarti a fissare con incredulità il bigliettino di un ammiratore segreto.
… sul numero 05/2016 di Confidenze.

La grande nevicata


Fu la più eccezionale nevicata mai vista a Torino nell’ultimo secolo; era il 1985 e io ero solo una bambina di dieci anni che gioiva a guardare i fiocchi scivolare lentamente sullo sfondo di un cielo ardesia. I nostri legami familiari si stavano dissipando, e io non riuscivo a pensare ad altro che a quanto sarebbe stato brutto il Natale anche quell’anno.

Vendere racconti


Poiché il Natale rientra cronologicamente nella dinamica del racconto, anche se non è un racconto natalizio, ho chiesto se potevano pubblicarlo attorno alla data fatidica. Mi hanno accontentato, concedendomi proprio la settimana che porta al Natale. Insomma, finora non posso dire d’essermi trovato male. Tanto che… stavo pensando di farne un mestiere.

Tre volte Swing


Sono le sette e ventitré di mattina. I primi cronisti, ancora assonnati, vengono respinti uno dopo l’altro dai poliziotti di turno nell’atrio. Un uomo, ammanettato, attende solo in una stanza. Nell’ufficio attiguo l’ispettore sta consultando il suo superiore.

L’arte di disegnare a matita


Capii che il disegno non faceva per me quando arrivai alla parte più noiosa del manuale: gli esercizi.

Lavanderia a gettoni


Sono seduto all’interno di una lavanderia a gettoni. Quella che c’è a Torino, all’angolo tra via Cigna e via Cecchi. Attendo che il ciclo dei colorati finisca. Nell’attesa sto leggendo “Se una notte d’inverno un viaggiatore…”. Sono a pagina 41, ed è notte. Io il bucato lo faccio solo a tarda sera, dopo che le strade si sono svuotate di gente. Non è inverno però; è estate e fa un caldo proibitivo. Soprattutto qua dentro. Il bucato nella lavatrice ruota con indolenza e la luce al neon ogni tanto saltella.
Entra una giovane donna. Indossa una gonna rossa e una camicetta bianca, scollata sul davanti. Sotto braccio porta una cesta piena di panni. L’appoggia sopra una lavatrice vuota, a lato della mia, e si lascia cadere sul sedile a fianco al mio.

Lizzie


Questo doveva essere l’incipit del romanzo sui serial killer che stavo scrivendo e che non scriverò più, almeno per il momento… Ho qualcosa di più interessante per le mani. Almeno, spero. Nel frattempo, ditemi che ve ne pare. Capitolo 1 La prima luce del giorno filtra attraverso la veranda, illuminando una cucina disordinata. Un uomo …

Metti una sera a cena


Prefazione Il racconto che segue presenta immagini forti, non ideali a un pubblico giovane, o di perbenisti, moralizzatori e baciapile. Altresì, il racconto non rispecchia le idee e i gusti dell’autore. Buona lettura… ***  L’attesa sa essere frustrante. Ad esempio quando inviti qualcuno a cena. Qualcuno di importante. Qualcuno di atteso. Fremi, contando minuti che …