Le buone cose


krapfen

Storie di ordinaria amicizia

Il web è una cosa buona o una cosa cattiva? E il self? E l’editoria tradizionale? E gli smartphone? E il neolinguaggio via whatsapp? E la pedanteria di chi rasenta la norma inviolabile? E le automobili, l’industria, la cultura con la C maiuscola sono cose buone o cattive? … e mettere al mondo figli in un pianeta sovraffollato? … e la religione? L’ortodossia? Le coppie di fatto? Per ognuno di voi queste e altre domande avranno risposte differenti. Parrebbe che al mondo di cose buone non ce ne siano, o quantomeno, non così buone da mettere d’accordo tutti. Eppure un paio di buone cose al mondo, nei miei quasi quarant’anni, credo di averle trovate. Una di queste è la stima…

Per essere pedante, visto che in un post ironico sull’astrologia vengo apertamente tacciato di esserlo, con “stima” non intendo il derivato verbale teso a valutare una qualità o a ponderare una quantità. Con stima intendo il sostantivo femminile mirato a indicare quell’imperscrutabile magnetismo emotivo che si viene a generare tra due individui che la pensano sì diversamente, ma che ugualmente nutrono e alimentano una favorevole reciproca considerazione. Stima: né più né meno che questo.

Nel web che pur, per ragioni anagrafiche, non amo ci sono almeno un paio di persone che stimo. Sono molte più di un paio, ma per quanto sarebbe dannatamente postmoderno trasformare questo post in un lungo didascalico elenco di nomi, è su due di loro che vorrei soffermare la mia attenzione oggi. Si potrebbe dire che, nel web, c’è chi si dà alle lenticchie e chi semina commenti: entrambi, per ragioni differenti, hanno la mia stima.

Uno di loro è una mamma chioccia, che cura, nutre, conforta i suoi rampolli e, di tanto in tanto, raramente, sfodera gli attributi pur di proteggerli. L’altro è un compagnone con le idee molto chiare, un’indole indubbiamente solare, un intuito favoloso e un invidiabile buonsenso. Entrambi sanno comunicare con il cuore, entrambi scrivono molto bene, entrambi sono capaci di parlare alle persone. Più di me, che sono solo un povero blogger aspirante scrittore che vende racconti. Con entrambi, e le mail lo confermano, coltivo punti di vista diametralmente opposti su un certo numero di argomenti. Mai, anche per un solo secondo, è passata per la mia testa l’idea di sminuire la stima che nutro nei loro confronti.

Questa, non me ne vorranno le dolci affascinanti affettuose lettrici che mi seguono, è una storia di uomini. Non ho idea di come funzioni tra donne, ma tra uomini funziona così: prima si fa a botte, poi si beve whisky occupando due sgabelli vicini al bancone del bar; più amici di prima. Essere uomini, perfino in un mondo postmoderno come il nostro, significa anche questo. Lo sapeva bene mio nonno, ormai defunto, che è nato e vissuto in un epoca ai miei occhi romantici più eroica della nostra. Lui l’ha insegnato a me, o almeno, ha cercato di farlo. Fare a pugni, lo avrete immaginato, è anch’essa una buona cosa. Io che un po’, poco, il pugilato l’ho praticato, lo posso dire: fa sentire dannatamente vivi, fare a pugni. Ci vuole, di tanto in tanto, una bella scazzottata per chiarirsi e chiarire le idee agli altri.

Anche nel web è possibile menare le mani. È un luogo virtuale; virtuali sono anche i ganci. Ma non fanno meno male di quelli veri. Le parole accese, le prese di posizione, quell’energia negativa che si viene talvolta generando quando una discussione degenera incontrollabile, destabilizzano l’umore anche di chi non ne è direttamente coinvolto. Non credo tuttavia ce ne sia motivo. Nutrire rancore, infrattarsi nel proprio guscio, slumare con acidità il blog, il nick o il social-commento della persona “avversata” non è un bel modo di vivere. Non lo posso certamente augurare a due buoni amici che di certo sono troppo intelligenti per cascarci. Ma non è solo di loro che mi preoccupo. Sto pensando anche a tutti gli altri. È inevitabile, a volte, prendere posizione. Poi si torna amici come prima, o, per dirla alla Paolo Nori, finire a tarallucci e vino.

