Socing, bipensiero e neolingua

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Le spire del complottismo

«Nell’intero corso del tempo,
forse a partire dalla fine del Neolitico,
sono esistiti al mondo tre tipi di persone:
gli Alti, i Medi e i Bassi».

– Emmanuel Goldstein

Ricorderete certamente l’incipit di uno dei più famosi libri della teoria del complotto: Teoria e prassi del collettivismo oligarchico, di Emmanuel Goldstein. Ne parleremo meglio dopo. Per il momento voglio concentrarmi su altri due autori: George Orwell e David Icke. Nel suo celebre 1984, George Orwell ci presenta un mondo diviso in tre superpotenze continentali che si distinguono fra loro più dal nome e dai colori della bandiera che dai contenuti e dai mezzi di coercizione adottati per inibire le libertà individuali. Per spiegare i pericoli verso cui un mondo impazzito come il nostro potrebbe marciate in futuro, Orwell adopera tre parole: socing, bipensiero e neolingua.

Cos’è il socing? Secondo Orwell è una dottrina politico-sociale attraverso la quale si nega l’uguaglianza fra gli individui, si promuove un’organizzazione della società rigidamente piramidale e si annulla qualsiasi forma di libero pensiero. Sempre secondo Orwell, il socing è la naturale evoluzione del socialismo e di ogni movimento intellettuale e politico di sinistra. Il mondo, diceva Orwell nel 1949 – data di pubblicazione del romanzo, va verso una divisione geopolitica in tre superpotenze: l’Oceania, l’Eurasia e l’Eustasia. Tre continenti che si combattono senza prevalere mai, in una perenne guerra di confine, con risvolti a volte fortunati altre sfortunati, perché in fondo: «La guerra è pace».

Anche se forse il collegamento lo nobilita un po’, svilendo dall’altra parte un pilastro della letteratura mondiale, non possiamo evitare di tirare in causa l’erede di facto del cospirazionismo mondiale: David Icke. Rispetto a Orwell, Icke aggiunge un ulteriore tassello secondo me parecchio interessante: la direzione presa dal mondo non è naturale – come sosteneva Orwell, e quindi inevitabile – ma voluta e progettata. Certo Icke, dobbiamo ammetterlo, un po’ strano lo è, e quando gli si chiede chi muove le fila degli eventi, chi è tanto intelligente e lungimirante da progettare questa straordinaria truffa che stiamo vivendo, egli tira in causa i Rettiliani, la regina Elisabetta e una sfilza di star sotto mentita spoglia – ovvero alieni travestiti da umani.

Tuttavia, benché io non sia un fautore del cospirazionismo e non creda che ci sia al mondo qualcuno in grado di coordinare gli eventi così come vorrebbero farci credere, non si può negare che il denaro, ad esempio, non sia altro che una truffa perpetrata a danno dei più poveri, cioè della maggioranza. Si badi bene, una truffa che ha avuto e tuttora ha un senso e un utilità sociale. Senza il denaro a fare da motore non saremmo mai giunti sulla luna né avremmo mai tagliato i traguardi che negli ultimi due secoli hanno reso l’umanità quello che è. Tuttavia bisogna essere consapevoli del fatto che il denaro, in quanto tale, non è altro che un gioco di società non troppo diverso dal più semplice Monopoli. Domandatevi, ad esempio, cosa ve ne fareste di una cassa zeppa di banconote da 500 € soli su un isola deserta privati di acqua o cibo… La risposta è scontata.

Come sempre, si cede qualcosa per ottenerne un’altra. Così è se pensiamo alla società come a un’organizzazione politico-amministrativa. L’uomo, che per definizione nasce libero e dotato di libero arbitrio – a dirlo sono altri due libri: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la Bibbia – cede una parte della propria indipendenza per un corrispettivo altrettanto indispensabile: sicurezza, ordine e stabilità. Per avvantaggiarsi dei numerosi benefici derivanti dall’unirsi in gruppo, cioè in società, si cede un po’ di quei diritti inalienabili che sono propri dell’essere umano: libertà di pensiero, individualismo e felicità.

