La mia libreria

… sezione storica

Lo so, a Pasqua il detto: “pulizie di Pasqua”, mi ha decisamente fottuto. In particolare perché ho avuto la malsana idea di mettere un po’ d’ordine nella mia libreria… Non l’avessi mai fatto. Non ho ancora terminato e, dopo diverse ore, ho deciso di desistere e di rimandare l’epilogo del lavoro a un altro giorno, o forse a un’altra Pasqua. Tuttavia, maneggiare e riscoprire libri che non toccavo forse addirittura da decenni, mi ha messo addosso una voglia insana di riscoprirli e di parlarne.

C’è stato un periodo della mia vita, quando ero un ragazzo, in cui mi sono appassionato di storia. Storia delle civiltà in generale e storia Romana in particolare. Piano piano ho creato nella mia libreria una sezione storica di tutto rispetto. Sezione che non aggiorno più da anni purtroppo, ma che è dignitosissima a mio avviso. In quello stesso periodo, oltre ad amare la storia, mi piaceva collezionare libri belli da vedere, o che avessero delle copertine bizzarre. Magari un tipo di rilegatura atipica. Di antichi ne ho diversi e, anche se non sono un esperto né un intenditore, qualcuno di valore fra tutta quella massa di carta c’è.

Libri di storia e copertine particolari

Non posso parlare in un unico post di tutti i libri che possiedo, non potrei condensare tante informazioni in così poco spazio e poi come farei ad annoiarvi le prossime volte? Quindi ho deciso di iniziare dal mio primo amore: la storia.

Fra questi, spiccano i volumi di Will Durant, sei volumi da 1.200 pagine l’uno (circa), che coprono un arco di tempo che va dalla storia antica dell’Oriente alla riforma luterana in Europa, abbracciando quasi 4/5 mila anni di storia. Quest’opera si intitola Storia della civiltà, edita da Arnoldo Mondadori Editore nel 1959 ed è una prima edizione. La copertina è cartonata doppia in tessuto giallo (ormai tendente all’arancione) con incisioni dorate.

Ammetto che William James Durant (1885 – 1981) abbia avuto una non poca pretesa nel decidere di stilare la storia della civiltà umana racchiudendola tutta in soli sei volumi. Il tentativo però, a mio avviso, è più che riuscito. Lui è uno storico in gamba e la scrittura non è mai pretenziosa. Egli aveva un vero amore per la storia del genere umano e quello che mi piace della sua opera è l’idea che sta dietro: cioè che la storia non sia altro che un racconto continuo e senza interruzione di fatti accaduti a tutta l’umanità. Per ovvie ragioni ha dovuto dividere i volumi in argomenti distinti (troviamo così l’Oriente, l’antica Grecia, la storia romana, ecc), ma il suo è sempre il racconto dell’umanità nel suo insieme, mai di una civiltà sulle altre. Si potrebbe dire: “Ciò che siamo stati ieri, fa di noi ciò che siamo oggi”. Così, se non ci fosse stata la Grecia antica, l’Impero Romano, l’Oriente e le sue tradizioni in parte assimilate dal Cristianesimo, oggi noi saremmo qualcosa di diverso.

A fianco a quest’opera maestosa spicca un libro decisamente più snello, intitolato Le vie della civiltà di Hermann Schreiber, Garzanti, 1960, Dusseldorf. Anche questa è una prima edizione. La copertina in cartonato è rivestita da un tessuto color panna con la costa blu. Sul fronte presenta l’incisione (blu su bianco) di una carrozza ottocentesca, sul dorso le incisioni sono dorate. Schreiber non ha intenzione nella sua opera di parlare delle civiltà, come invece fa Durant, egli si concentra su un argomento specifico che allo stesso tempo è arteria di ogni civiltà: le strade, o per meglio dire, le vie di comunicazione.

Ancora a fianco un altro libro maestoso. Ottocento pagine racchiuse in una copertina cartonata rivestita di tessuto verde scuro con inciso: sul fronte, una nave a vela a tre alberi; sul dorso il titolo, l’autore e l’editore. Entrambe le incisioni sono dorate. Questo libro si intitola: Storia degli Stati Uniti – nascita dell’america moderna (1865 – 1951) di Sir Arthur Meier Schlesinger, Garzanti, 1963, Milano. Prima edizione. Abbraccia l’ultimo secolo e mezzo di storia americana, fatti contemporanei esclusi ovviamente.

Lo sguardo scorre poi su quattro volumetti identici, copertina cartonata in pelle verde con costa a banda nera, incisioni dorate sia sul fronte che sulla costa. Sono quattro volumi sulla rivoluzione francese, sempre scritti da Will Durant con l’aiuto della moglie Ariel. Credo che Durant abbia vinto il Pulitzer per la saggistica proprio per questi volumi. Rousseau e la rivoluzione – Storia della civiltà di W.+A. Durant, Arnoldo Mondadori Editore, 1968, Milano. Prima edizione. C’è da dire che Durant della Storia delle civiltà ha scritto ben 32 volumi, vendendo 17 milioni di copie nel mondo. Però ogni sezione di questi 32 volumi è un’opera a parte e quindi anche il formato dell’edizione differisce e molto. A me ne mancano tantissimi… Di questi 32 volumi ne possiedo solo 10, in due opere però, come dicevo, di per sé concluse.

