Coniglio in salmì

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Oggi come ieri

Per prima cosa lasciate che mi congratuli con voi per essere tornati sani e salvi dalle vacanze. Oggi come oggi non è una cosa poi così scontata. In secondo luogo lasciate che mi congratuli con voi per essere tornati su queste pagine: una scelta indice di grande lungimiranza e intelligenza. Non sono poi molte le persone al mondo disposte a darvi del lungimirante e dell’intelligente, quindi lasciate che ve lo dica io: siete senza alcun dubbio lungimiranti e intelligenti, cari amici. I miei complimenti.


Pronomi atoni

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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Immagino che non sia il massimo della vita, al ritorno dalle vacanze, essere accolti da una lezione di grammatica… Ma ve lo siete scelti voi, di fare gli (aspiranti) scrittori. Nessuno vi ha costretto. E come tali, gli strumenti della vostra passione li dovete conoscere a fondo. Riprendiamo, dunque, da dove eravamo rimasti: i pronomi. In questo mini-ripasso vedremo le forme atone. Ma prima lasciate che vi ringrazi per essere tornati a leggermi. Di questo e della nuova grafica ne parleremo meglio mercoledì prossimo. Buona lettura.


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Questa settimana in edicola

Avevo solo dodici anni quando in una splendida sera di agosto, in vacanza nella nostra casa di campagna, mio padre mi aiutò a catturare con un barattolo di vetro alcune delle lucciole che, come tante stelle ondeggianti, si alzavano dall’erba alta del nostro campo. Diversamente da quello che mi aspettavo, acchiapparle non fu difficile. Col vasetto aperto ci sbracciammo ruotando su noi stessi. Quindi, ridendo come matti, coprimmo in fretta l’apertura con la mano. Attraverso il vetro, con sguardo meravigliato, osservavo quelle minuscole scintille pulsare di vita. Sembravano piccole fate fosforescenti. Chiudemmo il barattolo con il tappo e appoggiamo il vasetto sul mio comodino. Mi addormentai osservando le luci intermittenti fluttuare nel buio. Il mattino dopo quel barattolo conteneva solo minuscoli esserini scuri adagiati sul fondo. Per l’assenza d’aria erano tutti stecchiti. Assaporai il mio primo senso di colpa.


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Diario di un romanzo

*** Questo articolo è tratto dai miei appunti di “viaggio” sul romanzo in stesura. ***

Il concetto di viaggio, ci tengo a sottolinearlo, se associato alla figura del romanziere e alla stesura di un romanzo solo raramente riguarda una vera e propria escursione. In quel caso, di norma, si tratta di libri che hanno la forma dei diari di viaggio o guide turistiche. In tutti gli altri casi il viaggio è un volo pindarico alla scoperta del nucleo fondamentale di una storia, della sua vera essenza. Gli appunti che seguono sono molliche lungo il percorso.

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Anni di plastica dominati dalla cultura dell’immagine, dal consumo di massa, dal mito dell’arricchimento facile, dalla televisione, dall’individualismo e dalla voluttà: come sono stati gli anni Ottanta?


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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Questo che state per leggere è l’ultimo mini-ripasso prima della chiusura estiva (ne parleremo meglio mercoledì), quindi non cominciate a saltare sui banchi, a strappare il libro di grammatica e a esultare come bimbi gioiosi: la lezione deve ancora cominciare…

6a persona

Come per la terza, anche la sesta persona ha più di un pronome: essi, esse, loro e il riflessivo in tutto e per tutto identico a quello di 3a persona. Di norma è obbligatorio usare come soggetto loro (riferito a persona) in tutti i casi in cui per la terza sarebbero d’obbligo lui e lei: «le donne […] sono deboli, sono nate per peccare … povere loro!» [Deledda]. Si adopera anche con tutti e con i numerali: «c’erano tutti loro», «loro due» [esempi del Serianni]. È largamente preferito pure negli usi enfatici e in generale quando, nel parlato, si vuole esprimere il pronome: «questo è compito loro!».