Non è forse questo l’inizio di una forma di socing? Se la società domina sull’individuo al punto che se si diventa semplici numeri, allora si può anche essere sacrificati sull’altare dell’interesse comune. Tuttavia, se un uomo nasce libero e si unisce in società per libera scelta, allora in qualsiasi momento dovrebbe poter decidere di abbandonarla e viverne al di fuori. Dove e come? Non c’è più spazio per fare l’eremita, e comunque non verrebbe permesso. Non è questo forse l’inizio del bipensiero? Credi di essere libero ma in realtà non lo sei, e non lo puoi neanche essere. Perfino le ribellioni non sono altro che tentativi pilotati di rovesciare un ordine precostituito con un altro. Per quanto riguarda la neolingua, fatevi un giro sui vari social network: la troverete.

Dunque aveva ragione Orwell? Le denunce di David Icke, per quanto fantasiose, hanno un fondo di verità? Quando mi capita di parlare di queste cose con uno della generazione di mio nonno, la risposta che inevitabilmente ricevo è: «Allora? È sempre stato così…» Lo sguardo inquisitore di chi osserva con poca pazienza un ingenuo mi infilza al terreno. La vecchia generazione lo sapeva che siamo vittime del nostro stesso sistema, e che le rivoluzioni sostituiscono solo un tiranno con un altro tiranno. L’uguaglianza? Una mera utopia che serve ad alimentare la corrente socialista. Forse anche le teorie cospirazioniste sono premeditate e hanno uno scopo… Dunque qual è allora la conclusione di tutto questo? Semplice, in questa vita c’è un’unica libertà possibile: ragionare con la propria testa.

P.S. Naturalmente non esiste alcun manuale di Teoria e prassi del collettivismo oligarchico, e neppure un Emmanuel Goldstein. È il modo in cui George Orwell in 1984 decide di dare una spiegazione e una forma a un certo tipo di pensiero: quello complottista. Il manuale di Goldstein, e il suo stesso autore, non sono altro che un’astuta invenzione di quella oligarchia che in 1984 tira le fila dell’ordine sociale. Lo scopo è quello di stanare tutti quegli individui che un giorno potrebbero diventare dei dissidenti. Come dire: anche il complottismo è pilotato. David Icke, purtroppo, invece esiste davvero.

46 Comments on “Socing, bipensiero e neolingua

  1. Visto che ti sei dato alla letteratura distopica ti consigli, se ancora non dovessi averli letti (la qual cosa devo dire sarebbe grave ma non insanabile):
    Il mondo nuovo di Huxley, ma sopratutto Ritorno al mondo nuovo che è un saggio e che ho trovato molto più interessante del romanzo (nomalmente vengono venduti in volume insieme). Huxley probabilmente aveva capito la società meglio di Orwel immaginando un mondo distopico che trae le sue origini dal capitalismo invece che dal socialismo.
    – l’intramontable Fahrenheit 451 che è probabilmente stato malinterpretato dai più, la chiave di lettura va ricercata nel concetto di “felicità”
    – e per finire il bellissimo racconto dell’ancella di Margaret Atwood, da poco uscito in ristampa grazie al successo della serie TV. Potrebbe apparire distopico, ma, dopo le elezioni americane, comincio ad avere qualche dubbio…

    Buona lettura o rilettura 😉

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    • Non mi sto dando alla letteratura distopica, anche se apprezzo sempre molto i consigli di lettura; sto facendo un discorso preciso sul cospirazionismo e la sua manipolazione. 🙂

      Per quanto riguarda il socialismo, non so in che epoca scriva o scrivesse Huxley (ma immagino sia più recente), ma nell’epoca di Orwell i regimi “comunitari” erano considerati possibile morbo di totalitarismo. Anche se poi la storia ha dimostrato che qualsiasi regime estremista può diventare autoritario e dispotico.

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  2. Per fortuna l’umanità non ha mai goduto di tanta libertà di quanto ne abbiamo oggi.
    Che duri nel futuro? Nessuno può dirlo. Le innovazioni tecnologiche stanno mutando radicalmente la società a un ritmo così forsennato che è impossibile stilare qualsiasi previsione.
    P.s. Dici: “L’uomo, che per definizione nasce libero e dotato di libero arbitrio” sei sicuro che una cosa del genere sia scritta o ricavabile da una interpretazione della Bibbia?

