Stupirsi, stupire, stupendo

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Quando stupire non è più un’opzione

Negli anni sessanta dello scorso secolo il più famoso rappresentante americano della Pop art,  Andy Warhol, stupiva il mondo affermando che: «Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti». La sua era una radiografia perfetta della società occidentale dell’epoca. Oggi non è più vero. Televisione, internet, reality show, social media, YouTube, blog: nel mucchio, non conta più nessuno. Siamo una generazione di individui omologati. Per uscire dal gruppo perfino Jack ha dovuto adeguarsi. Oggi ci tatuiamo, foriamo, bruciamo, dilatiamo, facciamo iniezioni di botox, gonfiamo i muscoli, e naturalmente, apriamo blog in cui mettere in mostra la nostra stupefacente personalità. L’unica cosa che non facciamo è accorgerci di quanto tutte queste cose ci rendano identici gli uni agli altri.


L’invisibilità del blogger-scrittore

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Quando provare non comporta riuscire

The Invisible Man è un romanzo di fantascienza scritto da H.G. Wells nel 1881. Parla di un promettente fisico, Griffin, che ignorato dai suoi contemporanei dedica anima e corpo a sviluppare una nuova tecnologia per ottenere il denaro e il rispetto che ritiene di meritare. La scoperta su cui lavora è l’invisibilità. Il romanzo, per quanto affascinante, non finisce bene.

Ora, se escludiamo per un attimo l’aspetto fantascientifico, non pare anche a te caro follower che fare blogging per ottenere visibilità e credito, nella speranza un giorno di avere successo come scrittore, abbia qualcosa in comune con questa storia? Io ritengo di sì, solo che l’invisibilità del blogger-scrittore dei giorni nostri non è data da una scoperta fantascientifica, ma dalla moltitudine di tutti gli altri che come me e te ci provano ogni giorno.


Le preposizioni proprie: Su

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Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Come dicevamo la scorsa settimana, le preposizioni si distinguono in proprie e improprie: le prime si adoperano solo come tali, a differenza delle seconde che invece possono assumere anche altre funzioni: ad esempio di congiunzione, di avverbio, ecc. Le proposizioni proprie sono otto (più una): di, a, da, in, con, su, per, tra (fra). Le ultime due, lo vedremo meglio dopo, sono identiche per significato e funzioni.

Su

La preposizione su, come tutte le preposizioni, dà origine a numerosi valori semantici. Tra questi, un primo nucleo è rappresentato da quelle relazioni che esprimono una ʻposizione superioreʼ (ad esempio nelle relazioni di moto) o di ʻdominazioneʼ su di una conoscenza o campo[1]: