Tag: Racconto

Sucamele


Di lei non ricordo nulla. Guardo le fotografie e riconosco nei suoi lineamenti, nei suoi occhi, nella forma della sua bocca me stessa. Mi dissero che si chiamava Antonietta. Per me è solo una sconosciuta che mi assomiglia. Ne provo un grande trasporto però. Un affetto di cui non comprendo l’origine. Era una donna bella, mia madre. Era una donna raffinata, elegante, emancipata. Era una donna solenne. Avrei voluto conoscerla.

… continua sul numero 015/2016 di Confidenze

Un’estate meravigliosa


“Le mie prime mestruazioni si sono presentate inattese e silenziose in un assolato pomeriggio di fine luglio. Era l’82. Faceva un gran caldo. L’aria era tersa e immota. Il sole batteva con tanta forza sulla sabbia della riviera romagnola da costringere noi bambini, nelle ore centrali del giorno, a nasconderci sotto l’ombra stentata dei pini mediterranei. Questi se ne stavano allineati come soldatini ai margini della spiaggia. Il suolo era un tappeto di aghi. Camminarci a piedi nudi era un dolce supplizio. Quando la spiaggia diventava impossibile, era lì che la nostra comitiva si rifugiava. Ci divertivamo scorrazzando, vivendo alla giornata, seguendo regole non scritte che ci governavano. E io ero la più scapestrata della banda. A guardarmi, non l’avreste detto che ero una bambina.”
… continua sul numero 12/2016 di Confidenze.

La Stanza


C’era questa porta, ok? Piazzata nel mezzo del nulla, su un edificio basso di mattoni; in una delle peggiori zone di Torino: tra Porta Palazzo, che non è neanche tanto male, e lungo Dora Napoli, alle spalle del budello del Balôn; dove si sono andati a ficcare tutti ‘sti senegalesi, peruviani, marocchini, tunisini, eccetera; ma in giro non c’era nessuno. Non si vedeva anima viva. Niente di niente. E sì che era la vigilia di Capodanno, ma quello è un quartiere popolare.