Storie brevi

Perché scrivere un racconto al posto di un romanzo?

Mi trovavo nel solito bar per pranzare, quello sotto l’ufficio. Era uscito da poco su Confidenze La grande nevicata. Servendomi il pranzo e approfittando della familiarità, la cameriera che lavora lì mi si fece vicina e mi disse: «Ieri sono andata su internet per cercare il tuo racconto, ma ho trovato un romanzo scritto da qualcun altro…». Gliene avevo accennato distrattamente la settimana prima; con lei non corro il pericolo d’apparire vanesio. Per qualche istante la fissai immobile, senza riuscire davvero a comprendere quello che mi stava dicendo. Poi… poi ho capito.

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Escher-Three-Spheres-II

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Il sostantivo è stato l’argomento dello scorso mini-ripasso. Abbiamo visto cos’è e come si forma un nome; abbiamo visto che il sostantivo è un elemento grammaticale variabile, perché il suffisso può flettersi per accordarsi al numero e al genere, operazione necessaria per la coerenza sintattica della frase. Il discorso è lungo e non può essere esaurito in un solo articolo. Oggi parleremo della distinzione di genere.

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Guest-Post

Un guest post di Alessio Montagner

Voglio partire col tanto vilipeso Croce:

“Una celebre sentenza, dovuta a un critico inglese e passata ormai nel numero delle formulette giornalistiche, afferma che ‘tutte le arti tendono alla condizione della musica’; e bisognerebbe dire più esattamente, che tutte le arti sono musica, se per tal modo si vuol dare risalto alla genesi sentimentale delle immagini artistiche, escludendo dal loro novero quelle meccanicamente costruite o realisticamente pesanti.

[…]

…vale a dire, è infondata qualsiasi teoria della divisione delle arti. Il genere o la classe è, in questo caso, uno solo, l‘arte stessa o intuizione, laddove le singole opere d’arte sono poi infinite: tutte originali, ciascuna intraducibile nell’altra (poiché tradurre, tradurre con artistica vena, è creare una nuova opera d’arte), ciascuna indomita dall’intelletto.”

(Benedetto Croce, Breviario di estetica, Adelphi, 1990)

Croce ovviamente esagera, ed è troppo frainteso nell’uso di termini come “intuizione”. Ma quel che mi interessa è riconoscere questa altra cosa: che la creazione artistica parte in modo indipendente dal mezzo che si userà per esprimersi: parte cioè, dico io, come una necessità espressiva di tipo intellettuale, come la necessità di esprimere un concetto o un sentimento, esprimibile sotto la forma di una immagine, di una catena di suoni, di una serie di eventi, di un insieme di movimenti corporei, eccetera.

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