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Diario di un romanzo

*** Questo articolo è tratto dai miei appunti di “viaggio” sul romanzo in stesura. ***

Il concetto di viaggio, ci tengo a sottolinearlo, se associato alla figura del romanziere e alla stesura di un romanzo solo raramente riguarda una vera e propria escursione. In quel caso, di norma, si tratta di libri che hanno la forma dei diari di viaggio o guide turistiche. In tutti gli altri casi il viaggio è un volo pindarico alla scoperta del nucleo fondamentale di una storia, della sua vera essenza. Gli appunti che seguono sono molliche lungo il percorso.

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Affronto in questo articolo la questione legata alla formazione della famiglia, e il concetto di famiglia tradizionale messo ultimamente in discussione da una rivisitazione dei legami di parentela. Partirei dalle parole di due antropologi:


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Storie di dei e di nazioni

Figlia di Agenore, re di Tiro, per la propria bellezza Europa si guadagnò l’attenzione di Zeus, il quale, assunte le sembianze di un toro, la condusse sulla propria groppa fino all’isola di Creta. Lì, il signore dell’Olimpo, ripreso il suo aspetto di uomo dichiarò il suo amore a Europa, e assieme generarono tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamanto. Minosse, divenuto re di Creta, diede vita alla civiltà cretese: culla della civiltà europea. Da quel momento, tutte le terre poste a nord del Mediterraneo presero il nome di Europa.

Benché abitata da popoli anche molto diversi tra loro – per lingua, costumi, origine –, l’Europa ha un’indiscutibile tradizione culturale comune che nasce dalle menti dei filosofi greci, passa attraverso l’organizzazione militare e legislativa Romana, si esalta fluendo nel misticismo Cattolico, prosegue con l’Illuminismo francese e il Romanticismo tedesco, e sfocia nella cultura scientifica britannica: il mondo, senza l’Europa, non sarebbe come lo conosciamo oggi. E come la trattiamo noi, figli di quei miti, di quei pensatori, di quelle idee che ci hanno generato, noi, questa Europa?


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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Dal latino pronōmen [parte del discorso], che si colloca al posto di un nome, nella sintassi della frase il pronome fa le veci del sostantivo, eguagliandolo in genere e numero. Esso è una parte importante del discorso; se ben giostrato, è uno di quei coesivi che permettono di articolare frasi complesse in modo semplice e chiaro. Essere bravi a gestire i coesivi significa saper padroneggiare pienamente, da professionisti la propria lingua. Quindi su di loro mi dilungherò un po’ di più.


Tazza

Il lettore Beta è segretamente convinto di saper scrivere meglio di me. C’è un lettore Beta, e quindi un lettore Alfa. Il lettore Alfa prende tutte le decisioni. Il lettore Beta dà solo indicazioni. Il lettore Alfa segretamente odia il lettore Beta. Il lettore Beta ignora l’esistenza del lettore Alfa. Il lettore Alfa è a conoscenza del lettore Beta. Il lettore Beta segna le sue correzioni fra parentesi quadre in caratteri pigmentati corpo dieci. Io scrivo, senza parentesi, in caratteri neri corpo dodici. Il lettore Beta sottolinea la sua prostrazione in corpo dieci. Le indicazioni in corpo dieci mi sembrano più interessanti del corpo dodici. Il lettore Alfa non è della stessa opinione. Il lettore Beta non ne è a conoscenza. Il lettore Alfa non fa correzioni. Il lettore Alfa non fa correzioni di nessun tipo. Il lettore Alfa non legge quello che scrivo. Il lettore Beta, legge quello che scrivo. Il lettore Alfa legge solo le correzioni del lettore Beta. Il lettore Beta legge e corregge ciò che scrivo. Il lettore Alfa giudica e disapprova quel che scrive il lettore Beta. Il lettore Beta scrive, dunque.

All’apice del mio successo letterario, sono stato testimone di una clamorosa scoperta: ho compreso che non ho mai amato, e tuttora non amo, affatto scrivere.


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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Non ci si pensa mai, ma chi non è avvezzo alla scrittura è proprio sui numerali che coltiva i dubbi più grandi. Come si adoperano i numeri nel linguaggio scritto? Vediamolo.

Numerali

«In diversi casi lo statuto di un numerale è discutibile».

Jacqueline Brunet, Grammatica critica dell’italiano 4, 1981

Infatti la categoria dei numerali può comprendere: aggettivi («le sette meraviglie terrestri»), sostantivi («è uscito il sette sulla ruota di Cagliari»), pronomientrambi tacevano») [esempi del Serianni]. Ma cosa sono i numerali?

I numerali sono una parte del discorso atta a indicare una quantità, un rapporto, un valore numerico. Per semplicità si è soliti dividerli in gruppi: cardinali, ordinali, frazionari, moltiplicativi, sostantivi e aggettivi numerativi, distributivi. Vediamoli uno alla volta.