Un'estate meravigliosa

Questa settimana in edicola

“Le mie prime mestruazioni si sono presentate inattese e silenziose in un assolato pomeriggio di fine luglio. Era l’82. Faceva un gran caldo. L’aria era tersa e immota. Il sole batteva con tanta forza sulla sabbia della riviera romagnola da costringere noi bambini, nelle ore centrali del giorno, a nasconderci sotto l’ombra stentata dei pini mediterranei. Questi se ne stavano allineati come soldatini ai margini della spiaggia. Il suolo era un tappeto di aghi. Camminarci a piedi nudi era un dolce supplizio. Quando la spiaggia diventava impossibile, era lì che la nostra comitiva si rifugiava. Ci divertivamo scorrazzando, vivendo alla giornata, seguendo regole non scritte che ci governavano. E io ero la più scapestrata della banda. A guardarmi, non l’avreste detto che ero una bambina.

L’anno prima, quando i seni avevano cominciato a puntare la maglietta, mia madre del costume mi aveva costretta a indossare il pezzo di sopra. In genere quando ero al mare me ne andavo in giro a petto nudo, assolutamente indifferente a quello che gli adulti ne potessero pensare. E avrei continuato volentieri così, se non fosse stato per mia madre. Ciò che odiavo di quella fascia non era il fatto che mi cingesse il torace dandomi l’impressione di soffocare, ero snella come un chiodo a quel tempo; odiavo quella fascia perché sottolineava la mia femminilità, distinguendomi dagli altri ragazzini. “Una femmina”, era l’espressione che più odiavo sentire. Dovetti fare a botte un paio di volte per ristabilire la gerarchia della banda.”

… continua sul numero 12/2016 di Confidenze.

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P.S. Anche questa volta, nel blog di Confidenze, trovate una bella introduzione al racconto a cura di Valeria Camagni.


6 domande frequenti sul corretto uso della virgola

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Come si usa la virgola?

Sul corretto uso della virgola spesso si possiedono idee confuse. L’ambiguità di utilizzo è dovuta a molteplici cause; in particolare all’abitudine di far corrispondere questo segno grafico con le pause di lettura, quelle che vengono naturali prendendo fiato mentre si legge a voce alta. C’è, inoltre, una tendenza, contemporanea, a usare la virgola per mettere in rilievo alcuni elementi del discorso, indipendentemente, dalla loro relazione sintattica con il resto della frase…

Alcuni dubbi sono più diffusi di altri. Prendendo l’idea dal saggio di Bice Mortara Garavelli, Prontuario di punteggiatura, ho pensato di raccogliere le domande più frequenti sul corretto uso della virgola in un breve elenco numerato. Naturalmente tentando di darne anche le risposte.


Edward Hopper - gas

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Nel precedente mini-ripasso abbiamo visto come si forma il plurale. Ci siamo però lasciati alle spalle un certo numero di eccezioni, di forme anomale, di plurali doppi come: ginocchi/ginocchia e diti/dita; eccezioni che sonderemo in questo articolo.

Nomi con doppio plurale

Come dicevamo la volta scorsa, alcuni sostantivi maschili con desinenza in –o hanno al plurale un’uscita femminile in –a (uovo, singolare maschile / uova, plurale femminile). Un numero consistente di sostantivi maschili con desinenza in –o, ci dice il Serianni, ha al plurale una doppia uscita: maschile in –i e femminile in –a. Nella maggior parte dei casi a questa differenza di terminazione corrisponde una sensibile differenza di significato.


Maurizio Ferraris

Allo scrittore è utile la filosofia?

Il 24 agosto 2006 un concilio di astronomi ha deciso di declassare Plutone a livello di pianeta nano. Il motivo di questa scelta è che nel frattempo, essendo progrediti gli strumenti utilizzati per indagare lo spazio e di conseguenza la conoscenza stessa di esso, si è scoperto l’esistenza di molti altri oggetti di dimensioni analoghe a quelle di Plutone. Piuttosto che promuovere questi a pianeti, gli astronomi hanno preferito declassare Plutone. Ora, questa premessa serve a porci un interrogativo utile, ritengo, alla nostra discussione: in quel frangente, gli astronomi, si sono comportati come scienziati o hanno adottato gli strumenti tipici della filosofia, per decidere quale fosse l’approccio concettuale più corretto?


Edward Hopper

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Nei precedenti mini-ripassi abbiamo parlato del sostantivo, del genere, della formazione del femminile, del sessimo o presunto tale della lingua italiana – senza risparmiarci le polemiche legate a questo tema e senza la pretesa d’essere stati in merito esaustivi. Sulla formazione del femminile ci si potrebbe scrivere un libro. Ad esempio ho risparmiato di farvi notare come i nomi di genere comuni (quelli che non indicano una distinzione di genere) sono più spesso attribuiti ad animali selvatici (volpe, balena, giraffa, ecc.), ma non ad animali domestici o d’allevamento (gatto/gatta, gallo/gallina, toro/vacca). Ora ci lasciamo alle spalle il genere (anche se solo in apparenza) per affrontare un’altro argomento legato ai sostantivi: quello del plurale.