Poi arriva una chicca… due volumi che spiccano sugli altri: copertina in cartonato rivestito da tessuto bordeaux con incisioni dorate. W H Chamberlin, Storia della rivoluzione russa (vol. I e II), Giulio Einaudi Editore, 1942, Torino. Purtroppo è una seconda edizione. Sulla prima pagina, a matita, c’è la scritta: Aldo Benozzi (credo) luglio 1947. Che fosse il proprietario originale di questi due volumi? Può essere, poiché ricordo di averli comprati in una delle tante bancarelle che spiccavano un tempo nel centro di Torino. Oggi non ci sono più. O quasi…

Poi ho tutta una serie di volumi economici dei tascabili Newton (4900 lire…) con titoli del tipo: Dizionario delle battaglie, oppure Dizionario di mitologia greca e romana, o ancora Gli imperatori romani, La civiltà del rinascimento in Italia, ecc. Tutti volumi di poco conto, se confrontati agli altri, ma che da ragazzo mi divertivo a leggere.

Infine, lasciato per ultimo perché è un’acquisizione universitaria, Johan Huizinga, Autunno del Medioevo, Biblioteca Universale Rizzoli, 1997, Milano, terza edizione. Copertina in cartonato semplice stampato a lucido. Un saggio davvero valido sul Rinascimento in Europa.

Qualche anno fa, ne saranno passati almeno cinque o dieci, vagando per il borgo medievale di Torino, nel parco del Valentino, mi sono imbattuto in questo libretto: Barbara Garofani e Ugo Gherner, Il cibo nel Medioevo, Quaderni del Borgo, 2005, Torino. Vi interessa qualche ricetta?

Continua…

30 Comments on “La mia libreria – parte I

  1. Permettimi di farti i complimenti, sia per l’idea (che sicuramente ti copierò ^_^) sia per i titoli, davvero eccezionali. Quel testo di Huizinga lo porto caro nel cuore, letto ed amato in un momento importante della mia vita, anche se in una edizione tascabile Newton!

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    • Davvero? Mi fa piacere. Pensavo d’essere l’unico ad averlo letto… Mi fu assegnato all’Università di Torino per un corso in storia dell’arte che adesso non ricordo più. Purtroppo non ho mai apprezzato l’arte figurativa. Ma Huizinga va ben oltre, il suo saggio ha un peso fondamentale, soprattutto per riuscire a decrifrare un periodo così importante per la nostra penisola. 🙂

      P.S. mi hai incuriosito, cos’è successo in quel momento importante? Sai che noi scrittori sbaviamo per cose del genere… 😉

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      • Uh, storia dell’arte? Mi fa piacere che Huizinga sia un “multi-uso” ma in effetti a me lo consigliò una prof di italiano proprio per capire il modo di pensare medievale. In realtà non era un libro di testo, andavo malissimo e per cercare di ingraziarmi la professoressa appena quel libro uscì in edicola a 3000 lire lo comprai con intenti volgarmente “lecchini”. Qualche anno dopo, finito l’orrore lovecraftiano della scuola, ripresi in mano quel testo e me ne innamorai alla prima pagina: l’ho letto nell’agosto del ’98, proprio durante la fine di un amore, quando cerchi di rimettere insieme i cocci. Huizinga ha saputo aiutarmi a scegliere i cocci migliori e ha riempito di meraviglia il gran vuoto che sentivo dentro: cosa si può chiedere di più a un libro? ^_^

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        • Bello, grazie per averlo condiviso. Anch’io credo di averlo letto nel ’98, o forse l’anno prima. Non ricordo bene, ma ricordo benissimo di averlo pagato tra le trenta e le quaranta mila lire… è_é Maledette librerie universitarie… -.-‘

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          • Credo che dal ’98 sei la prima persona che mi cita Huizinga: se non condivido con te, con chi potrei farlo? 😛
            Ecco perché nei primi anni Novanta la Newton ha avuto un successo travolgente, perché portò in edicola a prezzi bassissimi dei saggi che altrove pagavi a caro prezzo. “L’autunno del Medioevo” arrivò in edicola nell’aprile del 1992 e, leggo dalla copertina, costava 3.900 lire!
            Ricordo che in quel periodo consigliai ad una compagna di liceo la Storia della letteratura italiana di De Sanctis che consideravo molto bella (anche perché spiegava molto meglio della terribile prof che avevamo!) ma dimenticai di specificare che la trovava per la Newton a forse 5.000 lire: la comprò in libreria ad un prezzo altissimo!

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            • Anch’io ho studiato sul De Sanctis! Wow, che ricordi… Certo, anch’io come la tua amica mi feci fregare e lo comprai a un prezzo che non ricordo, ma che non era per nulla basso.

