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… questa settimana, in edicola

“Fu la più eccezionale nevicata mai vista a Torino nell’ultimo secolo; era il 1985 e io ero solo una bambina di dieci anni che gioiva a guardare i fiocchi scivolare lentamente sullo sfondo di un cielo ardesia. I nostri legami familiari si stavano dissipando, e io non riuscivo a pensare ad altro che a quanto sarebbe stato brutto il Natale anche quell’anno.

Con i miei due fratelli, Matteo di due anni più grande e Federico di due più piccolo, aspettavo il Natale carica di un’attesa che solo una bambina che non crede più a Babbo Natale, ma che è decisa comunque a fingere che esista, può provare. Nella mia famiglia avevamo una tradizione ben codificata per questa ricorrenza, a cui ci attenevamo come una piccola truppa zelante.”

… continua sul numero 02/2016 di Confidenze.

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Note

Probabilmente non ho afferrato la data di uscita, quindi lo trovate già in edicola.

Per un assaggio introduttivo del racconto, potete leggere la prefazione che Valeria Camagni fa sul blog di Confidenze.

54 Comments on “La grande nevicata

    • Grazie Lucio. Anch’io ho dei bei ricordi. Adesso ho in mente altri due racconti, sempre ambientati negli anni ottanta. Era un bel periodo quello; soprattutto se confrontato con i giorni nostri.

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      • Non so, io negli anni ’80 ero uno sfigato, non potevo permettermi il monclair, le scarpe timberland, la felpa della best company e i jeans armani (con la fibia della cintura ad aquila)…

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          • beh, io un po’ pativo il fatto che le ragazze non mi si filassero, però mi ero creato un “personaggio”, recitavo la parte di quello che va contro le mode. Peccato che quel personaggio sarebbe diventato di moda qualche anno dopo, ho anticipato troppo i tempi 😀
            Poi sono passato alla fase Sturm und Drang, ma questa è un’altra storia…

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      • Per la nostra generazione credo sia stata la golden age, l’età dell’innocenza e dei grandi sogni, anche se lo dico sotto voce: appena provo a dirlo a qualcuno mi becco del “vecchio” e quindi mi limito a pensarlo 😀

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      • Io non sono tanto d’accordo sul fatto che fossero così belli, sebbene ne abbia un bel ricordo. Credo che in linea generale siano stati degli anni molto leggeri. Si usciva dai cupi anni ’70 e c’era una gran voglia di disimpegno, Secondo me in quel periodo si creò una sorta di illusione di benessere che ci confuse per i decenni successivi e fu l’inizio di un modo di pensare per certi versi vuoto di valori. Da un certo punto di vista oggi si sta meglio, anche se la vita sembra più dura di allora.

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    • Sì, dovresti… Domani esce già il nuovo numero, ma non in tutta Italia. In pratica, fanno uscire il nuovo numero il giovedì della settimana prima, ma solo in alcune località come, ad esempio, Torino, Milano, ecc. Quindi sì, sì lo dovresti trovare ancora. 🙂

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  1. Racconti sempre storie al femminile come il racconto L’equivoco n. 52 /2015 di confidenze. Sai che ho letto solo il tuo racconto snobbando gli altri, comunque ho la rivista prima o poi li leggerò, credo 😉
    Ricordo la nevicata del 1985, per me gli anni 80 restano mitici, a quei tempi non mi potevo permettere un sacco di cose, ma non mi importava granchè, avevo altre priorità.

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  2. Caro Salvatore, è la seconda volta che mi presento in edicola a comprare Confidenze. Mi guardano storto, quasi fossi… ci siamo capiti. E per la seconda volta è il Confidenze nuovo. Non puoi fare questo post il primo giorno che ti pubblicano anziché l’ultimo? 😀

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  3. Ho già capito che qui mi tocca fare l’abbonamento a Confidenze, così mi evito le risse con le vecchiette. Semmai per difendere la reputazione, lo faccio a nome di mia nonna, deceduta nel lontano ’98… 😀 😀

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    • Scusa, fai come me: la prima volta che ho acquistato la rivista – ancora non avevo pubblicato, volevo solo studiarne il taglio – ho detto al giornalaio che ci scrivevo… Mi ha creduto. 🙂

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  4. Ahimè Salvatore, riesco a scriverti solo oggi perché ero via e ieri (mercoledì) c’era già il numero 3/2016 in vendita, il tuo racconto l’ho perso (qui esce il mercoledì 😦 ). Peccato perché dall’incipit e dal commento sul blog di Confidenze sembrava interessante. Ma quelli che non risecono proprio a comprare la rivista (penso a Grilloz ad esempio) come fanno?
    Ah, dimenticavo: il più vecchio sono io: nell’85 avevo ben 18 anni e facevo IV liceo… 😐

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