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    • Sei sicuro di essere libero? E cosa intendi per libertà?

      Il libero arbitrio credo sia un concetto prettamente cristiano… Che l’uomo nasca libero credo lo si trovi, invece, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Non posso però dire di esserne sicuro perché non sono andato a rileggermeli di proposito per scrivere questo post; sono reminiscenze scolastiche.

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      • Scusa il mio refuso precedente. Mannaggia, si dovrebbe rileggere sempre prima di premere il pulsantino.

        Se parliamo di cosa si intenda per libertà non ne usciamo più. Solleveremmo problemi che nemmeno i filosofi possono redimere. Però si può giudicare il grado di libertà attuale confrontandolo con il passato. E se valutiamo le libertà individuali di autodeterminazione, di impresa, di istruzione, di religione o di parola, nessuna epoca del passato è migliore della nostra. Se qualcuno sa indicarmi una data storica in cui c’era più libertà di adesso, sarei felice di ricredermi. Ma in qual caso deve dimostrarmela bene la storia, perché obiettivamente scorrendo l’evoluzione dell’umanità, a me non risulta un periodo migliore di questo.
        C’è ad esempio un aneddoto abbastanza divertente sull’imperatore Adriano. Adriano lo sappiamo, uno degli imperatori (e forse degli uomini) più illuminati della storia. Per dire, quando sono entrato a Castel Sant’Angelo (il suo mausoleo) mi sono recitato il suo delizioso Animula Vagula Blandula. Lui era solito cenare con numerosi commensali. Dato che era stufo che tutti gli dessero sempre ragione, chiese a ciascuno di esprimere la sua libera opinione, anche di disaccordo con lui. Uno dei commensali da lui indicato per rispondere fu sincero: è difficile dare torto a un uomo che possiede dieci legioni in armi.
        Per dire, noi oggi possiamo offendere Trump o Renzi e non ci accadrebbe assolutamente nulla. Offendere i potenti, più libertà di questa.

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        • “Ma in qual caso deve dimostrarmela bene la storia, perché obiettivamente scorrendo l’evoluzione dell’umanità, a me non risulta un periodo migliore di questo.” Penso non dipenda solo dal periodo ma anche dal luogo

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          • Certo, dipende anche dal luogo. Noi occidentali oggi godiamo di libertà che in altri paesi non ci sono. La Corea del Nord è un esempio palese, per intenderci. Ma complessivamente gli abitanti del mondo, non hanno mai avuto tanta libertà, quanto adesso. La carta dei diritti dell’uomo, dell’Onu, è uno dei documenti più straordinari della storia umana. Un documento nel quale sia afferma che tutti gli uomini sono uguali, non è mai stato scritto in nessun altro tempo precedente.

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            • Io parto da un ragionamento diverso, in quanto sociopatico, ovvero: in che epoca posso con più facilità “ritirarmi” dal mondo? Con ritirarmi intendo: non avere o ridurre al minimo i contatti col prossimo. Ecco, a questa domanda mi sentirei di rispondere in più o meno ogni epoca tranne questa che stiamo vivendo. Sarà per il numero di persone che è aumentato in modo esponenziale, ma a voler fare gli eremiti diventa difficile trovare fisicamente un posto in cui ritirarsi; sarà per la colonizzazione che – forse a parte alcune zone del Canada, del Cile e della Siberia – ha riempito quasi ogni spazio. Ma senza andare lontani, in fondo parlavo di “facilità”, rimanendo su suolo italiano l’eremita non puoi farlo. Non è proprio previsto che tu possa uscire dalla società. Oggi abbiamo documenti d’identità, codici fiscali, siamo obbligati (obbligati, sia chiaro) ad avere un conto corrente, e siamo, a quanto dicono, sorvegliati grazie proprio alle nuove tecnologie. Ora, io non sono vissuto in altre epoche e non credo che semplicemente studiare la storia possa farti rendere conto del grado di libertà che avevano, ma nella nostra mi sento costretto (nel senso di compresso); questo forse dipende dalla sensibilità di ognuno e dal significato che diamo alla parola libertà. Poi è ovvio che dei miglioramenti ci saranno stati, rispetto al passato. Bisogna solo capire se questi miglioramenti sono per te reali, cioè davvero importanti, oppure no. Per dirne una, il fatto di potere con una certa facilità ripercorrere la cronologia della tua relazione con la tua ex grazie ai social (FaceBook, ecc.) è indubbiamente un cambiamento rispetto al passato, ma in meglio?

