Dieci tipici errori grammaticali

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… spiegati con garbo e pazienza

Alcuni sostengono che la nostra sia una lingua complicata, io non la penso allo stesso modo. Se si impara ad adoperarla, l’italiano è una lingua in grado di offrire grandi soddisfazioni. Certo, è necessaria un po’ di disciplina. Nulla che abbia un qualche valore si ottiene senza sforzo. Tuttavia non è indispensabile riprendere in mano il vecchio libro grammatica, ormai ammuffito in cantina dalle medie, per rimediare a quelli che sono considerati da tutti gli errori più tipici commessi dagli italiani: basta continuare a leggere. A seguire troverete una breve elencazione di vocaboli e particelle in grado di destare dubbi atroci in quei parlanti madrelingua non abituati a praticare quotidianamente la scrittura. Per ognuno di essi non mi limiterò a dire quale forma è quella corretta, cercherò invece di fornire una spiegazione semplice e convincete sul motivo per cui si adopera una determinata soluzione.


Suspicious minds

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Se viviamo nel sospetto

Questo articolo non parla di Elvis Presley o della sua morte, né dell’omonima canzone da cui prende il nome; parla di qualcos’altro. Qualcosa di molto più sottile e impalpabile. Soprattutto parla di un video, che troverete al fondo e che potrete visualizzare con tutta calma dopo. Io consiglio prima e dopo.


I dimostrativi II

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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Continuiamo con la carrellata di aggettivi e pronomi dimostrativi: ciò, costui, colui, tale, stesso e medesimo. Avanti il prossimo.

Ciò

Più comune fra gli scrittori che in ambito famigliare, ciò è un dimostrativo neutro. Può essere adoperato sia come soggetto: «ciò è una cosa buona»; sia come complemento: «in tutto ciò c’è qualcosa di strano». Il pronome ciò vale per: «questa cosa» o «quella cosa». Molto spesso introduce una relativa: «non sapeva ciò che faceva» [esempio del Serianni]. Nella lingua parlata preferiamo ricorre più spesso a questo o quello che a ciò: «ecco quello che penso».


Occhi fissi sulla meta

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La fissazione oculare come stile di vita

Pruitt Taylor Vince, l’attore che interpreta il ruolo di padre Hennessy nel film Costantine o, ancora giovanissimo, quello del detective Deimos in Angel Heart o più di recente quello di Mr. Lee in Beautiful Creatures (e tanti altri) ne è affetto fin dalla nascita. Lo chiamano nistagmo, si tratta di un movimento oscillatorio involontario degli occhi.

Lo nistagmo si presenta come un movimento pendolare a causa del quale l’occhio oscilla in almeno due direzioni diverse, senza che il soggetto possa volontariamente fissare lo sguardo su qualcosa. La velocità di oscillazione può essere costante o saccadica, composta da una fase veloce e una lenta. Chi è affetto da questa patologia tende a essere ipovedente (come conseguenza del fatto di non riuscire a fermare lo sguardo su ciò che vorrebbe vedere), e incline a tutta una serie di sintomi secondari, come: cefalea, vertigini, nausea e irritabilità. Il soggetto, come si può immaginare, fatica a praticare sport, a studiare, a eseguire nei casi più gravi operazioni semplici come, ad esempio, annodarsi le stringhe delle scarpe.


I dimostrativi

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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

La scorsa settimana abbiamo parlato dei possessivi, aggettivi e pronomi, adoperati per indicare la persona a cui appartiene qualcosa o qualcuno. Oggi parleremo dei dimostrativi, utilizzati per indicare attraverso l’uso di tre elementi – lo spazio («questa acqua è gelata»), il tempo («questo inverno farà freddo») e un astratto rapporto di vicinanza o lontananza («questo l’ho fatto io») – qualcuno o qualcosa.

Come per i possessivi, i dimostrativi possono essere aggettivi o pronomi. Alcuni di questi posso essere entrambe le cose, altri solo pronomi. Vediamoli: