Tag: Postmoderno
Koyaanisqatsi
Era il 1982. Nelle sale cinematografiche viene proiettato questo film. Ricade sotto la dicitura di genere: documentario. Niente di più falso, Koyaanisqatsi è un’opera d’arte postmoderna. Se dopo la visione non ne sei ancora convinto, caro follower – e mi chiedo a questo punto che mi segui a fare allora –, ti basti andare a guardare chi è l’autore della colonna sonora che accompagna il film per tutta la sua durata (1 ora e 22 minuti): Philip Glass. Il regista è Godfrey Reggio. Il film è il risultato di 6 anni di riprese e montaggi.
Chiamami Monteiro
Ai fischi, preceduti dall’urlo delle sirene, ogni tanto si aggiungeva il boato di un edificio che crollava giù. Ogni volta ero contenta non fosse il mio. Sotto le bombe, con Matteo, giocavamo a ricordare i nomi dei personaggi famosi. Sceglievamo un lettera dell’alfabeto e gareggiavamo: Romain Rolland, Glenn Miller, Vasilij Kandinskij… Lo facevo vincere sempre, il mio nipotino; vivere a quel modo era già una punizione severa.
Festina lente
Calvino dà valore alla rapidità dell’esecuzione; egli considera un’opera ben riuscita come simile a una freccia: cioè, che punta dritto al bersaglio. La rapidità, per Calvino, è uno dei valore della narrativa nel nuovo millennio. Egli tuttavia confonde la rapidità con la brevità. Nell’estratto (la seconda lezione) elogia la tradizione della novella italiana e del racconto breve (short story) americano. E, per sottolineare il concetto, ci regala una favola:


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