Alexej Ravski

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Nei precedenti mini-ripassi abbiamo parlato a lungo dell’articolo: i casi in cui è opportuno inserirlo, per la nostra normativa, e dove non lo è. Oggi approfondiamo il discorso dando meglio un’occhiata all’articolo indeterminativo, del quale tuttavia abbiamo già parlato osservando in quali casi si usa al posto del determinativo.


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Questi, sono giorni strani. Giorni capaci di abbatterti, se mai hai preso il volo. Giorni che assomigliano all’Everest, in tutta la sua maestosa statura. Dentro, sento un vuoto che non riesco a colmare. Io di vuoti non ne ho mai avvertiti. Neanche quando i miei genitori si sono separati. Neanche quanto la mia prima compagna si è lanciata dal quinto piano. Neanche quando mi sono lanciato io, col paracadute, da 4000 metri di altezza. Neanche quando la mia seconda compagna ha deciso di averne abbastanza di un uomo che si alzava alle tre del mattino per scrivere. Forse, solo la scrittura è riuscita ad aprire dei vuoti; vuoti che in fretta ho colmato con le parole. Ma quest’aria di primavera… mi inquieta. Mi guardo attorno, e non vedo alcun buon motivo per starmene seduto a scrivere.


Ludolinguistica

Giochi di lingua

Lo scrivere correttamente
è una cosa che sa di miracolo,
una cosa da perigliarvi la vita.
– Isaia Ascoli

«Scrivere bene,» dice Luca Serianni nel suo saggio Leggere, scrivere, argomentare, «significa anche leggere bene, non solo comprendendo parole e frasi, ma cogliendo le sfumature e le implicazioni del discorso». Poiché il 25 aprile (festa della Liberazione) quest’anno cade di lunedì, e il lunedì è il giorno che dedico alla rubrica di grammatica, ho pensato di sostituire il solito articolo di ripasso con un post che sia allo stesso tempo gioco (ludo) e approfondimento dell’italiano (linguistica). Per la buona riuscita di questo esperimento, ma soprattutto per divertirsi, è richiesta la partecipazione diretta.

Il termine ludolinguistica è stato inventato dal linguista italo-canadese Anthony Mollica, che ne ha tratto il principio su cui è impostato il suo sistema didattico per l’insegnamento dell’italiano all’estero, realizzandone addirittura un manuale. Noi, che siamo italiani e per di più aspiranti scrittori, non abbiamo certo bisogno di imparare una lingua che conosciamo già molto bene. Tuttavia giocare alla ludolinguistica può risultare un’interessante e divertente forma di allenamento.

Vi propongo dunque tre estratti, da tre testi differenti: due libri e un articolo di giornale. Questi spezzoni sono stati manipolati eliminando alcuni vocaboli. Al loro posto vi propongo una serie di alternative che comprende gli esclusi. Lo spirito del gioco, nella scelta della parola corretta, per quanto difficile possa risultare in alcuni casi, è di avvicinarsi il più possibile a quella adoperata originariamente dall’autore. Vi va di giocare con me?


Richiesta di divorzio

Di recente sono andato a trovare mia madre. Mi ha consegnato un plico di cose che ho scritto da ragazzo. Le ha raccolte e conservate con cura in una busta gialla. Tutta robaccia che non ricordavo nemmeno più di aver scritto. Questo, in particolare, è un breve sketch teatrale. Era il ’94 e avevo diciassette anni. Lo sketch non funziona per tanti motivi, è brutto e ci sono delle ingenuità palesi… avevo diciassette anni. Sarò un po’ nostalgico, ma ho deciso di proporvelo così com’è.

Commedia in atto unico

La scena si svolge nella portineria di un’azienda statale

Personaggi

Antonio Cariggi, portinaio cinquantenne

Saverio Rondinelli, portinaio trentenne

Direttore, ovvero Giuseppe Baldin, quarantenne

Marzia Corradini, amante del direttore (trent’anni)

Sabrina Lorenzetti, amica della Marzia

Giuliana Panzanini, moglie del direttore

Torino (o una qualsiasi città medio-grande italiana); oggi.


Racconti di Salvatore Anfuso

Afflizioni e Delizie

Pubblicare i propri racconti su una rivista, soprattutto se edita da un grande gruppo editoriale e a diffusione nazionale, è una gran bella botta per la propria autostima. Vedere i propri racconti stampati su carta; sapere che verranno letti da Catania a Venezia; andare in edicola, acquistarne una copia e giustificarsi con l’edicolante dicendo: «Sa, io ci scrivo…», sono tutte cose che ti fanno giustamente inorgoglire. «Ce l’ho fatta,» dici a te stesso, e intanto cominci a sbirciare oltre il prossimo orizzonte. Ma non sono solo rose; afflizioni e delizie fanno parte del gioco.