Lettura & scrittura, bilancio 2014


2014

…quando si tirano le somme

Anche per me, come per molti di voi, è arrivato il momento di fare un bilancio di questo 2014. In prima battuta, la prima cosa che mi viene da dire, se dovessi esprimere un parere sull’anno quasi trascorso, direi che è stato pieno… soddisfacente.

Ho ripreso a scrivere con un buon ritmo, ho riacquistato lo smalto perduto e sono perfino riuscito a superare i miei vecchi limiti. Ho letto molto e scritto molto. Ho aperto questo blog, che mi ha permesso di conoscere tutti voi, e che ha contribuito a dare disciplina alla mia scrittura. Ho scritto molti racconti, di alcuni vado addirittura fiero.

Diversamente dall’anno passato, non ho partecipato a molti concorsi letterari. Non ho avuto tempo, né testa. I pochi, tuttavia, non sono andati granché bene; mi sono piazzato quasi sempre però. Ho fatto letture interessanti e a giudicare dal numero, benché non mi possa definire un lettore forte, ho letto più degli anni passati.

Per questo bilancio, ho pensato di dare un’occhiata ai libri che ho letto e ai racconti che ho scritto. Vi va di guardarlo assieme a me?

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Sophya


Sophya di notte sotto la neve

Lo stomaco brontolò.

Strano, – pensò Sophya, – lo fa solo quando penso alla parola: cibo.

Lo fece di nuovo.

Chissà se le due cose sono collegate? – si chiese.

In accordo con i pensieri, lo stomaco brontolò per la terza volta.

Seduta su una panchina di legno, di quelle molto vecchie, in un angoletto carino di una via stretta, Sophya osservava curiosa i passanti. Andavano tutti molto di fretta. Alcuni erano carichi di borse. Altri, infreddoliti, si infilavano rapidamente nei negozi, lasciandosi alle spalle solo uno sbuffo di vapore.

La via aveva una pavimentazione in acciottolato e le case attorno indossavano ancora facciate di mattoni. Festoni luminosi addobbavano la strada collegandosi, per tutta la via, da un palazzo a quello di fronte e molti negozietti, eleganti e ben arredati, si affacciavano in fila. Al loro interno, calde luci gialle mettevano in risalto la mercanzia esposta.

Sophya si scaldava alla sensazione di calore che quelle luci le trasmettevano. Immaginava se stessa entrare in uno di quei negozi. Vestita bene e senza l’intenzione di rubare. Magari… mano nella mano con una mamma. Non per forza la propria, che neanche ricordava, ma una che non fosse solo frutto della propria immaginazione.

Con uno sbuffo allontanò quel pensiero da sé. Poi guardò la nuvoletta di vapore dileguarsi in fretta nell’aria. Quindi si lisciò il cappotto, troppo ampio e logoro, e se lo strinse maggiormente sul petto, vicino alla gola. Dall’alto, qualche pennacchio bianco iniziava a cadere in modo disordinato, qui e là.

Sophya alzò gli occhi per valutare la situazione. Erano pochi al momento, ma il colore eburneo del cielo non prometteva niente di buono. Poi vide un ciuffo di neve avvicinarsi leggero al suo viso. Tirò fuori la lingua e il fiocco ci si posò sopra. Resistette qualche attimo prima di sciogliersi. In risposta, il suo stomaco, brontolò ancora.

Nell’edificio di fronte, dal negozio di dolciumi, si aprì una porta e ne uscì un uomo. Con passo calmo, l’uomo, si diresse proprio verso di lei. Con diffidenza, Sophya, lo osservò avvicinarsi. Aveva più o meno una cinquantina d’anni, era alto e magro, e  indossava abiti di buona fattura. I capelli, un po’ stempiati ma ancora scuri, erano pettinati con la riga di lato. Sul viso, un paio di occhiali dalla montatura sottile e dorata, davano all’uomo un’aria distinta.

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Il Natale, quando arriva, arriva!


Natale in famiglia

…quando la solitudine è un’idea

Anche quest’anno è giunto il Natale e come recita un vecchio spot pubblicitario: “il Natale, quando arriva, arriva!”. Ho sempre trovato molto azzeccata questa battuta. È un po’ come dire che il Natale, tuo malgrado, arriva comunque. Non ci puoi fare niente. Non basta imbullonare le lancette dell’orologio; non basta strappare il mese di dicembre, dal calendario, quando è ancora gennaio; non basta nemmeno fuggire, senza valige per non dare nell’occhio, imbarcandosi sul primo mercantile che parte. Il Natale, ovunque siate, vi raggiunge.

«Ragazzo mio, che hai contro il Natale? Che t’ha fatto?».

Vecchio mio, metti giù per un attimo quella fetta di panettone e siedi tranquillo, te lo spiego. Dunque, avevo più o meno pochi anni di vita…

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Libri da Autogrill, sotto Natale


Libri da Autogrill

…quando mi fermai in Dicembre

Quando viaggi ti può capitare di avere sete, sonno, fame, bisogni corporali di vario tipo o, semplicemente, il desiderio di alzare il sedere dal sedile e sgranchire le gambe. Quando viaggi in autostrada l’unico modo per soddisfare questi bisogni è fermarsi in un Autogrill.

Gli Autogrill sono luoghi democratici, dentro trovi tutta la società nelle sue diverse sfaccettature: il camionista e il poliziotto, l’operaio e l’industriale, il rappresentante e il manager, il tifoso e il calciatore, la prostituta e la suora, lo studente e il professore. L’Autogrill è un pezzo di Paese che viaggia e si raccoglie in un luogo, senza distinzioni di razza, religione, sesso o fede politica.

Negli Autogrill trovi di tutto. Non solo persone, ma anche e soprattutto prodotti. Fra questi, un oggetto che non manca mai è il libro. Ma non un libro qualsiasi: un libro da Autogrill!

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Se siete scrittori, smanierete sostenere…


simpatico svago

…superbi scritti scanditi sottilmente.

Se state scorrendo siffatto stelloncino suppongo sappiate stimare sinuosi scritti spartiti secondo savi scopi sostenuti, soprattutto, senza superbia.

Sappiate sostituire sostantivi senza sostanza solamente se saggiamente selezionati, scegliendoli sopra singole sottese smanie.

Sappiate stabilire soggetti straordinari sinceramente sospinti su scopi solari, senza sciupare scoraggianti sfumature.

Solo scegliendo sagacemente sontuosi sinonimi saprete sperimentare simboliche sfide, senza sentirvi scadenti scrittori.

Se state scrivendo senza sistema, suggerisco scomporre sensatezze senza senso somministrando soppesate sottigliezze.

Sappiate soprattutto scrivere sostenendo soluzioni scandite secondo sagace sensibilità, se sfigurare sarete smaniosi sfuggire.

Sospinto sinceramente secondo supremo scopo sopraggiungo servilmente scarna soluzione.

Saluti.

S.S. (Successivamente Scritto) Simpatico svago sottratto senza sostegno: da dove sto scrivendo

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