La volta precedente abbiamo parlato del punto e della virgola. Questa volta, per continuare con i punti, e anche per alleggerire un po’ il discorso con qualcosa di semplice, vedremo qualche curiosità sul punto interrogativo, sull’esclamativo, e sui puntini di sospensione. Se poi ci avanza del tempo, parleremo anche del punto e virgola.


Al di là di tutte queste chiacchiere, si nota una certa libertà nell’uso della punteggiatura. Con essa, si esprime il massimo della creatività artistica, tanto che, come avete potuto notare, non si può parlare di punteggiatura senza riferirsi strettamente alla narrativa. C’è tuttavia una regola assoluta, che vale per tutti i segni di interpunzione, e per la quale vorrei citare Giulio Mozzi: «usala: nel modo più opportuno».


Tra le varie norme che regolano l’ortografia, quelle relative alla punteggiatura sono le meno codificate e non solo in italiano. Alle incertezze si aggiungono poi i dissapori fra studiosi. C’è ruggine in veste vecchie grammatiche, difficile da raschiare via. Ad ogni modo, i segni interpuntivi sono: il punto “.”, il punto interrogativo “?”, il punto esclamativo “!”, la virgola “,”, il punto e virgola “;”, i due punti “:”, i punti di sospensione “…”, le virgolette “ « », “ ”, ʻ ʼ ”, il trattino “-, –”, le parentesi tonde “( )”, le parentesi quadre “[ ]”, la sbarretta “/”, l’asterisco “*”.