Come far nascere un’idea in narrativa


Idee in narrativa

…quando le idee non sono frutti maturi

Se vi state ponendo questa domanda – Come nascono le idee? – significa che avete qualche problema. Siete rimasti bloccati da qualche parte, affacciati alla finestra della vostra mente, e non riuscite a venirne fuori. Tranquilli, ci sono io a darvi una mano.

Potrei aiutarvi in molti modi diversi. Certamente quello che prediligereste sarebbe di fornirvi un lungo elenco di idee già belle e pronte. Resterebbe un problema però, anzi due: non sarebbero idee vostre; non avreste superato il vostro blocco. No, non vi fornirò un elenco, non questa volta. Quello che farò sarà aiutarvi a superare quel muro invisibile che vi attanaglia.

Lampi nella notte

In questo esatto istante, mentre leggete queste parole, centinaia di idee hanno attraversato la vostra mente, come lampi nella notte. Alcune erano molto superficiali, altre molto leggere; battiti d’ali di una farfalla: così le chiamo io. Qualcuna di queste idee non erano tali, ma preoccupazioni. Infine alcune altre non erano niente più che somme logiche a cui il vostro cervello è giunto dandosi da solo delle risposte. Fra tutte però, almeno una decina sono idee narrative. Se siete scrittori, allora sono anche idee dannatamente buone. Quindi, dove sta il problema?

Il problema è dentro di voi, su questo avete ragione. Ciò in cui sbagliate invece è la natura del problema. Se pensate di essere aridi, be’, non è così. Se pensate di non essere buoni a inventarne, di idee, avete sbagliato nuovamente. La verità è che semplicemente avete smesso di ascoltarvi.

Il seme della creatività

Togliamoci subito il dente: le idee non si inventano e non si scoprono. Dove hanno origine allora? La risposta è – DIN DIN DIN DIN – dentro di voi! Esse si originano dalla vostra curiosità, dal vostro bisogno di conoscenza, di fantasticare, di giocare perfino. È dal divertimento che si originano le idee. Una cosa vi piace, quindi si moltiplica in una miriade di sfumature diverse.

Va da sé che più cercate di ingabbiarle, più sarà difficile acchiapparle. Le idee, anche quelle buone, arrivano da sole senza bisogno di invito. Semmai il problema è quello di riconoscerle e ascoltarle. Se è vero che centinaia di idee stanno attraversando la vostra mente in questo esatto istante e se è altrettanto vero che più cercate di acchiapparle più vi ritrovate a mani vuote – come catturare pesci a mani nude – come si risolve il problema? Ci arriviamo tra poco.

Come stitici su un cesso

Se di corpo andate da Dio, allora siete individui fortunati. Personalmente al riguardo sono stato molto fortunato anch’io. Se invece soffrite di stitichezza, l’unica cosa che non dovete fare mai e starvene seduti sul cesso ad aspettare.

Per le idee il discorso non è molto diverso. Con questo non intendo dire che le vostre in genere sono idee di merda, tutt’altro, ma che se insistete a spingere, strizzando l’intestino e stringendo i denti, non uscirà mai assolutamente nulla. Siete sicuri che la cosa migliore da fare, se non avete idee, è sforzarvi ad averne? Io dico di no…

Quello che dovete fare, invece, è smettere di affannarvi. Smettete di pensarci, di ostinarvi. Le idee sono come le feci: prima o poi devono uscire. È una cosa naturale. Così ha voluto madre natura. Così avviene. Smettete di spingere, quindi, le meningi e rilassatevi. Fate un bel respiro. Fatene un’altro. Chiudete gli occhi, così da bravi, e smettete di pensare.

Smettere di pensare

Se ci avete provato davvero, adesso sapete quanto è difficile smettere di pensare. Impossibile addirittura. Tuttavia è questo che dovete fare, il ragionamento arriva solo dopo, né prima né durante. Come fare a smettere di pensare? Alcuni individui nascono con questa capacità, ma nel loro caso non è un pregio. Per voi il discorso è più complesso. Non potete smettere di pensare. Potreste provarci con le discipline orientali. Sceglietene una a caso, al riguardo sono tutte uguali. Voi, però, non siete orientali. Siete occidentali e il TAO non può esservi di alcun aiuto.

In quanto occidentali, siete uomini meno riflessivi e più pragmatici. Tutto e subito! È questo che ci contraddistingue, che fa di noi i fortunati esponenti dei paesi più ricchi e sviluppati del mondo. Almeno per il momento. Tutto e subito. Ecco, il tutto e subito in narrativa e come uno stitico che si sforza sul cesso. Mettete da parte le vostre ansie da prestazione, lasciate perdere i concorsi letterari tematici (molto utili a coloro che non hanno stitichezza di idee, ma deleteri per tutti gli altri), e fermatevi.

Come alla fermata del bus

Avete capito bene, vi dovete fermare. Dovete arrestare il tempo. Come stare fermi in attesa del bus. Quando passeggiate senza meta per i fatti vostri, quando siete seduti al bar con i vostri amici mentre loro parlano di cose che non vi interessano, quando non avete niente da fare ne scadenze in cui farle, quelli sono gli istanti esatti in cui riuscite a fermare il tempo. È in quei momenti che escono le idee migliori. Sapete perché? Perché vi state ascoltando. Le idee ce le avete in continuazione, ma solo quando vi fermate ad ascoltarvi riuscite ad afferrarle.

