Le preposizioni proprie: Tra (fra)

Tra - Fra

Fondamenti di grammatica per aspiranti scrittori

Come dicevamo la scorsa settimana, le preposizioni si distinguono in proprie e improprie: le prime si adoperano solo come tali, a differenza delle seconde che invece possono assumere anche altre funzioni: ad esempio di congiunzione, di avverbio, ecc. Le proposizioni proprie sono otto (più una): di, a, da, in, con, su, per, tra (fra). Le ultime due, lo vedremo meglio dopo, sono identiche per significato e funzioni.

Tra (fra)

L’unica ragione per scegliere tra le due è evitare l’accumulazione di suoni cacofonici o sgradevoli; ad esempio «fra tre anni» è preferibile rispetto a «tra tre anni». Del resto:

«Le proposizioni fra (<ĬNFRA) e tra (<ĬNTRA) sono sostanzialmente identiche per significato e funzioni».[1]

Secondo Francesco D’Ovidio[2] proprio le ragioni dell’eufonia convinsero il Manzoni a sostituire i fra della prima edizione dei Promessi sposi, con tra: adeguandosi così all’uso fiorentino del tempo. Nel capitolo IX, in cui compariva: «fra tre o quattro confidenti», se la cavò correggendo: «tra quattro o cinque confidenti». Ancora oggi la preposizione tra è per suono preferita alla gemella fra.

La funzione principale della preposizione tra (fra) è quella di segnalare una «posizione intermedia»[3] tra due o più “coordinate”. Quando i due termini della relazione sono resi espliciti (ad es. moglie e marito), la preposizione si inserisce una volta sola, prima della locuzione, e i due termini sono collegati mediante la congiunzione e: «tra moglie e marito non mettere il dito». Se i due termini appartengono a una classe omogenea, poiché la loro ripetizione suonerebbe ridondante, si adoperano delle scappatoie: «la casa si trova tra due alberi», anziché «tra un albero e un albero» [Serianni]. Alcune «ragioni espressive» talvolta possono però prevalere sulla logica delle ridondanze: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro» [Dante, Inferno].

In un altro tipo di costrutto una delle due coordinate è costituita dalla posizione (nello spazio, nel tempo, ecc.) di chi parla, e per questo resta implicito: «tra due anni dovrei laurearmi» [Serianni]. L’esempio del Serianni dovrebbe venire letto come una mediazione di tempo compreso tra ora e due anni. Stesso discorso per lo spazio: «tra venti chilometri dovremmo esserci» (tra qui e venti chilometri).

La preposizione tra (fra), come tutte le preposizioni, dà origine a numerosi valori semantici. Ecco i principali:

  • Valori locativi: stato in luogo: «il bosco si trova fra due ruscelli» [Serianni], anche in senso figurativo: «vive tra il Tutto e il Niente» [Gozzano], «viveva lontano, in una grande città, fra piaceri sconosciuti» [D’Annunzio]; moto per luogo: «nulla paga il pianto del bambino / a cui fugge il pallone tra le case» [Montale]; complemento di distanza: «fra venti chilometri»; moto a luogo: «siedi fra noi».
  • Valori temporali: «tra il 18 e il 22 maggio si terrà al Lingotto la fiera del libro più importante d’Italia» (intervallo compreso tra due momenti); «il biglietto era breve: “ti aspetto tra un’ora, con la macchina, al cancello del giardino”» [Moravia] (termine entro cui si verificherà un evento).
  • Partitivo: «il medico è necessario perché il clima del Nepal […] è fra i più perniciosi» [Tucci].
  • Compagnia e reciprocità: «trascorrere una serata fra amici» [Serianni], «non ci sono segreti fra amanti», «Che gran talento! Però, resti fra noi, anche un po’ matto» [Cecchi]; una lotta impari quella fra un’azienda e un metalmeccanico, fra il potente direttore e il piccolo operaio» (azione scambievole); «ma già, dico tra me» [Pirandello] (discorso interiore).
  • Complesso delle cause che contribuiscono a produrre un effetto: «fra il lavoro e la scrittura non ho proprio più tempo».
  • Predicativo: «La mia sorella, che tra bella e buona / non so qual fosse più» [Dante, Purgatorio].

«Nell’uso letterario antico e moderno troviamo tra / fra in unione con altre preposizioni per formare complementi doppi: “Domenedio tra per la tua fatica e per la mia ci ha fatto grazia che il fanciullo è guerito” [Boccaccio, Decamerone, VII 3 40]; “odore tra di muffa e d’acqua ragia” [Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini, 210]».[4]

Rarissimo l’uso articolato della preposizione tra (fra), anche nell’antichità: fral, tralla, frai, fra’, ecc.

Conclusioni

Con questo abbiamo concluso il nostro excursus nel mondo delle preposizioni proprie o semplici, ma non quello delle preposizioni in generale. La prossima settimana infatti parleremo delle preposizioni improprie. State bene.

_____________________________

Note

[1] Luca Serianni, Grammatica italiana, UTET 2006

[2] Francesco D’Ovidio, Le correzioni ai «Promessi Sposi» e la questione della lingua, Napoli 1933

[3] Ivi p. 352

[4] Ivi p. 353

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7 Comments on “Le preposizioni proprie: Tra (fra)

    • Anch’io penso che fra abbia un suono più dolce, tuttavia col tempo ho capito che il lettore inciampa meno su tra. Diciamo che scorre via liscio. Quindi, come il Manzoni, il suggerimento è di adoperare sempre tra, tranne quando le parole che lo circondano creerebbero con esso un suono cacofonico. In quel caso lo si sostituisce col gemello fra. 😉

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