Dieci libri che non ho mai finito di leggere


Libri noiosi

…quando le braccia cascano a pagina 60

Sono un lettore e come tale ogni tanto mi capita di leggere libri che accendono stelle in celo e ogni tanto di leggere libri che le stelle le fanno cadere giù. Non solo quelle… Lo sappiamo, ci sono libri indimenticabili, ognuno ha i propri, e libri che anche sforzandoti non riesci proprio a dimenticare.

Questi ultimi sono quelli che ti segnano di più. Le brutte esperienze si ricordano sempre più a lungo di quelle belle. Spesso questi libri, alcuni dei quali perfino famigerati, non si riesce neanche a finirli, nonostante gli sforzi. Vediamo quali sono i miei dieci libri che non ho mai finito di leggere?

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Scrivere un blog, cinque ragioni per farlo


blogging love

…quando le isole sono virtuali

Mai avrei pensato di scrivere un post sul blogging. Non ho certamente la competenza né l’esperienza di altri colleghi veterani. Tuttavia mi è venuta voglia di dire la mia anche su questo argomento, e chi sono io per non assecondare le mie voglie?

La mia esperienza in questo campo si limita a un solo anno – un anno proficuo – di attività e due blog (tra cui questo) portati avanti con alti e bassi. Soprattutto alti però. Posso anche vantare un paio di anni passati a leggere i blog di altri autori.

Sul blogging è stato detto molto, e io non ho molto altro da aggiungere. Tuttavia ogni tanto passa da queste parti un aspirante scrittore in erba. Spesso non ha neanche un blog né alcuna idea su come fare per farsi conoscere. Questo post nasce dalla volontà di aiutare questi “ragazzi” (ragazze, pensionati, astronauti o mucche volanti che siano, senza alcuna discriminazione) a farsene un’idea per cercare di capire se può essergli utile aprirne uno.

Stiamo parlando di blog aperti da aspiranti scrittori. La mia esperienza – e di conseguenza questo articolo – si limita a questo aspetto.

Cominciamo. Ecco i miei cinque motivi per scrivere un blog:

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Un nuovo progetto


Un passo indietro

…quando fare un passo indietro è proficuo

So cosa state pensando. No, non ho abbandonato il mio romanzo (l’ottavo incompiuto), lo sto solo mettendo in stand-by per un po’. Ho bisogno di nuovi stimoli, ma soprattutto sento la necessità di fare maggiore esperienza prima di gettarmi nella scrittura di un vero romanzo.

Forse il problema è proprio questo. Scrive è difficile, certo, ma scrivere un romanzo lo è di più perché è un progetto lungo e complesso. Richiede molto tempo, molta dedizione, capacità tecniche – ma queste le abbiamo già coltivate – e, soprattutto, esperienza.

Ecco cosa fa la differenza: l’esperienza. Dicono che scrivere sia come uccidere: impieghi molto tempo a farlo la prima volta, ma da lì in avanti non ti ferma più nessuno. La stesura del secondo romanzo ha altre difficoltà. Prima fra tutte – soprattutto se il primo libro è andato bene in termini di vendita – la paura di confrontarsi con se stesso e replicare il successo. Tuttavia i timori e i problemi del primo romanzo, quello “giovanile”, non si presentano più. Almeno, la maggior parte delle volte.

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Come far nascere un’idea in narrativa


Idee in narrativa

…quando le idee non sono frutti maturi

Se vi state ponendo questa domanda – Come nascono le idee? – significa che avete qualche problema. Siete rimasti bloccati da qualche parte, affacciati alla finestra della vostra mente, e non riuscite a venirne fuori. Tranquilli, ci sono io a darvi una mano.

Potrei aiutarvi in molti modi diversi. Certamente quello che prediligereste sarebbe di fornirvi un lungo elenco di idee già belle e pronte. Resterebbe un problema però, anzi due: non sarebbero idee vostre; non avreste superato il vostro blocco. No, non vi fornirò un elenco, non questa volta. Quello che farò sarà aiutarvi a superare quel muro invisibile che vi attanaglia.

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Due chiacchiere davanti a un caffè con Alessandro Cassano


Alessandro Cassano

“Anni e anni di laboratori di scrittura creativa hanno ormai dimostrato che l’artista che sonnecchia in noi commette gli stessi errori dell’artista che c’è in chiunque altro”.

Howard Mittelmark

…dieci domande per conoscerlo meglio

Alcune persone attirano la nostra attenzione. Succede. Può capitare nella quotidianità, sui rotocalchi, in televisione, oppure su internet come nel nostro caso. Sono persone come altre, ma diversamente da altre hanno qualcosa di speciale da dire. Glielo leggi negli occhi o nei post. Spesso la possibilità di conoscerle meglio non si presenta. Qualche volta però un caffè virtuale e qualche domanda amichevole possono essere di aiuto.

Per questo settimo appuntamento con la rubrica del lunedì: “Due chiacchiere davanti a un caffè con…”, ho invitato Alessandro Cassano, autore di “La notte dei truzzi” (Edito in self-publishing) e del blog oBBroBBrio.

Alessandro è un personaggio scomodo. Lo è per tanti motivi. Per il taglio ironico del suo blog ad esempio, in cui si diverte a marcare senza troppi fronzoli le peculiarità negative degli aspiranti scrittori. Lo è perché non ha peli sulla lingua né sudditanze psicologiche verso nessuno. Lo è perché dice le cose che non gli piacciono e lo fa con forza.

Non piace a molti, Alessandro. Come dice lui stesso, forse sono più quelli che lo querelerebbero di quelli che lo leggono volentieri. Il motivo per cui l’ho invitato è che, diversamente da chi si diverte a criticare senza scopo la categoria degli aspiranti scrittori, lui offre un servizio fondamentale: ci mostra le cose per come devono essere viste. Senza ottusità megalomane né inibizioni culturali. In questo, dà il meglio di sé.

Vi lascio alle dieci domande quindi. Buona lettura.

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