Il sostantivo (o nome) è una parola che ha la funzione di indicare, nominandole, le cose che ci circondano: persone, animali, oggetti, concetti, fenomeni. Non stiamo parlando quindi del nome proprio di una persona, non solo; ma di tutti i nomi del mondo: bambino, pulcino, martello, giustizia, fulmine, cattedrale, e via dicendo.


Alla struttura di base: soggetto + predicato, come abbiamo visto nei precedenti mini-ripassi, possono aggiungersi numerosi elementi di articolazione sintattica e di determinazione semantica: il complemento oggetto, il complemento predicativo, l’attributo, l’apposizione. Oltre a queste unità, esiste una categoria vasta di elementi dai contorni meno definiti: quella dei complementi indiretti.


La volta scorsa abbiamo parlato del complemento oggetto e del complemento predicativo, sia del soggetto, sia dell’oggetto. Il nostro excursus non è terminato. Oggi parliamo di altre due unità sintattiche aggiuntive, quella dell’attributo e dell’apposizione, che al pari dei complementi concorrono a determinare valori o rapporti all’interno della frase.