A me capita quando guido. Così, ad esempio, nasce l’idea per questo post. Ho preso la macchina e sono partito da Torino in direzione di Venezia. Mi affaccio alla finestra della mia camera d’albergo e vedo i palazzi di Mestre in una giornata piovosa. Lungo il tragitto (Torino-Venezia sono più o meno cinque ore), penso. Non come faccio normalmente, circondato da mille stimoli e mille problemi da risolvere, ma ascoltandomi. È il mio io che parla con se stesso…

– Ehi ragazzo, come va oggi? Giornata uggiosa per viaggiare non trovi?

– Non male in effetti, ragazzo, c’è traffico, ma si viaggia bene.

– Meglio così. Allora che mi racconti di bello?

– Niente di che, tutto nella norma. Forse, solo un po’ annoiato…

– Annoiato dici? Ma come, stai andando a Venezia! Tutto solo per giunta. Magari ci scappa anche una seratina coi fiocchi… eh, che ne dici?

– Shhhh, se ti sente lei…

– Lei? Mi dici come fa a sentirmi? Sei in macchina da solo e io parlo da dentro il tuo cranio. Non senti il rimbombo? A proposito, ragazzo, dovresti cercare di mettere un po’ d’ordine qua dentro, è un vero caos. Lo dico per te. Guarda che mucchio di spazzatura…

– Non è spazzatura, sono idee. Le tengo lì in attesa. Prima o poi possono tornare utili.

– Idee dici? Mmm a me sembra spazzatura, ma contento tu… In fondo il cranio è tuo.

Mi spiego? Ora, per favore, non ritenetemi un pazzo. Lo fate anche voi. Tutto il tempo. In genere lo fate anche nella quotidianità, solo che il rumore di fondo è così assordante che non riuscite a sentirvi. Per farlo dovreste urlare. Urlare a voi stessi nella vostra testa. Quello sì che sarebbe da pazzi…

Se c’è una morale è una fiaba

La morale di questo post è che tutti abbiamo idee, in continuazione. Alcune sono buone, altre solo spazzatura, ma ce le abbiamo a ritmo continuo. Se vi sembra di non averne, è perché vi state sforzando. Smettetela di farlo e iniziate ad ascoltarvi. Prendetevi una pausa dal mondo. Immergetevi nel silenzio. State fermi per ore in posizioni strane (yoga) o muovetevi senza meta (come faccio io da buon occidentale). Trovate il vostro modo, quello che vi permetta di fermare il tempo e ascoltarvi da dentro. Solo così potete riuscire a riconoscere le idee per quello che sono e ad afferrarle.

Avete un’altro metodo? Ditelo. Io vi ascolto.

11 Comments on “Come far nascere un’idea in narrativa

  1. Hai proprio ragione su tutti i fronti. A me succede di avere il vuoto totale in testa se 1) vivo poco, 2) leggo poco. Il motivo è il medesimo: si svuota il serbatoio. Senza stimoli seri, la macchina sputacchia e si ferma. Perciò, per riprendere il gustoso paragone sulla tazza, piuttosto che spingere conviene introdurre della sana fibra e dell’acqua, e tutto andrà a posto. Più o meno.

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      • Oh sì, camminare è il massimo… se lo fai fuori e non sul tapis roulant, però. E’ la combinazione movimento rilassato – natura che ricrea la magia. Per me funziona anche: guardare le carte Magic, contemplare l’albero di kaki che ho dietro casa, andare a yoga, fare un giro in biblioteca, fare qualcosa che è sempre stato nella mia zona ma non mi sono mai presa il tempo per farlo, vedere un film strano (tipo Genesis), prendere il treno… ma non vorrei riuscire dove tu hai fallito, cioè annoiare a morte i lettori.

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        • Non credo di aver mai camminato su un tapis roulant. Collezioni le carte di Magic? Ne avevo una montagna, ma credo di averle gettate via molti anni fa. Non credo comunque potresti mai riuscirci, ad annoiare intendo. 🙂

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          • Le collezionava mio figlio, e io sono sempre molto contagiabile. Le carte Magic, comunque, tra la bellezza delle immagini e le frasi che le accompagnano, davvero riescono a farmi venire delle idee, nell’ambito del fantastico naturalmente.

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  2. Non so, io ho sempre troppe idee. Adesso che non h tempo per scrivere ho 5 racconti in attesa e questa sera, da una banale considerazione sul costo della benzina ne è nato un altro assolutamente folle.
    Vendesi idee narrative. Prezzi modici.

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  3. Come sai, neanch’io ho il problema di avere poche idee e nessuna. Sulle filosofie e tecniche orientali la pensiamo allo stesso modo: a parte che proprio non digerisco quella roba, ma con me quelle chiacchiere non funzionano.

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    • A te come vengono le idee? Io passeggiando, ma anche in un sacco di altri modi. Anche senza far niente a dir la verità, ma se dovessi per forza stimolarne una passeggiare sarebbe la mia scelta! 🙂

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  4. Pingback: Scrivere un blog, cinque ragioni per farlo | Salvatore Anfuso

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