
Giochi di lingua
Lo scrivere correttamente
è una cosa che sa di miracolo,
una cosa da perigliarvi la vita.
– Isaia Ascoli
«Scrivere bene,» dice Luca Serianni nel suo saggio Leggere, scrivere, argomentare, «significa anche leggere bene, non solo comprendendo parole e frasi, ma cogliendo le sfumature e le implicazioni del discorso». Poiché il 25 aprile (festa della Liberazione) quest’anno cade di lunedì, e il lunedì è il giorno che dedico alla rubrica di grammatica, ho pensato di sostituire il solito articolo di ripasso con un post che sia allo stesso tempo gioco (ludo) e approfondimento dell’italiano (linguistica). Per la buona riuscita di questo esperimento, ma soprattutto per divertirsi, è richiesta la partecipazione diretta.
Il termine ludolinguistica è stato inventato dal linguista italo-canadese Anthony Mollica, che ne ha tratto il principio su cui è impostato il suo sistema didattico per l’insegnamento dell’italiano all’estero, realizzandone addirittura un manuale. Noi, che siamo italiani e per di più aspiranti scrittori, non abbiamo certo bisogno di imparare una lingua che conosciamo già molto bene. Tuttavia giocare alla ludolinguistica può risultare un’interessante e divertente forma di allenamento.
Vi propongo dunque tre estratti, da tre testi differenti: due libri e un articolo di giornale. Questi spezzoni sono stati manipolati eliminando alcuni vocaboli. Al loro posto vi propongo una serie di alternative che comprende gli esclusi. Lo spirito del gioco, nella scelta della parola corretta, per quanto difficile possa risultare in alcuni casi, è di avvicinarsi il più possibile a quella adoperata originariamente dall’autore. Vi va di giocare con me?
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