Le congiunzioni

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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Lasciati alle spalle gli avverbi, oggi diamo una rapida sbirciata alle congiunzioni. La congiunzione è un meccanismo sintattico che ha lo scopo di collegare fra loro due o più parole, o gruppi di parole, o frasi di uno stesso periodo. Il tipo di collegamento distingue le congiunzioni in coordinative, dove il rapporto fra le parti collegate è di equivalenza («Giulio e Luigi stanno fuori a fumare»; «faceva molto freddo, eppure sono uscito» [Serianni]), e in subordinative dove, come indica lo stesso termine, le parti collegate sono in rapporto di dipendenza («Non ho mangiato perché non ho fame»).

Inoltre le congiunzioni possono essere semplici, formate cioè da una sola parola (e, , ma, quindi, anche, ecc.), oppure composte, ovvero formate da due o più parole unite (neanche [né+anche], nondimeno [non+di+meno], oppure [o+pure], ecc.). Un ulteriore costola è rappresentata dalle locuzioni congiuntive: con tutto ciò, dal momento che, pera la qual cosa, visto che, ecc. La distinzione fra semplici, composte e locuzioni congiuntive si fonda sugli stessi criteri che distinguono gli avverbi semplici, composti e locuzioni avverbiali che abbiamo già discusso in precedenza. Nel caso delle congiunzioni, più di quanto avvenga per gli avverbi, questa distinzione è piuttosto labile, dando luogo a continui spostamenti da una categoria all’altra. Non preoccupiamocene.

Le congiunzioni sono una parte invariabile del discorso (cioè non si modificano per numero e genere) ma anche una classe piuttosto aperta; infatti stessi elementi possono trovare impiego come congiunzioni, preposizioni o avverbi: «ti sentirai più tranquillo dopo aver sostenuto l’esame» (congiunzione); «ti sentirai più tranquillo dopo l’esame» (preposizione); «se sosterrai l’esame, dopo ti sentirai più tranquillo» (avverbio) [esempi del Serianni].

«[…] quando nel segmento dipendente vi è una frase implicita con predicato all’infinito, l’elemento di collegamento è una congiunzione, che mette in rapporto la frase principale con la subordinata. Abbiamo invece una preposizione quando il segmento dipendente è un sintagma nominale. […] Più nettamente distinguibile è la funzione di dove […] come avverbi, in quanto essi modificano semanticamente l’intera frase e in particolare il predicato, senza stabilire un rapporto di coordinazione o subordinazione sintattica».[1]

In altri casi le cose sono meno semplici: anche, pure e nemmeno vengono classificati come congiunzioni da alcuni e avverbi da altri. Stessa cosa può essere detta per dunque e pertanto. In questi casi, se l’esigenza di conoscerne la natura preme, conviene rivolgere lo sguardo all’Indice delle forme notevoli che ogni buona grammatica contiene. Le congiunzioni composte e le locuzioni congiuntive, ad esempio, in molti casi si formano partendo da elementi grammaticali provenienti da altre categorie: le locuzioni composte con che possono essere formate da avverbi (prima che), preposizioni (tranne che), forme verbali (posto che, visto che), preposizioni + sostantivi (per il fatto che) e via dicendo.

Infine, una stessa congiunzione può avere differenti funzioni: perché può essere congiunzione causale («Rimprovero spesso mio figlio perché studia poco») o finale («Rimprovero spesso mio figlio perché studi di più»). La congiunzione e, la cui funzione principale è di coordinazione copulativa, può avere anche valore avversativo: «tale elasticità del corpo, artifiziosa, la faceva giudicare fragile, ed era fortissima» [Palazzeschi]; oppure conclusivo: «sono molto stanco, e dormirò un paio d’ore» [Serianni].

Conclusione

Molto spesso, come avrete notato seguendo questi nostri mini-ripassi, non è facile distinguere una congiunzione da una preposizione, o una preposizione da un avverbio; ma anche un avverbio da un aggettivo o un aggettivo da un pronome. Sminuzzare il discorso in atomi verbali sempre più piccoli non è così proficuo; meglio è ragionare per categorie più ampie: elementi grammaticalmente diversi possono contribuire a formare senso nello stesso identico modo, e a volte la distinzione è così blanda che inserirli in una o in un’altra categoria è più una semplice scelta di gusto. Vi lascio con quest’ultimo pensiero del Serianni:

«Negli studi linguistici più recenti, le congiunzioni tendono a confluire nella più vasta categoria dei connettivi, cioè di quelle parole che, indipendentemente dalla categoria grammaticale di provenienza, svolgono funzione di raccordo tra le varie parti del testo».[2]

Il prossimo lunedì, quindi, parleremo di connettivi. State bene.

_________________________________________

Note

[1] Luca Serianni, Grammatica italiana, UTET 2006

[2] Cit. Serianni

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