Il Complemento


1.RICHTER-2009-ABDU

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La volta precedente abbiamo parlato del predicato, sia nella variante verbale, sia in quella nominale. Oggi affondiamo la nostra curiosità nei meandri di tutti quei -logismi che servono a completare una frase: i complementi.

Il complemento oggetto

«Il complemento oggetto o complemento diretto è l’elemento della frase su cui ricade l’azione espressa dal predicato, con un legame sintattico diretto» [Serianni].

Per dirla in termini più semplici, il complemento oggetto indica quell’oggetto che subisce l’azione compiuta dal soggetto ed espressa dal predicato: «Mario avvita il bullone».

Soggetto

Predicato Complemento oggetto
Mario avvita

il bullone

Altri esempi:

«Alessandro studia il cinese».

«Mia moglie ha rovinato la cena».

Quindi, da un punto di vista sintattico, abbiamo un soggetto che compie un’azione espressa dal predicato che ricade su un complemento oggetto. Semplice, no?

In frasi come «ieri sera ho visto un bel film», dice il Serianni, o «Maria capisce la matematica molto bene» (entrambi gli esempi sono tratti dalla Grammatica Italiana) l’oggettività del complemento è meno ovvia, perché non abbiamo l’impressione che il complemento oggetto “subisca” un’azione. Quindi la nozione di oggetto che subisce l’azione espressa dal predicato va intesa in modo elastico.

Si può inoltre distinguere tra oggetto esterno, che esiste in sé, e oggetto che scaturisce dall’azione del predicato. Ad esempio: «leggere un libro» / «scrivere un libro»; «avere un figlio» / «avere un figlio» (nel primo caso inteso in senso letterale: «possedere un figlio»; nel secondo inteso come conseguenza di un’azione: «partorire un figlio»); eccetera.

Le nozioni di complemento oggetto e verbo transitivo (che vedremo più avanti) sono fra loro legate, in  quanto nel complemento diretto transita l’azione espressa dal verbo. «Vi è però qualche costrutto in cui anche un verbo intransitivo può reggere un complemento oggetto» [Serianni]:

  • Quando il complemento diretto si forma dalla stessa radice del verbo: «vivere una vita spensierata» («il mio mestiere è vivere la vita» [Battisti-Mogol]); «morire una morte eroica» («la morte bisogna morirla» [Giovanni Bòine]).
  • Quando la base semantica del complemento diretto coincide con quella del predicato: «dormire il sonno del giusto». In questi casi, dice il Serianni, si parla di complemento dell’oggetto interno. Esso è limitato a poche locuzioni cristallizzate e di uso prevalentemente colto o letterario.

Antiquati, infine, sono i costrutti predicativi in cui un complemento diretto dipenda da un participio o da un aggettivo: «di lacrime sparso ambe le guance» [Leopardi, All’Italia]

Talvolta il complemento oggetto può essere retto dalla forma articolata della preposizione di: «vorrei del vitello tonnato»; «devo dirti delle cose importanti»; «tiranneggiando sé e la famiglia avea raggrumolato de’ bei denari» [Ippolito Nievo]. Nelle frasi con verbo riflessivo, soggetto e oggetto coincidono. È caratteristico, invece, dell’Italia meridionale il complemento oggetto retto dalla preposizione a: «Carlo, chiama a Samuel amamma; è pronta la cena» [«Carlo, da bravo figlio, chiama Samuel, perché è pronta la cena»]. Ma può capitare d’essere pronunciato anche da un parlante centro-settentrionale: «a me nessuno mi ascolta».

Per quanto riguarda la posizione nella frase, mentre il soggetto per ragioni di rilievo assume di solito la posizione iniziale, il complemento oggetto, che dipende sintatticamente dal predicato, si trova normalmente dopo il verbo transitivo: «Pina ama Pino». Quindi:

Soggetto + predicato + complemento diretto

«L’anteposizione (o inversione) del complemento oggetto rispetto al soggetto e al predicato, talvolta con il soggetto in posizione finale, è una delle più comuni caratteristiche di enfasi stilistica della lingua letteraria, in particolare nella poesia antica e moderna».

Luca Serianni, Grammatica italiana

Il complemento predicativo

Il complemento predicativo è un nome o aggettivo che riferito al soggetto o al complemento oggetto serve a determinare e completare il significato del verbo: «l’ingegner Caglioni è stato eletto presidente del consiglio amministrativo dell’azienda».

A sua volta il complemento predicativo può reggere altri complementi o attributi (del consiglio amministrativo dell’azienda), «formando così un sintagma predicativo complesso» [Serianni].

Come forma predicativa del soggetto, esso compare:

  • Con verbi copulativi o aventi funzione copulativa: «la mia irritazione e la mia insofferenza della povertà diventavano rivolta contro l’ingiustizia» [Moravia].
  • Con numerosi verbi appellativi, estimativi, elettivi, di forma passiva: «Vespini è considerato un ottimo cardiologo»; «l’influenza viene resa innocua con vaccini specifici»; ecc.

I verbi che possono reggere nella loro forma passiva un complemento predicativo del soggetto, possono reggere un complemento predicativo dell’oggetto nella loro forma attiva: «tutti considerano Vespini un ottimo medico»; «vaccini specifici rendono innocua l’influenza».

Una frase con verbo attivo + complemento oggetto + complemento predicativo dell’oggetto può essere trasformata in una frase semanticamente equivalente formata da verbo passivo e complemento predicativo del soggetto: «molti considerano noiosa la musica classica» diventa «la musica classica è da molti considerata noiosa».

Il complemento predicativo può essere costruito anche con le preposizioni di, a, in, per, eccetera.

Conclusioni

Costruire una frase semanticamente e sintatticamente coerente per un parlante madrelingua è istintivo anche senza saper riconoscere il complemento oggetto all’interno di una frase, o senza saper distinguere un complemento predicativo del soggetto da uno dell’oggetto. Tuttavia i migliori scrittori in circolazione (e di tutti i tempi) sono (erano) linguisti eccellenti. Haruki Murakami, per citarne uno, prima di lanciarsi nella scrittura ha passato molti anni a tradurre autori come Carver o Francis Scott Fitzgerald, dall’inglese al giapponese. Anche chi ha fatto di una certa scrittura popolana il proprio marchio stilistico, come ad esempio Paolo Nori, è spesso un linguista eccellente. Proprio Paolo Nori, ad esempio, ha passato molti anni a tradurre dal russo all’italiano autori come Gogol, Turgenev e Chlebnikov.

__________________

Note

Luca Serianni, Grammatica italiana, UTET universitaria, 2006.

In calce: un quadro di Gerhard Richter.

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8 Comments on “Il Complemento

  1. I complimenti mi sono sempre piaciuti 🙂 ah, no, mi sa che ho sbagliato post 😛
    Cominciamo ad andare sul difficile, non per il complemento oggetto, quello è proprio base base, ma il complemento predicaqualcosa eccetera eccetera non me lo ricordavo (come formulazione).
    Per fortuna, come dici, a noi madrelingua viene naturale, basta un po’ di esercizio e un po’ di buone letture, e poi si sente ad orecchio se la frase è sintatticamente corretta (beh, a volte ho dei dubbi grossi così, ma vabbè), però quando devi tradurre in un’altra lingua, beh, lì è tutta un’altra storia 😀
    P.S. ma la versione “ho visto a Mario” va considerata scorretta o è ormai sdoganata dall’uso frequente?

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  2. Pingback: Il Predicato | Salvatore Anfuso – il blog

    • Magari sono cose che hai semplicemente dimenticato. 🙂

      Se ti sei messa di buzzo buono a ripasare la grammatica, sempre del Serianni ti consiglio Prima lezione di grammatica. Non ti far fregare dal titolo, non è un libro propedeutico. E’ un saggio che va letto dopo aver ripassato bene la grammatica. 🙂

      Mi piace

  3. Pingback: Attributo e Apposizione | Salvatore Anfuso – il blog

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