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              • Io paradossalmente sono molto vicino a quel che tu dici, alla tua esigenza. L’avverto anch’io. Sono stufo del mondo e di questa società. A volte fantastico che magari in una qualche isola sperduta e inabitata del Pacifico sarebbe possibile ambientarci una piccola colonia di uomini (e soprattutto donne) che vogliono distanziarsi dalle nostre leggi. Un luogo in cui tutti vivono senza regole predefinite. E sappiamo che comunque questa sarebbe un’utopia. Sorgerà sempre chi avrà brama di possedere di più. Chi sarà più forte degli altri e vorrà imporre il proprio volere anche con la forza. E allora la comunità dovrà darsi regole, regole che tutti dovranno rispettare e diventeranno leggi.
                Mi piacerebbe anche a me acquisire quel grado di libertà. Ad esempio, mi piacerebbe vivere in barca e viaggiare per il mondo di porto in porto. Ma non sarebbe nemmeno possibile, perché i porti appartengono alle nazioni e per accedervi devi avere le autorizzazioni.
                Ma la soluzione non la trovo nemmeno nel passato. Sto progettando un romanzo a metà del ‘500 e studiando scopro situazioni singolari. I cristiani, quindi in Europa, non potevano avere schiavi cristiani, ma musulmani sì. I Musulmani, quindi attuale Turchia e Africa del nord, non potevano avere schiavi musulmani, ma schiavi cristiani sì. Così i musulmani rapivano gli europei, e gli europei i musulmani. A Cervantes finì proprio così. Per fortuna lui verrà riscattato altrimenti ci giocavamo il Don Chisciotte.
                Cioè a quel tempo non potevi vivere per i cavoli tuoi perché poteva sbucare all’improvviso una barca di gente armata e semplicemente ti rapiva. Ti separava dalla tua compagna, dai tuoi bambini e da quel momento diventavi schiavo. Dovevi ubbidire ai voleri di un’altra persona fino alla fine dei tuoi giorni. Abbiamo perso la memoria di quella disperazione, ma è accaduto. A migliaia, a decine di migliaia di persone è accaduto. Emblematici i fatti di Otranto. E ancora qui in Sicilia c’è il famoso detto “mamma li turchi”.
                Ma non era sufficiente il rapimento religioso per schiavitù. Il grado di libertà era tale che tu non potevi non permetterti di credere. Io fossi lì adesso direi: ma voi credete al Dio che volete, semplicemente a me non mi va di credere, non faccio del male a nessuno, fate quello che volete. No, se non credevi. Se non andavi a messa tutti i giorni dimostrando di credere, venivi semplicemente ucciso.
                Per istinto siamo tutti portati a dire, nel passato si viveva meglio. Ma più guardo il passato e più non ci trovo nulla di buono.

                Parli della relazione stampata su Facebook con la tua ex. Io non la trovo così male. Perché semplicemente puoi scegliere, fa parte del tuo grado di libertà di non essere su Facebook. Ma io vivo in Sicilia e ho sentito i racconti del passato. Anche a te li avranno raccontati. Ancora ai tempi dei miei genitori e quindi dagli anni ’50 alla notte dei tempi, era usanza prendere informazioni sul possibile fidanzato o fidanzata attraverso i parenti e i vicini. Ci si informava se quella tale ragazza era una poco di buono o una virtuosa. Se maliziosamente guardava tutti i maschi o meno. E alla notte di nozze bisognava pure stendere in balcone il lenzuolo sporco di sangue. Per far vedere a tutti che lei era vergine. E se il lenzuolo non si imbrattava… ahi ahi. In tal senso, sul vociare della gente, è esemplare Verga con i Malavoglia.
                Quindi, sei così sicuro che oggi il male sia la cronologia di Facebook, che puoi anche ignorare, o quel che in gergo siciliano veniva definito “u peccu” il vociferare della gente sulle persone e che risultava determinante per trovare lavoro e finanche per sposarsi?
                O forse i social ai tempi non erano network, ma erano di piazza.

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                • Potremmo dire che quello che avveniva in piazza si sia spostato semplicemente in una piazza virtuale. Ma non dimentichiamoci che oggi ci sono ragazzi/e giovanissimi che si suicidano per ciò che i loro coetanei dicono di loro su internet…

                  Orazio, l’autore delle satire, pur avendo l’amicizia dell’Imperatore Augusto e di Mecenate, scelse di fare l’eremita e di vivere quindi ai margini della società. Si comprò un pezzo di terra, una casa modesta, coltivava l’orto e scriveva satire. Ecco, per me oggi questo non è più possibile, perché anche se arrivi a crearti una situazione simile ci sarà sempre la banca che ti telefona per chiederti come investire i tuoi soldi, ci sarà il vicino che rompe le palle per la siepe che cresce, il call-center che vuole piazzare una cazzo di promozione e qualche burocrate che ti chiederà un sacco di documentazioni solo per certificare il fatto che esisti. Forse non ci fai caso, ma prova a immaginare quante tonnellate di carta devi produrre se cambi semplicemente casa…

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                • Mi dite che è difficile sparire nel mondo odierno…
                  Eppure vi posso assicurare che è possibile. Perché in Italia ci sono ufficiali giudiziari che non riescono a consegnare una notifica nemmeno ad un residente regolare, non lo trovano, soprattutto se la notifica riguarda un mancano pagamento alquanto cospicuo.
                  Senza contare quelli che da sera a mattina spariscono all’estero, in quei posti dove anche con poco denaro diventi un signor nessuno protetto. Basta pagare.
                  Tempo fa anche un cronista del TG5 aveva realizzato un documentario su come cambiare identità e sparire.

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                  • Allora forse si tratta semplicemente di saperlo fare. 🙂 Ma non è esattamente, o almeno non mi pare, come uscire di casa e imboccare una strada. O forse sì? Bha… Io non ci riesco (senza stravolgere la mia vita).

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                    • @ Salvatore su come sparire potresti provare a intervistare qualche latitante mafioso e ti fai svelare i trucchetti. 😀

                      Per il resto hai ragione, troppa burocrazia. E il traffico, dove lo metti il traffico?
                      Io ho un rimpianto. Non di non essere nato prima, nel passato. Ma di essere nato troppo presto. Era meglio nel futuro. Mi sarei imbarcato in qualche nave spaziale per un viaggio di 20 o 30 anni e buona notte alla Terra. Solo che poi anche sbarcando in un nuovo mondo, non è che gli alieni per burocrazia saran mica facili pure loro. Certo, potresti sbarcare in una società meno evoluta e a quel punto ti diletti a fare il Dio venuto dal cielo.
                      Ok, concludo, che il narratore poi prende il sopravvento. 😛

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                    • Però questi che state indicando non mi sembrano modi “facili” di tenere a distanza il resto dell’umanità; intanto perché per sparire a quanto pare devi sempre avere a che fare con qualcuno, poi perché in pratica diventi un criminale (i documenti falsi sono illegali) e quindi ricattabile da chi ti ha aiutato a “sparire” e poi devi spendere, immagino ma non ho ancora letto l’articolo, un mucchio di soldi. Dove sta la facilità e la libertà? Mi pare che si passi da una condizione di costrizione a un’altra. La stessa cosa si può dire per i latitanti.

                      Qui non si tratta di sparire ufficialmente, ma di decidere di non fare più parte di alcuna società. La domanda per cui è: puoi, in quanto uomo libero, decidere di non fare parte di alcuna società, senza però lasciare casa tua? La risposta forse è sempre stata no, anche in altre epoche d’accordo, ma mi pare che trovarsi una casetta in campagna e ridurre al minimo i contatti con l’esterno, senza per questo diventare un criminale, all’epoca di Orazio fosse un po’ più semplice.