Le due persone che stimo sono Marco Amato e Helgaldo. Li stimo per tutti gli argomenti già detti e per molti altri ancora. Li stimo perché sono capaci di tenere testa a una testa come la mia. Li stimo perché sono entrambi uomini (credo) con la U maiuscola. Li stimo perché non si fanno problemi a comunicarmi la loro opinione via mail quando la pensano diversamente da me. Li stimo perché so che se anche un giorno dovessimo litigare, sul loro parere onesto potrò sempre contare. Li stimo perché si sono fatti avanti quando avevo bisogno di conforto, sostegno o aiuto. Li stimo perché, anche se non sembra, sono due persone equilibrate. Li stimo perché sanno guardare al di là delle apparenze. Li stimo perché sono duri e puri, a loro modo, e non li vorrei diversamente. Li stimo per la loro austera dignità, per il loro cavillare arguto, per la loro onesta professionalità. Li stimo perché sono amici. Li stimo perché mi piacciono: e chi se ne frega di tutto il resto. Li stimo. Punto.

Con questo post non sto parlando di fatti; piuttosto sto parlando di amicizia, sto parlando di uomini, sto parlando di me, sto parlando di cose buone: il buono del web.

Per gli amici il mio blog è aperto: in questo luogo potete esprimere serenamente la vostra opinione senza il timore di venire giudicati, tacciati o avversati. Per Marco e Helgaldo le porte sono addirittura spalancate.

Alcuni amici, in ordine sparso: Daniele Imperi, Davide Grillo, Paolo (Pades), Silvia Algerino, Simona Colombo, Chiara Solerio, Giulia Mancini, Grazia Gironella, Massimiliano Riccardi, Antonella Mecenero, Michele Scarparo, Genio Chiara, Marina Guarneri, Lisa Agosti, Francesco Feola, Alessio Montagner, Alessandro Cassano, Lucius Etruscus, Marco Freccero, Paolo Cestarollo, Maria Teresa Steri, Emma Frignani, Darius Tred, Sandra Faè e tanti altri. Chi non è stato inserito, non se la prenda: a volte non ricordo nemmeno il mio nome.

Quando la situazione si fa tesa, scrollate le vostre spalle e proseguite dritti per la vostra strada: non potrà che giovarvene.

74 Comments on “Le buone cose

  1. Se tra le cose buone ti avessi citato la nutella e la pizza non dico che avresti raggiunto l’unanimità ma…
    Comunque alla fine non ho capito se il whiskey lo offri tu 😛

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  2. Per quelle strane coincidenze che spesso fanno gridare al miracolo, proprio oggi, come avrai appurato, è uscita l’intervista che ho rilasciato a Helgaldo.
    Che dire, questo tuo post mi ha sorpreso, anche se mi avevi annunciato che avresti macchinato qualcosa.

    Preso dal trasporto vorrei dirti che mi si apre il cuore, che sono contento di questa tua stima sincera, che la mia è reciproca, ma è inutile dire cose sdolcinate, da femminucce che non reggono il whiskey. (Ho la sensazione che qui alcune femministe vorrebbero menarmi e a ragione. :D)

    Ma soprattutto in questo post apprezzo la tua stima associata a noi due.
    L’uno non esclude mai l’altro. Se posso rivelare alcuni retroscena dell’intervista con Helgaldo, direi e lo dico con una sensazione a pelle, siamo e forse siamo sempre stati, più vicini di quel che le divergenze facevano sembrare.
    In questa settimana Helgaldo e io ci siamo scritti quasi ogni giorno. (E ammetto che adesso che abbiamo concluso mi mancheranno le sue mail, ma questo non diteglielo).
    Abbiamo avuto un confronto sano, costruttivo, ponderato, con qualche piccola crisi, ma con la consapevolezza che il confronto che stavamo tracciando era un momento di crescita per entrambi.
    In questi scambi ho imparato a conoscerlo meglio, ad apprezzarlo più di quanto lo apprezzassi già nella sua arguzia ed ironia.
    In fondo hai pienamente ragione. Tra noi uomini a volte le scazzottate servono. Le donne non lo capiranno mai. Ma in fondo nella nostra semplicità non ci comprendono a prescindere. 😀

    Per concludere fra stime e tarallucci e vino, da amico ti chiedo una cortesia. Vista la coincidenza, se per qualche imponderabile motivo fra i tuoi poteri di blogger possiedi anche le divinazioni astrali, proprio da amico stimato, ti chiedo semplicemente un favore. Uno solo. Compilami una schedina vincente al superenalotto. 😀

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  3. Ah e andate a commentare da Helgaldo se vi va. Se avete dubbi o domande, accuse, opinioni, qualunque ghiribizzo.
    Immagino che potreste avere l’imbarazzo di dire: e se dico qualcosa che scateni una nuova guerra termonucleare fra i due?
    Non accadrà. Abbiamo collaborato, siamo stati costruttivi e soprattutto avere altre opinioni divergenti o dissonanti, è il sale che ci occorre per crescere tutti.
    Helgaldo voleva che rispondessi solo io ai commenti. Io ho chiesto che replicasse anche lui. E’ giusto e molto più bello così.

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    • Già fatto e le cose da dire sarebbero molte, troppe forse. Ma ci sarà un’altra occasione, perché immagino che quell’intervista possa in fretta prendere fuoco. 🙂

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  4. Diversi anni fa una persona mi disse di stare attenta alle amicizie virtuali perché non sono vere amicizie. Mi sembra che il tempo gli abbia dato torto e questo tuo bellissimo post lo conferma!
    [Grazie per avermi citato :)]

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    • Diversi anni fa l’avrei detto io stesso. Ma forse oggi i tempi sono più maturi (e in questo daremmo ragione alla visione del visionario Amato) o forse semplicemente siamo noi che, in quanto scrittori, siamo più sensibili della media. Sta di fatto che in quasi due anni ho avuto l’onore di conoscere online persone meravigliose. Mi dispiace non riuscire a citarle tutte, ma prima o poi…

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  5. Sulle scazzottate con me sfondi una porta aperta 😀
    Per come la vedo io ci sono cose che vanno risolte solo con la forza. Le chiacchiere sterili le lascio ai politici.
    Riguardo alle amicizie virtuali ho avuto le mie fregature, ma ho anche incontrato gente con cui sono in contatto ormai da anni, proprio come nella vita reale.
    Grazie per avermi messo nell’elenco 🙂

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  6. Cresciuta solo tra uomini, appassionata di birra e vino rosso, qualche anno fa ho rotto due denti a mio fratello eppure è sempre il mio migliore amico, ma nonostante tutto questo sono troppo donna per stare nel vostro club.
    Il fatto che io e te ci siamo incontrati di persona, mi rende un po’ meno virtuale, ma amica mi piace! Grazie!

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  7. Conosco ancora poco Marco, ma Hell è un geniaccio. 🙂
    Il post sull’astrologia è il mio, per caso? Cos’è che avevo scritto?
    Anche tu per me sei un amico! E prima o poi verrò a trovarti… sei contento? 😀 😀 😀

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  8. Entro a passi furtivi, perché non sono un uomo, ma adoro questa atmosfera che descrivi. E non sono mai, mai riuscita a viverla da donna con altre donne. È da uomini, la complicità e la purezza dell’amicizia, senza quelle striature di invidia e competizione fine a sé stessa che ho visto e, purtroppo, subìto nei miei goffi tentativi di amicizia con creature del mio stesso sesso. Per questo, ho sempre avuto amici e raramente amiche. Perché il confronto è come una ripresa: tre minuti di sudore, pugni e schivate, gli occhi negli occhi. Senza possibilità di nascondersi. Senza possibilità di fingere. Salvatore, vorrei adottarti, previo tuo consenso, o, almeno, segnalare questo tuo post al gruppo di #adotta1blogger 🙂

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    • Sarei onorato di avere una “mamma” come te, sei vuoi adottarmi. 🙂

      Interessante questa cosa che dici sull’amicizia tra donne. Se hai voglia e tempo mi piacerebbe approfondire.

