Due chiacchiere davanti a un caffè con Linda Rando


Linda-Rando

“Ma finalmente aveva capito. Era, si disse, la differenza fra l’essere trascinato nell’arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell’arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch’io – pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio – e lo sapevano anche i miei genitori – che c’era tutta la differenza del mondo.”

J. K. Rowling – Harry Potter

…dieci domande per conoscerla meglio

Alcune persone attirano la nostra attenzione. Succede. Può capitare nella quotidianità, sui rotocalchi, in televisione, oppure su internet come nel nostro caso. Sono persone come altre, ma diversamente da altre hanno qualcosa di speciale da dire. Glielo leggi negli occhi o nei post. Spesso la possibilità di conoscerle meglio non si presenta. Qualche volta però un caffè virtuale e qualche domanda amichevole possono essere di aiuto.

Per questo terzo appuntamento con la rubrica del lunedì: “Due chiacchiere davanti a un caffè con…”, ho invitato Linda Rando, responsabile e ideatrice di Writer’s Dream. Se siete degli aspiranti scrittori, non potete non conoscere questo forum. In pochi anni è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che si approcciano al mestiere della scrittura, per coloro che hanno già pubblicato alcuni libri, ma anche per chi non ha intenzione di fare della passione per la scrittura un lavoro, ma ama comunque scrivere.

Il WD, com’è chiamato in gergo dalla comunità che lo frequenta, ha il merito e l’onere di aver raccolto le Case Editrici italiane in un elenco diviso, non per dimensioni, ma per merito. Qual è la discriminante? Be’, semplice: alcune Case Editrici pubblicano chi è valido (anche gli esordienti) senza pretendere denaro, altre invece chiedono in cambio dei soldi. Potete immaginare da soli quanto poco siano state felici di questa iniziativa.

Il WD porta avanti da anni una vera e propria battaglia contro l’editoria a pagamento (EAP) e contro tutti quegli atteggiamenti che di imprenditoriale non hanno nulla. Battaglia che personalmente appoggio. Ammiro il coraggio che si nasconde nel petto di questa giovanissima. Adesso, però, smetto di elogiarla e vi lascio alle dieci domande. Buona lettura.

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La forme impossibili delle librerie


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Le vite che ho vissuto

Non so voi, ma per me un libro ha sia un valore intrinseco: storie, informazioni, concetti, parole; sia un valore autonomo: come oggetto. Di per sé, infatti, il libro è un bell’oggetto. Ha una sua consistenza, una sua dignità, una sua estetica: il colore dei dossi, le immagini sulle copertine, la forma, lo spessore, la qualità della carta e il tipo di rilegatura, i caratteri… Tutte queste cose concorrono a formare l’oggetto libro.

Tanti libri messi insieme, poi, formano una libreria. Le librerie posso avere aspetti molto diversi. Possono essere un caotico e colorato guazzabuglio di copertine cartonate. Oppure una nobile e alterca collezione di dossi in pelle con incisioni dorate. O, ancora, un ordinato e saccente agglomerato di dotti saggi monocromatici.

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Come diventare scrittori in cinque passi


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…quando il percorso conta più del risultato

Come per tutte le arti, scrivere non è un’impresa facile né scontata. In qualche momento della vostra vita potreste aver pensato che chiunque può farlo, in fondo impariamo a scrivere e leggere in prima elementare, ma non è così. Uno scrittore inventa mondi, dà vita a personaggi, crea intrecci e fa tutto questo da solo. Personalmente sono sempre stato convinto che scrittori si nasca, non si diventi.

Tuttavia, anche se scrittori lo siete nati, non basta mettersi davanti al monitor di un computer, nel silenzio del proprio appartamento, e battere sui tasti per dimostrarlo. Mi piacerebbe, ma non è così semplice. Esistono dei passi che possono permettere a un autore in erba di evolversi fino a diventare quello che è predestinato a essere, senza i quali però non lo sarà mai comunque.

Cinque. Sono solo cinque i passi che vi servono per diventare uno scrittore. Ecco quali sono:

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La ricerca del libro perfetto


 

La ricerca del libro perfetto

 

…quando esigenza di scrivere e onestà coincidono

Una settimana fa ho scritto un guest post per Pennablu. Ho parlato dell’incapacità di riuscire a portare a termine un manoscritto e della paura di raggiungere il successo, a mio modo di vedere una delle cause frenanti. Fra i molti commenti ricevuti, uno ha attirato la mia attenzione. A esso è dedicato questo post.

Scrivere Guest post

Uno dei motivi per cui scrivo guest post è che si incontrano un sacco di persone nuove. Un sacco di idee che da solo non avrei mai avuto. Idee preziose, in grado di farmi vedere l’argomento da una prospettiva diversa. A tutti loro, ai lettori che hanno voluto contribuire commentando il post, dedico questo articolo. Ma fra tutti loro, però, c’è stata una lettrice che ha voluto dire la sua e l’ha fatto con forza. Con così tanta forza da farmi ragionare. La ricerca del libro perfetto, questo post, ne è il risultato.

Il manoscritto nel cassetto fa la muffa

Questo era il titolo del Guest post. Chi non ha un manoscritto nel cassetto che fa la muffa? Io ne ho ben sette e sto scrivendo l’ottavo che, spero, non finirà in mezzo a tutti gli altri. Facendo il venditore, anni fa ho seguito un corso. Lì dicevano che il commerciale che non vende lo fa perché ha paura di avere successo. Il motivo per cui non terminiamo mai quello che iniziamo a scrivere, secondo me, è proprio questa paura. Sembra assurdo, ma ha una sua logica.

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Il vuoto dentro


“Addormentarmi. Questo, amico mio, è il vero terrore.”

Salvatore Anfuso – Il vuoto dentro

 

Racconto breve

 

Il Vuoto Dentro

 

Non dormo da giorni. Attendo, fissando la porta. Ho trascinato la poltrona qui davanti, ci sto accosciato sopra. A farmi compagnia solo una rabbia infiammata dalla paura, una tazza di caffè amaro e un fucile carico come i miei nervi stanchi.

Aspetto con le orecchie tese, ma gli unici rumori sono quelli prodotti da una goccia d’acqua che si infrange ripetutamente sul fondo del lavabo e dalle lancette di un orologio a parete. Per il resto, solo il vuoto.

Ho preso l’abitudine di lasciare la televisione accesa, per compagnia, ma hanno smesso da un pezzo di trasmettere programmi. Adesso ci sono solo bande grigie e nere che si alternano tremolando. La radio trasmette un fischio lungo, fastidioso, interrotto a volte da alcune scariche gracchianti che almeno hanno il merito di aggiungere varietà alla monotonia. Ho alcuni vecchi dischi. Potrei farli girare un po’, ma preferisco evitare. Ho paura che la musica mi faccia addormentare, trascinandomi nei ricordi.

Addormentarmi. Questo, amico mio, è il vero terrore. Non devo assolutamente farlo! Verranno a prendermi, lo so, ma troveranno un uomo pronto questa volta. Gli altri, sono stati colti di sorpresa. I miei amici, i miei vicini, mia moglie, perfino, e i miei figli… Non ero preparato. Ma adesso sì. Gli farò trovare la canna del mio fucile puntata contro.

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