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                    • Salvatore però secondo me stai ipotizzando un grado di libertà che non esiste, che non è mai esistito e non può esistere sulla terra.
                      Semplicemente perché l’intero pianeta è un insieme di relazioni fra gli esseri viventi. La libertà assoluta non esiste.
                      Non esiste per un leone. Deve vivere lì dove esistono le sue prede. Non esiste per le api, non esiste per le piante. La libertà svincolata dal resto non esiste per nessuno. Tutto è in relazione.
                      Proprio oggi ragionavo con un amico della particolarità della specie umana.
                      Gli uomini per evoluzione della specie sono costretti a relazionarsi con gli altri.
                      L’esempio più evidente è che i mammiferi di qualsiasi specie possono partorire da soli. Le donne, no. Devono avere l’assistenza di un altro simile. Esistono casi di parti solitari, è indubbio, ma il grado di rischio per madre e piccolo è altissimo, al di sopra di qualsiasi altra specie.
                      Nel passato chi aveva i geni del vivere solitario, si rintanava in qualche luogo sperduto, non si replicava, e quindi estingueva quella sua particolare predisposizione. Chi invece viveva vicino ad altri simili, aveva la propensione sociale, si riproduceva e trasmetteva i caratteri.
                      L’uomo è sociale ed interdipendente dai suoi simili, per necessità.
                      Io nel mio futuro sogno di avere una casa in campagna. Una casa piccola ma con un grande terreno. Sogno di poter coltivare da me la maggior parte dei prodotti per sfamarmi. Non tutti, tutti è impossibile.
                      Sogno di avere una stampante 3D così da crearmi in autonomia gli utensili che mi occorrono. Sogno di avere i pannelli solari e una pala eolica domestica, che con una batteria tipo Tesla mi consentano di potermi scollegare dalla rete ed essere al 100% autonomo. Sogno di avere un’auto elettrica così da poter ricaricare direttamente a casa mia l’auto e non dipendere più dal petrolio. Sogno una vita semplice, serena, senza rinunciare ai confort della modernità.
                      Ma spero che quella casa in campagna sia vicino a un ospedale, perché se dovessi avere un malanno improvviso io o chi mi sta attorno, è necessario. Magari non sarebbe male nemmeno un meccanico per l’auto elettrica o un tecnico per i pannelli solari. Un idraulico o un muratore.
                      Io polso coltivare il mio sogno di autonomia fino a un certo punto. Per il resto occorrono le relazione sociali.
                      Poi puoi dirmi, io voglio vivere come un selvaggio su di un’isola deserta, senza tecnologia e senza nulla. Ma sarebbe questa la libertà?
                      Libertà comunque apparente. Perché se nell’isola l’acqua si esaurisse. Se il cibo si esaurisse. Saresti costretto a migrare altrove. Arriveresti in terra abitate da altri. Altri non ti accetterebbero e tu per sopravvivere saresti costretto a lottare.
                      Questo è quello che accaduto all’uomo. Quello che accade. Quello che accadrà. Le migrazioni. Le guerre. La lotta per il diritto all’esistenza.
                      La libertà sulla terra è semplicemente limitata, sempre.

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                    • Nel mio sogno sono incluse tante serate attorno a un fuoco e sotto un manto di stelle chiacchierare con gli amici di esperienze, di vite, di sogni.

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      • Ah sulla Bibbia e il libero arbitrio. Ok, sul pensiero cristiano sì. Anche se il pensiero cristiano su libero arbitrio e predestinazione si è sempre arzigogolato su interpretazioni raffazzonate. Con variazioni diverse fra protestanti, cattolici e ortodossi. Le confessioni si sono prodigate con un colpo al cerchio sul Dio che ha dato la libertà all’uomo e un colpo alla botte, ovvero che nella predestinazione la salvezza viene concessa per grazia divina. (A me, tipo, la grazia la divinità non me l’ha voluta concedere :D).
        La Bibbia in sé e per sé c’entra poco col cristianesimo. E’ un libro dal quale la religione cattolica trae ispirazione e testimonianza, ma il credo, si basa puramente sulle speculazioni filosofiche dei Padri della Chiesa. Il libro del catechismo (ovvero una sorta di costituzione della religione cattolica) spiega in dettaglio cosa i cattolici devono credere del Dio della Bibbia.

        E in tal senso, sul grado di libertà del passato, è esemplare la concezione della Bibbia in cui c’è scritto papale papale (e non per il papa :P) che il potere deriva da Dio. E in quanto tale tutti i popoli devono sottomettersi al potere e di conseguenza devono anche privarsi della libertà.
        Infatti, i furibondi scontri tra il papato e l’impero durante il medioevo, erano proprio generati da questa affermazione della Bibbia. Se il potere deriva da Dio, il Papa è superiore all’imperatore. E’ il Papa a investire del potere. Carlo Magno diventa imperatore del Sacro Romano Impero, perché il Papa gli poggia la corona sulla testa. Da qui la forza del papato, delle scomuniche, di Enrico IV inginocchiato sulla neve a Canossa. E infatti mille anni dopo, quando Napoleone si vuole dichiarare imperatore, ha bisogno sì del papa, per farlo. La legittimità del potere passa da Dio. Ma Napoleone prende la corona dalle mani del Papa e se la poggia da solo sulla testa. Per la serie, il potere deriva da Dio? Col cavolo, io mi incorono da solo e il potere è tutto mio. 😀

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        • Certo, di speculazioni ce ne sono parecchie. E immagino che ogni epoca abbia le sue. Ma come mai in giro per la strada incrocio persone sempre più stressate? Siamo, a mio parere, una società schizofrenica; incapace di instaurare rapporti col prossimo al di fuori del filtro tecnologico. Ci stiamo richiudendo sempre più nei nostri gusci ovattati e ogni contatto con l’esterno costa fatica e disagio. Io questa non la chiamo libertà.

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  3. Se hai voglia di confrontarti con complottismo e cospirazionismo, ti consiglio di leggere qualche libro di Marco Pizzuti. È probabile che ti faccia sorridere un consiglio del genere, se non addirittura arricciare il naso. Se non altro, avresti una buona occasione per mettere in pratica quella che tu chiami “unica libertà possibile”. 😀

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    • Marco Pizzuti mi dice qualcosa: è un giornalista? Mi pare mi abbiano regalato un suo libro tempo fa, ma non posso dire di ricordarlo con chiarezza. 🙂

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      • Sì, è un giornalista e ha collaborato anche con riviste tipo Mistero (omonima della trasmissione Mediaset). Il che, personalmente, ritengo non gli faccia molto onore 😛 (non amo quel genere di trasmissioni). Però ha un curriculum di tutto rispetto. I suoi titoli sono avvincenti e mettono a dura prova il voler “ragionare con la propria testa”, sia che si è amanti o meno del complottismo (e io non lo sono). I suoi argomenti, insomma, sono ben strutturati e documentati.

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  4. Perché non è permesso fare l’eremita? Volendo, uno potrebbe vivere in una casa di legno in mezzo alla natura, lontano da tutti, senza elettricità – che di fatto non serve per vivere – e mangiando coltivando la terra e cacciando o allevando galline.

    Riguardo alla (pseudo)libertà di cui parlano tutti, anche per me non c’è. Oggi c’è l’indottrinamento come c’era durante la dittatura. Se la pensi in modo contrario alle idee del governo in carica, o ti prendono per un povero imbecille (e allora lo siamo tutti, visto che i governi cambiano – quando cambiavano, almeno) o ti zittiscono.

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    • Sicuro che puoi farlo, l’eremita? senza che a un certo punto qualcuno non ti venga a chiedere chi sei, cosa fai, come lo fai, perché lo fai, eccetera eccetera e di dimostrare che non hai la fedina penale sporca, che i documenti identificativi siano aggiornati (visto che per legge devi sempre avere il documento di identità con te e aggiornato per qualsiasi controllo sulla tua identità, la quale cosa rende immediatamente sincronico qualunque speranza di isolamento dal mondo), e via dicendo?

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          • Qui c’è un posto da eremita vacante. Non è uno scherzo. In Val Grande c’era un eremita che viveva in una casa nel bosco vivendo dei frutti della terra. Un personaggio rispettato, a modo suo, al punto che ultimamente si prestava anche a fare un po’ di didattica. Purtroppo è morto due anni fa (mi pare). Voleva testare un estratto d’erbe fatto da lui ed è sceso in paese per berlo, pensando che, in caso di problemi, il medico avrebbe potuto intervenire. Invece era letale in tempi brevissimi (storia vera, giuro).
            Dato che teneva pulito il bosco ed era diventato un punto di riferimento per il soccorso alpino (in Val Grande ogni anno si perdono degli escursionisti e spesso ci scappa il morto) un sostituto sarebbe assai ben accetto.
            Volendo i modi di vita alternativi si trovano.

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            • Questa è un ottima trama per un racconto, o per una barzelletta se preferisci. Riguardo a me, io preferisco fare l’eremita con tutti i confort del caso. D’altronde sono figlio della contemporaneità. 😉

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  5. L’unica libertà è quella di pensare con la propria testa mi piace. L’importante è non postarlo sui social altrimenti tutti ti diranno che hai torto o che hai ragione oppure che sei un cretino oppure un genio o tante altre cose…😬

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  6. Non sono così sicura che le rivoluzioni portino sempre e solo nuovi tiranni (anche se spesso è così, è innegabile). Il “è sempre stato così” è tipicamente italiano, terra in cui pessimi governanti si sono succeduti l’uno dopo l’altro e gli entusiasmi si sono sempre arenati contro la corruzione dilagante. Parla a un francese e avrai risposte diverse, perché è incisa nella loro memoria storica che le rivoluzioni cambiano le cose (nel bene o nel male a seconda di chi parli), non per niente gli scioperi francesi sono temibilissimi, perché hanno ben chiara l’idea che sia necessario arrivare fino in fondo per ottenere dei risultati.
    Per il resto la società funziona grazie a convenzioni e simboli, come il denaro, e le convenzioni, viste con distacco, sono tutte un po’ inutili e folli. Basta averne consapevolezza.

    PS: il mio vicino rettiliano ne approfitta per mandarti i saluti, purtroppo a lui non è stato concesso di interpretare un personaggio famoso ed è un po’ scocciato per questo.

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  7. Purtroppo siamo molto vicini a una situazione di quel tipo: una forma di controllo basata sul denaro, da parte di chi lo possiede – e si badi, non mi riferisco semplicemente a chi è ricco ma a chi può mettere la propria firma sulle banconote, che è il vero padrone di tutto e tutti. Quando sento dire che la differenza di vedute sullo schiavismo, tra il Nord e il Sud degli Stati Uniti ai tempi della guerra di secessione, deriva dal fatto che il sistema industriale del Nord non aveva bisogno di schiavi, mi trovo a ridere: è una spiegazione cinica ma ingenua. Il sistema industriale ha bisogno di una diversa forma di compressione della dignità umana, basata sull’apparente libertà: per questo è necessario che lo Stato imponga regole ferree, secondo i principî costituzionali; ma ciò non verrà fatto in un’ottica neoliberista. Sull’evoluzione dei movimenti socialisti, Orwell ci aveva preso, tra l’altro, ma come te riconosco che non sia un processo naturale e inevitabile: niente è inevitabile finché non hai voluto che lo fosse.

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    • Forse è inevitabile nel senso che non siamo stati in grado di escogitare un modo più efficiente e conveniente. Man mano che l’intelligenza artificiale si sostituirà al lavoro dell’uomo forse saremo obbligati a ripensare da capo il sistema.

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      • Direi che un governo lungimirante dovrebbe vietare fin da subito, causa l’elevato tasso di disoccupazione nel Paese, che l’intelligenza artificiale sostituisca l’uomo al lavoro: da quella parte non c’è altro sbocco che una guerra per ridurre la popolazione alle sole diecimila persone che possiedono quelle macchine e non avrebbero comunque bisogno di trovarsi un mestiere. Ma qui abbiamo il mito della Silicon Valley…

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        • Prevalgono altri interessi. Ma… se i governi fossero davvero lungimiranti, allora sostituirebbero il lavoro umano con le macchine, liberando così gli umani dal lavoro, introducendo contemporaneamente un reddito di cittadinanza. Quest’ultimo indispensabile per non far collassare l’economia: se l’economia si basa sul consumo e non esistono più consumatori, va da sé che non esiste nemmeno più il mercato.

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          • Io preferirei avere un mestiere, anche perché chi produrrebbe il denaro per un ipotetico reddito di cittadinanza? Quanto alla scomparsa del mercato, sarebbe la più grande conquista del genere umano, ma dubito seriamente che si possa ottenere così.

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