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  9. Ciao Salvatore,
    esser “veri”, o cercare di esserlo, ha un prezzo. Questo vale sia nel reale che nel virtuale. Sono sempre dell’idea che una buona e sana scazzottata, senza colpi bassi, possa rivelarsi costruttiva. Il “contro” è farsi parecchio vuoto intorno, il “pro” (immenso) è che si fa presto a capire con chi si desidera proseguire il viaggio, sedersi di tanto in tanto al bancone per discutere o sbronzarsi 🙂

    Bell’articolo, davvero

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    • Grazie Alessandro. Per me non c’è scelta: gli amici li scelgo solo dopo aver menato le mani. Si fa un po’ di vuoto, è vero. Ma quelli che restano, sono quelli giusti. 😉

      Onorato di averti fra gli amici.

      P.S. aspetto il tuo guest!

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    • È un club, se così lo vogliamo definire, aperto a chiunque ne voglia fare parte. E che si menino le mani o si raccontino le favole è il piacere della reciproca compagnia il grande protagonista. 🙂

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  10. Se vuoi fare a botte sappi che ti suono come un tamburo. Arti marziali, pugilato e sopratutto lotta da strada (vantaggio/svantaggio di essere cresciuto nei vicoli di genova).
    Scherzi a parte, ho letto con molto trasporto quello che hai scritto. Hai reso onore ai tuoi amici.
    Mi sono commosso ripensando agli amici che ho perso strada facendo, Alcuni per casi della vita del tutto normali, altri per decisioni e stili di vita “oltre”. Hai scritto cose molto belle è paghi lo scotto di essere stato evocativo, quindi perdonami se nelle ultime righe qui sopra ho spaziato andando sul personale.Non me ne vorrai, sei uno scrittore e sono sicuro riterrai un valore aggiunto la capacità di indurre a riflessioni. Lo hai fatto.
    Per il resto, trovo molto divertente leggerti, piacevolissime e stuzzicanti le conversazioni, così belle che alle volte, spessissimo, partecipo solo da lettore per non guastare “l’estetica” da commedia dell’arte degli interventi. Che dirti d’altro… niente, non ti dico nulla, solo continua così.

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    • Facciamo che a te, ma solo a te, offro direttamente il whisky. 🙂

      A proposito di scrittura, oggi ho ricevuto un certo pacco da Amazon… 😛

      Quanto ai commenti: onore ai commentatori.

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      • Cristo Santo, se vuoi farti del male leggilo pure il mio delirante romanzo. Dai, scherzo, sono contento, molto, spero ti piaccia, anche poco, quantomeno spero che non ti risulti noioso. Uff, ora devo perdere il sonno pensandoti mentre lo leggi. Ma perché, ma perchèeeeeeeeeeee

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        • Se mi prometti che continuerai a rivolgermi la parola (e non ho ancora cominciato a leggerlo, bada bene), ci scrivo perfino una recensione. 🙂

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          • Hahahaha ma “anche no”. Ogni volta perdo dieci anni di vita. Non sono mica abituato a certi stress, sono un uomo avanti con gli anni… 🙂 ,La parola te la rivolgo volentieri e comunque, ghe manchieva ancun.

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  11. Ma che bello, ci sono anch’io! Grazie Salvatore di avermi citata tra gli amici, sono proprio contenta e, confesso, mi sono emozionata nel leggere questo tuo bellissimo post!
    Ti mando un fortissimo abbraccio virtuale *-*

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  12. Sarà che oggi sono di commozione facile, ma il tuo post è stato quasi commuovente. Credo che sul web sia molto difficile leggere post così. Siamo sempre qui a rimarcare le differenze e a gridare “io” “io” “io” come pulcini affamati e le attestazioni di stima non trovano molto spazio.
    È bello trovare la differenza.

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    • Grazie, Antonella. I pulcini prima o poi crescono. Nel caso succeda, possono diventare polli o galli. Dipende tutto da loro. O da Madre Natura, non saprei. 🙂

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  13. Ho finalmente letto questo post. Hai perfettamente ragione: le amicizie tra uomini nascono da scazzottate. Chissà perché poi. Dopo diventiamo anche peggio delle donne, smielati e coccoloni! Anche se ci conosciamo da poco (e poco) stimo il lavoro che hai fatto e leggo sempre il tuo blog. Un saluto

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  14. Li stimo perché sono amici. Questa è la sintesi di una grande dichiarazione d’amicizia.
    Condivido con Grazia Gironella. ..non è la virtualità a fermare delle grandi amicizie.È successo anche a me.

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  15. Pingback: L’amicizia è un soffio | Salvatore Anfuso – il blog

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