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  2. A me le vieni a raccontare queste cose? 😀
    Io ho iniziato quest’anno 3 collezioni:
    – Topolino Story (seconda collezione, la prima arrivava al 1978, questa parte dal ’79)
    – IL MEDIOEVO a cura di Umberto Eco
    – Le avventure di Arsène Lupin.

    I libri di storia piacciono molto anche a me. Sogno di avere una libreria coi libri tutti ordinati per genere 🙂

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    • Un giorno, anni fa, in un raptus di catalogazione folle iniziai a stilare le categorie e sottocategorie della saggistica con cui volevo ordinare i libri in casa: la follia mi portò in pratica ad assegnare una categoria a libro! Archeologia, Antropologia, Paleoantropologia, Etologia, Etnologia, Paleoetnologia… Ok, la cosa mi ha preso un po’ la mano: saggistica da una parte, narrativa dall’altra 😀

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      • Direi che è una follia così 🙂
        Però, sì, anche nella saggistica ci sono i generi, ma io dividerei per periodo storico (saggi su Roma antica, Medioevo, Guerre mondiali, ecc.) o per argomento (sociologia, marketing, ecc.).

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    • Anch’io ho questa ambizione, ma che cavolo di faticaccia però! E, soprattutto, quanto spazio che serve… -_-
      Anch’io ho una piccolissima collezione di fumetti, benché non possa affatto definirmi un intenditore del genere, ma ne parlerò più avanti. 😉

      P.S. il medioevo, come periodo vero e proprio, un po’ mi manca, ma c’è un motivo voluto per questo. Appassionato come sono di età Romana, il Medioevo rappresenta per me una sorta di fallimento. Fallimento della civiltà romana, ma anche per l’umanità (almeno occidentale) in generale. Certo, è stato necessario visto che ha fatto di noi quello che siamo oggi, ma tendo sempre a evitarlo un po’ come periodo.

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      • Quello che siamo ora a me non piace per niente 🙂
        Il Medioevo mi affascina per i costumi e tutto lo scenario, anche se non per la gestione della politica. Sul fallimento hai ragione, prima eravamo padroni del mondo, ora siamo schiavi di chiunque.

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        • Poi quella Romana, almeno nell’età repubblicana, era una bella civiltà. Per i canoni dell’epoca era molto democratica. Dei romani si ricordano solo i gladiatori, gli schiavi, le stragi, ecc., ma non si ricorda invece la genialità politica e militare, la distribuzione gratuita del pane a tutti i cittadini, la grandiosità dell’architettura, l’acume della filosofia (in buona parte greca), la tolleranza religiosa e culturale… Insomma, era una civiltà molto avanzata.

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  3. Ok, la domanda di rito la devo fare:
    la foto in copertina è la tua biblioteca privata?
    Se sì, sappi che ti sto inviando tantissimo! Vorrei aggiungere altri scaffali alla mia e sfruttare lo spazio aereo della camera, ma i miei non sono d’accordo… Dove li metto tutti i miei libri? Lo sento fra poco mi buttano fuori di casa!

    Tralasciando le mie paturnie, io posseggo biografie di artisti contemporanei e no, saggistica sulla bellezza (qualche titolo di Umberto Eco), filosofia in genere (odiata dal profondo) teorie e approfondimenti sull’estetica, sogni, interpretazione dei sogni, libri di storia dell’arte (tanti, troppi), narrativa e fumetti (anche se non ne ho tanti).

    Avevo pensato anch’io di fare una bella catalogazione dei libri che posseggo e anche di quelli che ho solo letto e preso in prestito!

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      • Ma è stupenda! Per me è ordinata… evito di fare una fotografia a quella che dovrebbe essere la mia di libreria… a parte che ho pezzi ovunque… perciò 😛

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  4. Domanda, quanti anni avevi quando leggevi questi testi? Ne conosco alcuni e se non ricordo male sono abbastanza tosti, per quanto indubbiamente ben scritti e documentati.
    Intanto in bocca al lupo per il termine dei lavori, mi sa che ne hai bisogno 🙂

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    • Ne avrò certamente bisogno. 🙂
      Quando la mania di accumulare (e leggere) tomi come questi mi ha colto, avevo più o meno dai 17 ai 25 anni. Poi mi sono un po’ stufato di girare per i mercatini e le bancarelle. Inoltre, adesso, sto leggendo più narrativa e i libri di narrativa li trovi sempre con copertine in cartoncino stampato a lucido, magari di terza o quarta edizione… Insomma, non ne vale più la pena. E poi mi è venuta questa bizzarra idea di scriverli anch’io, i libri, quindi non ho più tempo.

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  5. Che bel post! Personale e divulgativo allo stesso tempo. Io ho davvero molti libri, ma niente del genere! Mi viene voglia di partire alla ricerca di nuovi volumi per arricchire i miei scaffali…

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    • Ciao Kinsy, benvenuta nel mio blog. Grazie. 🙂

      Be’ anch’io ho un sacco di romanzi che, come “oggetti” da collezionismo, valgono poco, ma il valore di un libro sta nel suo contenuto, giusto? 😉

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  6. Pingback: La mia libreria – parte II | Salvatore Anfuso – il blog

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