Interrogativi ed esclamativi
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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori
Riprendiamo il nostro tour grammaticale osservando le forme interrogative ed esclamative di pronomi e aggettivi. Essi servono a rivolgere, appunto, un’interrogazione o a esprimere un’esclamazione. Le interrogazioni possono essere dirette o indirette; le esclamazioni possono riguardare la qualità («quale libro preferisci?»), la quantità («quanta abbondanza!») o l’identità («Chi c’è stasera?») di un soggetto/oggetto.
| SINGOLARE | PLURALE | |||
| MASCHILE | FEMMINILE | MASCHILE | FEMMINILE | |
| AGG. | che | che | che | che |
| PRON. | chi | chi | chi | chi |
| PRON. | che, che cosa, cosa | |||
| AGG./PR.ME | quale | quale | quali | quali |
| AGG/PR.ME | quanto | quanta | quanti | quante |
La tabella è tratta dalla grammatica di Luca Serianni[1]. La caratteristica che accomuna queste forme è che tutte possono essere adoperate come soggetto, oggetto o complemento: «chi sei?», «che cercate?», «dimmi di quanto hai bisogno» [esempi del Serianni]. Chi, lo abbiamo già detto a proposito dei pronomi relativi, anche in questo ambito si riferisce solo a esseri animati; che (che cosa, cosa) ha valore neutro. Quale si può apocopare davanti a vocale o consonante, esattamente come nel caso dell’omonimo indefinito, ma «tranne poche espressioni cristallizzate (qual è, soprattutto), il troncamento avrebbe sapore letterario»[2]. Quanto può elidere davanti a vocale: «quant’è?».




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