Scrivere un blog, cinque ragioni per farlo


blogging love

…quando le isole sono virtuali

Mai avrei pensato di scrivere un post sul blogging. Non ho certamente la competenza né l’esperienza di altri colleghi veterani. Tuttavia mi è venuta voglia di dire la mia anche su questo argomento, e chi sono io per non assecondare le mie voglie?

La mia esperienza in questo campo si limita a un solo anno – un anno proficuo – di attività e due blog (tra cui questo) portati avanti con alti e bassi. Soprattutto alti però. Posso anche vantare un paio di anni passati a leggere i blog di altri autori.

Sul blogging è stato detto molto, e io non ho molto altro da aggiungere. Tuttavia ogni tanto passa da queste parti un aspirante scrittore in erba. Spesso non ha neanche un blog né alcuna idea su come fare per farsi conoscere. Questo post nasce dalla volontà di aiutare questi “ragazzi” (ragazze, pensionati, astronauti o mucche volanti che siano, senza alcuna discriminazione) a farsene un’idea per cercare di capire se può essergli utile aprirne uno.

Stiamo parlando di blog aperti da aspiranti scrittori. La mia esperienza – e di conseguenza questo articolo – si limita a questo aspetto.

Cominciamo. Ecco i miei cinque motivi per scrivere un blog:

Come far nascere un’idea in narrativa


Idee in narrativa

…quando le idee non sono frutti maturi

Se vi state ponendo questa domanda – Come nascono le idee? – significa che avete qualche problema. Siete rimasti bloccati da qualche parte, affacciati alla finestra della vostra mente, e non riuscite a venirne fuori. Tranquilli, ci sono io a darvi una mano.

Potrei aiutarvi in molti modi diversi. Certamente quello che preferireste sarebbe fornirvi un lungo elenco di idee già pronte. Resterebbe un problema però, anzi due: non sarebbero idee vostre e non avreste superato il vostro blocco. Quello che farò invece, sarà aiutarvi a superare quel muro invisibile che vi attanaglia.

Scatti


cornici vuote

…il racconto del venerdì

Pareti bianche. Cornici piene di vita. Occhi. Volti. Emozioni. Schegge di ricordi. Soprattutto questi: i ricordi.

Ricordi quella volta sul catamarano? Non eravamo mica sul Nilo, vero? Strano, non ricordavo coccodrilli nei paraggi. E quella volta a Venezia? La gondola si era quasi rovesciata, per fortuna che c’eri tu a tenermi la mano. Come dici? Il più bello? Oh non saprei, ce ne sono molti. Sai, in tanti anni. Forse… la prima volta. Sì, quello. La prima volta che la tenni in mano. Fu un dono, sai? Non me l’aspettavo. Non ci pensavo neanche. Che emozione! Andavo in giro tutto il giorno con lei. A quei tempi tutto tendeva ad avere dimensioni notevoli e io facevo quasi fatica a sorreggerla. Le foto venivano mosse. Che disastro ero…