Il vero padrone del mondo


Il vero padrone del mondo-copertina

La realtà è una menzogna. La storia com’è raccontata è una barzelletta. Il mondo conosciuto finora volge al termine. La parabola umana è al suo apice: da qui in avanti non può che accartocciarsi su se stessa.

A pensarlo non è un uomo qualunque. Non è nemmeno un complottista reazionario. A pensarlo è il vero padrone del mondo.

Per mimetizzarsi, nascondendo se stesso al resto dell’umanità, ha assunto l’identità di un patetico e insignificante spazzino. Gira in ape, impugna una scopa di saggina e veste in tuta blu. Indossa perfino un cappellino con visiera. Gli piace fingersi spazzino. Spazzare la strada lo soddisfa in un modo molto concreto. Tutt’altra cosa rispetto alle lunghe ed estenuanti trame che è costretto a ordire.

Continua a leggere

Come fare una scaletta per il tuo romanzo


scaletta-romanzo

…quando scrivere è ispirazione e metodo assieme

Ho sempre scritto di getto e prediligo questo all’estrema razionalizzazione di una storia. Ci sono scrittori che fanno scalette concettuali anche dei singoli paragrafi; non io. La scrittura per me è un atto di supremazia creativa, un’esplosione di idee, un fiume di parole che si riversa dalla mente allo schermo. Dopo sette manoscritti abbandonati però, ho capito che un simile criterio può andare bene per una scrittura breve o estemporanea (come un racconto, ad esempio, o una singola scena). Non è, invece, ottimale per scrivere un intero romanzo. Il romanzo è un progetto lungo, va curato bene.

A causa dei miei errori e fallimenti, o grazie a essi, ho elaborato un sistema di lavoro, uno schema, che sto tuttora adoperando per il mio attuale progetto. Quello ambientato in America, ricordate? Bene, ve ne voglio svelare i segreti, poiché l’argomento di questo post è: la scaletta.

Continua a leggere

Dipendenza da scrittura


ossessione-scrittura

…quando scrivere è un ossessione

Rispondo al post di Grazia, Scrittori sull’attenti, del 3 dicembre scorso. Come sapete sono un uomo pigro, ma molto disciplinato. Mi sveglio tutte le mattine (notti…) alle tre e lo faccio per scrivere il mio romanzo o i vari racconti che produco. Nel week end mi costringo a non scrivere narrativa, ispirazione o meno, e ne approfitto invece per dormire di più, leggere di più e produrre i tre post che pubblicherò nel mio blog la settimana successiva, secondo le scadenze abituali.

Quello che non condivido del post di Grazia, anche se sono sicuro che lei non la pensi così e che la mia sia solo una libera interpretazione di quanto ha scritto, è l’idea “sottintesa” che la scrittura vada auto-imposta. Mi spiegherò meglio. Grazia è un’amica, le voglio bene, e scrive divinamente anche, ma la scrittura non può essere imposta, la scrittura è ossessione. Questo, infatti, è l’argomento del post.

Continua a leggere

Statistiche e cigni neri


cigno-nero

…quando i libri hanno le ali

Per una volta non parlerò di scrittura, di racconti o di libri; si avvicina Natale e gli argomenti tendono per forza a diventare più leggeri e spensierati. Non nel mio blog però, quanto state per leggere, infatti, sconvolgerà le vostre ingenue esistenze. L’argomento di questo post è: le statistiche. «Sei diventato matto, ragazzo, che diamine sarebbe una statistica?». È proprio questa la domanda giusta, vecchio mio.

Continua a leggere

Scrivi ciò che ti piace leggere


Thomas Mann

…quando la scrittura è catartica

Scrivere romanzi è come andare al ristorante: alcuni dopo aver ordinato hanno sempre la sensazione di aver scelto le portate sbagliate; altri, invece, semplicemente si limitano a scegliere ciò che gli piace senza porsi il problema. Al ristorante io rientro nella seconda tipologia e, diversamente dalla mia compagna, non ho mai la sensazione di aver fatto pessime scelte. Nella scrittura di romanzi, ma non di racconti, invece non è così. Forse è per questo che ho abbandonato la stesura di ben sette (otto…) manoscritti, quasi sempre a metà dell’opera?

Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: